Car Design Event 2026: tutte le anteprime e i concept presentati a Monaco di Baviera e le auto che vedremo tra qualche anno

Il Car Design Event 2026 di Monaco di Baviera con 2anteprime europee di Genesis X Gran Equator Concept, Mercedes-Benz Vision Iconic e Lamborghini Manifesto (prima esposizione fuori da Sant'Agata). Volkswagen ha mostrato gli interni della ID.Polo. Presenti anche Alpine Alpenglow HY6 a idrogeno, Pagani Huayra R e le Norton Manx.

Una hypercar Alpine Alpenglow HY6 in esposizione con dettagli blu, vista da dietro in un ambiente artistico con opere su pareti.

Informazioni chiave:

  • Il Car Design Event 2026 si è tenuto a Monaco di Baviera con 250 invitati e anteprime europee di Genesis X Gran Equator Concept, Mercedes-Benz Vision Iconic e la prima esposizione del Lamborghini Manifesto fuori da Sant’Agata.
  • Volkswagen ha presentato gli interni della ID.Polo. Esposti anche Alpine Alpenglow HY6 a idrogeno, Škoda Vision O, Pagani Huayra R e le Norton Manx e Manx R.
  • Format su invito senza barriere tra pubblico e designer.

Il Car Design Event 2026 al Drivers & Business Club di Monaco di Baviera, nello stesso slot di calendario in cui si aprivano i cancelli del Salone di Ginevra. Trecentocinquanta metri quadrati, 250 persone su invito, auto al centro della sala senza piedistalli e designer accanto ai propri progetti, disponibili per conversazioni dirette.

La quarta edizione ha portato a Monaco una concentrazione di concept e anteprime europee che avrebbe riempito un padiglione del Salone di Francoforte: il debutto europeo del Genesis X Gran Equator Concept e della Mercedes-Benz Vision Iconic, la prima uscita del Lamborghini Manifesto fuori da Sant’Agata Bolognese, la presentazione degli interni della Volkswagen ID.Polo e i concept Alpine Alpenglow HY6, Škoda Vision O, Pagani Huayra R, Breadvan Hommage di Niels van Roij Design e le nuove Norton Manx e Manx R.

Cos’è il Car Design Event e perché ha preso il posto di Ginevra?

Isorivolta Varedo, auto sportiva rossa esposta in un evento con pubblico attorno, su pavimento in legno.
Isorivolta Varedo © CDE - Philipp Rrupprecht

Ginevra al Palexpo non esiste più, almeno non nella forma in cui la conoscevamo. Al suo posto, nello stesso periodo dell’anno, il Car Design Event al Drivers & Business Club di Monaco è diventato in quattro edizioni il luogo in cui il design automobilistico si racconta senza la scenografia da fiera, senza palchi illuminati e senza CEO che leggono dal gobbo.

Il formato è su invito: 250 persone, 350 m². Le auto sono in mezzo alla sala, senza pedane. I designer sono accanto. È possibile avvicinarsi, toccare, fare domande che normalmente nessun ufficio stampa lascerebbe passare. È questo che rende il CDE diverso da qualsiasi altro appuntamento del settore.

Quali anteprime europee e mondiali ha ospitato il CDE 2026?

Mercedes-Benz Vision Iconic in nero, esposta in un ambiente moderno con persone che la osservano.
Mercedes-Benz Vision Iconic © CDE - Philipp Rrupprecht

Il Genesis X Gran Equator Concept ha fatto il suo debutto europeo: un SUV da esplorazione che Luc Donckerwolke, Chief Creative Officer di Genesis, ha costruito attorno all’idea di armonizzare eleganza e robustezza senza che l’una comprometta l’altra. John Krsteski, Senior Chief Designer di Genesis North America, accompagnava i visitatori attorno al concept con la precisione di chi conosce ogni millimetro di quella carrozzeria.

Accanto, la Mercedes-Benz Vision Iconic, altro debutto europeo, altra dichiarazione sul futuro del lusso tedesco. Due auto distanti per filosofia, vicine per ambizione.

Il momento più inatteso è stata la Lamborghini Manifesto: prima volta fuori da Sant’Agata Bolognese, esposto in una sala dove era possibile studiarlo da ogni angolo senza barriere. Mitja Borkert, Director of Design di Automobili Lamborghini, era presente per spiegarne le scelte formali con la precisione di chi ha pensato ogni superficie per mesi, presentando anche la Fenomeno. Al suo fianco, in senso metaforico, la Pagani Huayra R: un’auto che porta il contesto con sé.

