Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio: il ritorno di due icone

Tornano Giulia e Stelvio Quadrifoglio, Alfa Romeo rimette in vetrina il 2.9 V6 da 520 CV e un’impostazione che privilegia controllo, equilibrio e piacere al volante.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio

Da marzo Alfa Romeo riattiva l’ordinabilità in Europa della Giulia e Stelvio Quadrifoglio, confermando la produzione fino al 2027. Al centro resta il 2.9 V6 da 520 CV, con una ricetta tecnica orientata a leggerezza, equilibrio e precisione: materiali in fibra di carbonio, differenziale autobloccante meccanico, aerodinamica attiva su Giulia e trazione Q4 su Stelvio.

Il Quadrifoglio è un segno dalla genealogia sportiva. Debutta nel 1923, quando Ugo Sivocci vince la Targa Florio con l’Alfa Romeo RL adornata dal logo portafortuna. Da allora l’emblema identifica le Alfa Romeo più prestanti, in pista e su strada. Giulia e Stelvio Quadrifoglio ne raccolgono il senso: prestazione, precisione, centralità del guidatore.

Una base tecnica orientata a leggerezza e rigidità

La ricetta di Giulia e Stelvio Quadrifoglio nasce da scelte strutturali coerenti: equilibrio tra leggerezza, rigidità e distribuzione dei pesi. Materiali come alluminio e fibra di carbonio entrano in modo sostanziale nella costruzione: dal motore all’albero di trasmissione, e poi su elementi come cofano, spoiler, minigonne, plancia e pannelli. L’obiettivo è rendere la vettura pronta nella risposta e pulita nel gesto, anche quando il ritmo cambia.

Giulia con aerodinamica attiva e splitter anteriore in carbonio

Su Giulia Quadrifoglio c’è un dettaglio tecnico che lavora per stabilità e precisione: lo splitter anteriore in carbonio con funzione attiva, capace di gestire il flusso d’aria sotto la vettura quando viene inserito. È un intervento che non ha bisogno di essere “visto” per farsi sentire: agisce sul comportamento e rende più leggibile l’avantreno. Tra i contenuti più riconoscibili c’è lo scarico Akrapovič, che dona un timbro pieno e profondo.

Il 2.9 V6 da 520 CV è il cuore comune dei due modelli

Sia Giulia sia Stelvio montano il 2.9 V6 da 520 CV, un’unità che incarna la tradizione sportiva del marchio e restituisce una connessione istintiva con l’acceleratore. Il motore lavora insieme a un differenziale autobloccante meccanico, pensato per migliorare motricità e comportamento dinamico, con un trasferimento di coppia più efficace e una maggiore precisione in curva.

La scelta della trazione distingue i due caratteri: Giulia Quadrifoglio resta RWD, mentre Stelvio Quadrifoglio adotta la trazione integrale Q4.

Design esterno ispirato alle corse tra cerchi, pinze e carbonio

Il look Quadrifoglio attinge al mondo racing senza diventare caricatura. Spiccano i cerchi bruniti a 5 fori (da 19” su Giulia e da 21” su Stelvio), le pinze freno grigio anodizzato e, sulla berlina, lo spoiler posteriore in fibra di carbonio. Le livree disponibili includono Rosso Etna, Verde Montreal, Blu Misano, Grigio Vesuvio, Nero Vulcano e Rosso Alfa. Dentro, l’impronta sportiva continua con i sedili Racing Sparco in pelle e Alcantara, completati da dettagli in carbonio.

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