Citroën SM

Citroën SM: la francese con DNA Maserati a MAC 2020

Lusso francese, meccanica italiana

27 settembre 2020 - 17:00

Tra gli stand di Milano AutoClassica 2020, in questi giorni, è possibile ammirare una Citroën SM in perfetto stato, in grado, solamente guardandola, di mostrare tutto il suo lusso e la sua grandezza (prima di tutto per le dimensioni). Con soluzioni stilistiche all’avanguardia, come la casa francese ha abituato tutti negli anni, la Citroën SM è una francese con geni italiani: sua stretta parente è la Maserati Quattroporte dello stesso periodo, nata in un momento in cui la Casa del Tridente era stata acquisita dal gruppo francese.

Citroën SM: la GranTurismo alla francese

Non è un caso che questo splendido modello, così particolare nel design, sia noto in Italia come Citroën-Maserati. È proprio il caso di dire “a volte ritornano”: in questi mesi, infatti, stiamo assistendo alla nascita del gruppo automobilistico Stellantis, frutto della fusione tra PSA (che comprende Citroën) e FCA (che comprende Maserati). Insomma, le due case torneranno insieme.

La SM fu prodotta per 5 anni dal 1970 al 1975, periodo tutto dimostrato dalle linee piuttosto tese e dai fari rettangolari piuttosto grandi, che fanno subito pensare a una Citroën DS degli anni Settanta, visto che praticamente ne evolve l’estetica. Ho nominato la DS non a caso: il progetto della Citroën SM, infatti, nasce alla fine degli anni Cinquanta, proprio pochi anni dopo il lancio e successo commerciale dell’iconica vettura della Double Chevron. I piani alti della casa francese, infatti, iniziarono a maturare l’idea che servisse una GranTurismo a dare lustro a Citroën, che puntava a un pubblico di fascia alta e a “rubare” quote commerciali a Mercedes, ben più potente sul mercato. Ma il paradosso era che i suoi due modelli più venduti, appunto la DS e la 2CV, avevano dato la percezione di marchio “popolare”.

Nacque, così, il progetto Sport (Progetto S), durato per tantissimi anni per via dell’incertezza riguardante le soluzioni da adottare. Inizialmente, infatti, si pensò a un veicolo che puntasse sulla meccanica e non sul design. Ma alla fine, come dimostra l’auto stessa, da buoni francesi puntarono tutto sull’estetica, con un veicolo, se vogliamo, ancora più “strano” e originale della DS.

Il design particolare di Citroën SM

I designer presero il telaio e la carrozzeria della DS, e la resero una GranTurismo. La vettura, infatti, è molto lunga, forse anche più della DS, ma toglie le due porte posteriori per lasciare le due porte anteriori, rese più lunghe. Il risultato è un design davvero imponente e maestoso, ma soprattutto molto filante. Lunga quasi cinque metri (4,89 per essere precisi), la Citroën SM di distingue all’anteriore per il cofano veramente allungato, che confluisce in un’unica fascia di vetro trasparente che comprende i grandi fari rettangolari e (e questa è una delle tante particolarità) anche la targa del veicolo, che così non rimane sporcato o interrotto da niente. Sotto la cromatura che separa cofano da paraurti si trovano, separati, gli indicatori di direzione. Il gruppo ottico principale, come detto molto grande, è diviso in due anabbaglianti esterni e nei 4 abbaglianti centrali, di cui 2 orientabili con lo sterzo come sulla DS. Altra particolarità è che il Double Chevron di Citroën non si trova dove ci sono i fari, ma vicino al parabrezza, sul cofano, e decentrato a sinistra.

Completamente liscia è la fiancata, che si distingue per la linea inferiore dei finestrini che scende verso il basso, dando al finestrino posteriore la forma di una casetta rovesciata, il cui tetto poi dà luogo a una cromatura che include il logo SM. Inoltre, è ripresa dalla DS la ruota posteriore nascosta quasi completamente.

Molto particolare anche la coda: molto più corta rispetto al cofano, è piena di cromature intorno ai fari posteriori, che sono tipicamente anni Settanta, quindi spigolosi e rettangolari. Ottima la visibilità posteriore, grazie al portellone del baule per lo più in vetro. Inoltre, altra soluzione stilistica innovativa, la targa è posta al di sopra di tutto il grande complesso del gruppo ottico, mentre il logo Citroën ne è al di sotto, e questo crea una sorta di effetto straniante.

Ottimi anche gli interni, dotati di tutte le ultime tecnologie, e della tipica comodità di Citroën. Ovviamente, trattandosi di un’auto di fascia alta, la Citroën SM era confortevole e lussuosa, con divanetti soffici di pelle perfetti per i lunghi viaggi. Queste caratteristiche, unite al fatto che rispetto alla concorrenza era una Gran Turismo da 4 posti veri, fecero sì che si classificasse terza al premio Auto dell’Anno del 1972; vinse numerosi premi anche negli Stati Uniti.

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