Auto Trash: alcune tra le più brutte auto della storia

15 novembre 2020 - 13:00

Auto Trash: Hyundai Atos

Oggi siamo abituati a Hyundai come a un marchio produttore di auto esteticamente appaganti e ben riuscite. Ma questo è il frutto di un cambiamento di rotta avvenuto più o meno dieci anni fa, che ha spostato l’ideazione e la progettazione del design delle automobili in Europa, migliorando notevolmente la qualità e la percezione estetica dei veicoli: un cambiamento segnato anche dai nomi, perché il cambio di design ha introdotto anche la serie “iX”, ed è migliorato di generazione in generazione.

Ma prima, le Hyundai (e le Kia, anche se in misura minore) erano dei tesori del trash, con auto piuttosto bruttarelle e dalla qualità dell’assemblaggio non eccelsa. La Atos – che poi divenne la prima i10 nella sua seconda generazione, migliorata notevolmente – è forse l’esempio più lampante di questa mancanza di ricercatezza stilistica. Una piccola monovolume nata per fare concorrenza alla Panda, ma che della Panda non aveva né lo stile né l’appeal che invece la piccola italiana si era creata nei suoi già oltre vent’anni di vita sul mercato. Le ruote piccole, e la carrozzeria tozza le davano in generale un aspetto sgraziato, e appariva proprio come la classica auto sudcoreana da città, anonima e nemmeno di quel trash così divertente…

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