Combattere il caro energia con le onde del mare a 1 un centesimo, ma sarà vero?

Robin Grant
01/09/2022

Combattere il caro energia con le onde del mare a 1 un centesimo, ma sarà vero?

Swel, acronomico di Sea Wave Energy Ltd, è un’azienda britannica che opera in Regno Unito e a Cipro, poco nota ma attiva da oltre un decennio che si è focalizzata nello sviluppo di Swel Waveline Magnet, una sorta di generatore che, come dice il nome, sfrutta le onde del mare per generare energia. Una promessa importante: 1 centesimo al kWh, che sarebbe una soluzione a quel caro energia che ha influito su tutto, compresa la ricarica elettrica che ha visto quasi tutti gli operatori in Italia aumentare i prezzi dall’inizio dell’anno.

Un esempio Enel X: se prima era 0,39 € / kWh, l’ultimo aumento ha portato prima a 0,45 e poi a ben 0,58 € kWh per potenze in AC fino a 22 kW,  a 0,68 € per la ricarica in DC fino a 100 kW, e a 0,79 per le Hyper Charge fino a 300 kW.

Dopo non pochi anni di test on e off-shore, oggi l’azienda è in grado di affermare che questo generatore offrirà costi ultra-bassi per l’energia elettrica, ma al contempo un rendimento elevato e, ovviamente, una provenienza completamente ecologica.

Waveline Magnet per sfruttare quello che abbiamo

Nel periodo in cui la parola chiave è la “decarbonizzazione“, a livello globale la tecnologia più blasonata è quella dell’energia solare, che sta proliferando ovunque; c’è un forte interesse anche nei confronti dell’energia lunare, seppur con uno sviluppo molto più lento. Eppure, un’energia pronta, fondamentalmente infinita e pulita è quella delle maree e delle onde, che aspetta solo di essere sfruttata, anche se non è facile farlo.

Swel Waveline Magnet

Diverse le realtà che ci hanno provato, ma Swel sembra essere l’azienda più avanti in questo senso. Waveline Magnet è una lunga catena modulare di galleggianti di plastica pensati per essere appoggiati sulla superficie dell’acqua, per cavalcare le onde (il cosiddetto “wave-riding”, alla base anche del surf).

Ovvero, quando arriva un’onda, Waveline Magnet ne segue i contorni e crea un movimento serpentino, mentre la loro “colonna vertebrale”, rigida, rimane relativamente ferma con i bracci che azionano i generatori elettrici sia verso l’alto che verso il basso. Così facendo, il sistema ottiene una lettura delle dimensioni e della velocità dell’onda e può mettere a punto l’estrazione di energia di ogni generatore. Secondo Swel, è una tecnologia che può funzionare con onde di tutte le altezze, e che neanche le onde più difficili incidono negativamente sulle prestazioni del dispositivo.

Swel Waveline Magnet

Oltre all’energia pulita, la sostenibilità di Swel è data dai materiali che compongono il Waveline Magnet, il quale può essere costruito interamente con elementi riciclati per ridurre al minimo l’impatto con l’ecosistema marino. L’energia generata viene rimandata a terra via cavo, oppure usata direttamente dai consumatori di energia offshore; o ancora per generare e immagazzinare idrogeno da spedire a terra.

Tanta potenza, costi minimi

Swel ha dichiarato che un solo Waveline Magnet produce 100 mW di energia, e un dispositivo che lo sfrutta raggiungerà un costo livellato dell’energia inferiore a 0,01 € / kWh, ben inferiore al valore di riferimento dell’energia del moto ondoso odierno di 0,85 € / kWh. Tuttavia, al momento rimangono solo parole.

Swel ha dichiarato che è ancora tutto in fase di test, ma ci sono cose che lasciano un po’ perplessi. Un prototipo usato a Nantes, lungo ben 32 metri e con un peso di 1,8 tonnellate ha raggiunto una potenza di picco di appena 1,4 kW per tutta la durata di questi test. Il che porta a chiedersi quanto dovrà essere lunga e pesante la variante promessa in grado di generare 100 MW per generare picchi ben più alti di quelli gestiti da questo prototipo?

Insomma, se Swel riuscirà a mantenere la sua ambiziosa promessa, tanto meglio. Altrimenti rischia di essere una delle tante aziende “flop” alla Fisker.

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