Lamborghini FENOMENO giallo lime in primo piano con dettagli neri, esposta in un ambiente elegante con legno scuro.
Lamborghini FENOMENO © CDE - Philipp Rrupprecht

Alpine ha portato l’Alpenglow HY6, concept a idrogeno che Antony Villain (Chief Designer) e Marc Poulain (Chief Advance Design) hanno presentato come un esercizio di stile e allo stesso tempo una riflessione sul futuro della propulsione. Škoda ha mostrato la Vision O con Oliver Stefani in persona. Volkswagen ha usato il CDE per svelare gli interni della ID.Polo: una scelta che dice qualcosa sull’importanza che il brand attribuisce a questo formato. Non si porta l’interno di una berlina compatta in una sala con Lamborghini e Pagani a meno che il pubblico sappia leggerlo nel modo giusto.

Quali designer e marchi erano presenti al CDE 2026?

Kia EV2 in blu, vista frontale in un ambiente con tendaggi grigi e pavimento in legno.
Kia EV2 © CDE - Philipp Rrupprecht

Hyundai era presente con Raphael Bretecher, Head of Interior Design al Design Center Europe. Kia e Ducati occupavano il proprio spazio nella conversazione. Feadship, il cantiere olandese di superyacht, ricordava che il design di alto livello non conosce confini di categoria. Gentex, specialista in sistemi di visione e illuminazione, ed EDAG portavano un prototipo di illuminazione che mostrava quanta attenzione progettuale venga oggi dedicata ai dettagli che in passato nessuno considerava protagonisti.

Moto sportive Norton Manx in grigio e blu, esposte su supporti in un ambiente interno con toni scuri.
Norton Manx © CDE - Philipp Rrupprecht

Sul fronte delle due ruote, Norton Motorcycles ha presentato le nuove Manx e Manx R con Simon Skinner, mentre Novus Bikes portava la sua visione sul futuro della mobilità a due ruote leggera. Niels van Roij Design ha esposto il Breadvan Hommage, omaggio alla leggendaria Ferrari 250 GT Breadvan, pezzo unico che in quella sala trovava la cornice giusta. UE Studios ha presentato il SUE Concept, e Slate, il marchio americano dell’accessibilità elettrica, confermava la sua presenza europea.

Il parterre dei designer presenti valeva da solo il viaggio. Fabrizio Giugiaro, Klaus Busse, Walter de Silva, Massimo Frascella: nomi che nel design automobilistico rappresentano decenni di storia. La conversazione tra loro e i designer delle nuove generazioni è l’elemento che rende l’atmosfera del CDE impossibile da replicare altrove.

Quale ruolo hanno avuto le scuole di design al CDE?

UE STUDIOS SUE, veicolo elettrico bianco e nero con porta rossa, esposto in uno showroom moderno.
UE STUDIOS SUE © CDE - Philipp Rrupprecht

Le scuole di design hanno portato il lavoro degli studenti sullo stesso piano dei grandi marchi. Andreas Irrgang, studente della Hochschule Hof, ha presentato il Canyon Fast Cut, un concept di road bike che ha tenuto il confronto con le auto in sala. Hochschule München, Hochschule Pforzheim e l’Università di Umeå completavano il quadro accademico.

È uno degli aspetti del CDE che funziona meglio: mettere chi sta imparando il mestiere nella stessa stanza di chi quel mestiere lo definisce, senza gerarchie visibili.

Quali temi sono stati trattati nei panel del CDE 2026?

Pagani Huayra R, blu scuro con dettagli verdi, esposta in un ambiente interno.
Pagani Huayra R © CDE - Philipp Rrupprecht

I temi dei panel hanno ruotato attorno all’intelligenza artificiale applicata al design, al futuro della mobilità e al ruolo dello storytelling nel processo creativo. Argomenti che nelle fiere tradizionali finiscono nei convegni marginali; al CDE erano al centro del programma. Non solo, perchè l’organizzazione del CDE ha lanciato anche il podcast, con interessanti conversazioni con i designer presenti.

Monaco a marzo ha un’aria particolare, ancora invernale ma con quella tensione che precede il cambio di stagione. Il Drivers & Business Club, con le sue auto storiche alle pareti e l’odore di gomma e cuoio che impregna l’aria, è il posto giusto per parlare di design: un ambiente che non lascia spazio alla distrazione e obbliga a concentrarsi su quello che conta. Tre giorni intensi, pochi posti a sedere, molte idee in circolazione. Il tipo di evento che, uscendo, fa venire voglia di disegnare qualcosa.

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