Extreme E

Extreme E: come funziona il campionato per auto elettriche fuoristrada

Non vedo l'ora che inizi!

29 luglio 2020 - 9:00

Extreme E: dietro a questa sigla c’è nientemeno che Fisker, l’azienda americana che sta ultimando lo sviluppo di auto elettriche con batterie a ricarica rapidissima. Extreme E è un cambio radicale nel mondo delle corse, che vede la competizione di fuoristrada elettrici altamente tecnologici per dei campionati all’insegna della sostenibilità e dell’uguaglianza.

Extreme E: divertimento, ma anche sensibilizzazione

Il campionato di Extreme E, ideato da Fisker unitamente allo stesso team che c’è dietro l’organizzazione della formula E, si disputerà nei luoghi più estremi e remoti del mondo in cinque gare che promettono di essere mozzafiato e ad altissimi livelli di intrattenimento. Tutto questo per promuovere l’elettrificazione e la sostenibilità, dal momento che le vetture sono dei SUV fuori strada con tecnologie altamente sofisticate che aprono la strada poi allo sviluppo delle stesse anche nel settore consumer. Un campionato volto anche all’uguaglianza di generi, e composto da un numero pari di piloti uomini e donne. Niente più, quindi, campionato maschile e femminile, ma un unico campionato in cui non è il genere, ma l’abilità a fare la differenza.

Extreme E è la prima competizione sportiva nata fuori da uno scopo sociale, e rivolta a uno scopo ambientale, per ridurre l’impatto ambientale e al contrario massimizzare la sensibilizzazione. I luoghi scelti sono infatti stati danneggiati in passato e risentono ancora di questi danni, oppure risentono notevolmente del cambiamento climatico. Lo scopo sociale c’è, ma è direttamente collegato a questo: Extreme E vuole, infatti, portare gli appassionati al centro dei problemi più urgenti che riguardano il futuro del Pianeta.

In parallelo c’è anche il contributo all’industria automobilistica: infatti, lo sviluppo di questi mezzi così sofisticati, sviluppati da Fisker, è pensare a lungo termine al settore automobilistico, perché il campionato è una vera e propria piattaforma di innovazione, che vuole accelerare innovazione e cambiamento.

Le gare di Extreme E sono cinque in tutto il mondo

Il campionato sportivo Extreme E partirà nella prima parte del 2021 e si svilupperà, come detto, per cinque gare che portino gli spettatori in luoghi estremi del mondo profondamente sconvolti dall’impatto umano sull’ambiente, e dal cambiamento climatico. Infatti, si gareggerà nell’Artico, nel Deserto, in Amazzonia ma anche in alcune località costiere.

Le prime gare si terranno il 23 e 24 gennaio 2021 nel Lac Rose o Lago Retba, lo splendido lago rosa che si trova in Senegal, a nord est di Dakar, le cui acque assumono il caratteristico colore per via delle alghe che lo abitano che producono un pigmento rosso in modo da resistere ai raggi solari. Il 6 e 7 marzo ci sarà la gara di Al Ula, deserto dell’Arabia Saudita che copre una vasta area di 29,261 km quadrati e che comprende, oltre a pietre particolari e paesaggi incredibili, anche un’omonima città antica di cui rimangono rovine e che si confonde nel deserto perché le case sono costruite con la sabbia. Scavate nella roccia, inoltre, ci sono anche diverse necropoli molto antiche.

Extreme E prosegue, il 14 e 15 Maggio, nella gola del fiume Kali Gandaki (o Narayani), in Nepal, un canyon profondissimo scavato nella roccia e che è divenuto noto per i commerci tra le diverse zone e valli dell’Himalaya, la catena montuosa più alta al mondo che copre per intero il territorio nepalese. una zona nota anche per diversi fossili.

Il 28 e 29 agosto 2021 il campionato si sposterà nel fiordo di Kangerlussuaq, in Groenlandia, terra ovviamente tra le più toccate dal cambiamento climatico. La corsa conclusiva, il 30 e 31 Ottobre 2021, sarà quella di Santarém, nello stato brasiliano di Parà, cittadina immersa nella foresta amazzonica, che proprio lo scorso anno è stata sotto i riflettori per via dei numerosissimi incendi che hanno accelerato e ridotto ancora di più il territorio della foresta pluviale più grande del mondo.

Come si può notare, è una competizione volta a far conoscere luoghi affascinanti e remoti del nostro pianeta, ma a livello tecnico permette di dimostrare le capacità oltre ogni limite di questi SUV elettrici da competizione, in grado di andare a tutta velocità sui ghiacci, nel fango, nel terreno sabbioso del deserto e nella roccia.

Extreme E vuole essere innovativo anche nel format scelto, diverso da qualsiasi altro campionato conosciuto. Un campionato pensato per un’azione veloce, nitida e dinamica, all’ultimo grido. Ogni gara, nota come X Prix, sarà costituita da due giri di una distanza approssimativa di 16 km. A sfidarsi saranno quattro squadre composte da due piloti (un uomo e una donna) che si sfideranno testa a testa in ogni gara negli eventi che, come visto, durano due giorni.

Si è detto inizialmente che i piloti guideranno la stessa vettura: si tratta dell’Odissey21, un SUV elettrico con cambio automatico già sviluppato per questo tipo di corse e competizioni. Non potendo contare su una superiorità tecnica, visto che c’è uguaglianza di vetture, i team dovranno elaborare le strategie migliori per vincere e portare a casa la vittoria di tutto il campionato Extreme E.

Parlando nello specifico degli eventi, il primo giorno ci sono le qualifiche che determineranno i quattro migliori piloti che passeranno alla prima semifinale, e di seguito gli altri quattro che si sfideranno nella seconda semifinale: questa è la Crazy Race. Una lotta “tutto o niente”, in cui solamente il team con la strategia migliore, che gli avrà permesso di essere il più veloce, arriverà in finale e potrà vincere la coppa all’evento finale.

L’Odissey21: la vettura protagonista di Extreme E

Tutti i piloti, quindi, gareggeranno a bordo dell’Odissey21. Un SUV elettrico da 400 CV o 550 CV largo 2,3 metri e con un peso di 1650 kg, capace di andare da 0 a 100 in 4 secondi e mezzo. Tutti gli Odissey21 comprendono un pacchetto standardizzato, come componenti realizzate da Spark Racing Technology e le batterie prodotte da Williams Advanced Engineering.

Oltre al veicolo in sé, che essendo elettrico non impatta sull’ambiente mentre è in funzione, ed è realizzato con materiali sostenibili e riciclati, la sostenibilità del campionato è data anche dagli spostamenti da un luogo all’altro che non avverranno via aereo ma via oceano, ovviamente su una nave ecologica. Si tratta della storica RMS St. Helena, rinnovata nelle componenti interne e ora con un motore molto efficiente che ha minimizzato le emissioni e il rilascio di sostanze nocive nell’Oceano.

Oltre a questo, agli eventi saranno presenti anche professori e ricercatori delle Università di Oxford e Cambridge, uno per ogni luogo esplorato (dai ricercatori artici a quelli che studiano la situazione in Amazzonia e via dicendo). Tutto questo, naturalmente, parte del programma principale del campionato di Extreme E, ovvero educare le persone alla responsabilità e sostenibilità ambientale.

Non ci resta che aspettare gennaio e avere ulteriori aggiornamenti su Extreme E, sperando che qualche emittente italiana trasmetta queste nuove competizioni che consentono prima di tutto di divertirsi e di esplorare da remoto posti nuovi ed estremi.

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