Ford punta a veicoli elettrici che siano centrali su ruote

Robin Grant
01/01/2022

Ford punta a veicoli elettrici che siano centrali su ruote

Inutile girarci intorno: nonostante i progressi fatti, ciò che frena molti a passare alla mobilità elettrica è la cosiddetta ansia da ricarica, perché ad oggi non è possibile avere l’equivalente di una tanica di benzina nel bagagliaio per quel che riguarda la ricarica elettrica. Tuttavia, ci sono aziende come Ford che hanno capito che un’auto elettrica non è solo un computer su ruote, ma anche un’enorme power Bank. E non è un caso che tutti i suoi veicoli elettrici possano fare anche da “colonnina” portatile per vetture in difficoltà.

Dal Transit elettrico al Ford F-150 elettrico, previsto solo per gli Stati Uniti, i suoi veicoli dispongono della tecnologia “Vehicle To Load” (V2L), che permette di condividere la carica immagazzinata con altri veicoli elettrici sia Ford che non, i quali hanno bisogno di un piccolo boost per arrivare alla colonnina più vicina.

Non è un caso che sia Ford

Quando ci sono caratteristiche peculiari di un marchio, mi piace sempre tenere in considerazione da dove quel marchio provenga. Fiat è sempre stata leader nelle auto piccole e relativamente economiche, perché proveniente da un Paese dove le strade sono strette e le persone avevano poca disponibilità; Volvo è diventata famosa per le Station wagon familiari dagli alti standard di sicurezza, perché parte di un Paese che ha sempre investito molto nella famiglia e nella sicurezza dei suoi abitanti.

Così, Ford è statunitense, un Paese dove le distanze sono enormi, e dove ci sono centinaia di km di strade dove già è raro trovare distributori di benzina, figuriamoci le colonnine. In termini assoluti, gli Stati Uniti sono oggi il secondo Paese per numero di colonnine elettriche, dopo la Cina: sono in totale 112.000, in un Paese però che conta 329 milioni di abitanti su una superficie di quasi 10 milioni di km2. È naturale, che, quindi proprio Ford stia investendo su vetture ricaricabili che, però, possano fungere anche da fonti energetiche.

Ford F-150 Lightning

Nel 2022, l’azienda dell’ovale blu  introdurrà questa possibilità non solo sull’F-150 Lightning, ma anche sul cugino ibrido, l’F-150 PowerBoost Hybrid. Una notizia che ha colpito soprattutto gli abitanti del Texas, rimasti senza energia elettrica durante una delle tipiche tempeste invernali e, di conseguenza, comprensibilmente preoccupati per la ricarica delle auto elettriche.

Oltre all’F-150, questa funzionalità sarà disponibile anche sul Ford e-Transit, versione elettrica dello storico furgone, ma anche sulla Ford Mustang Mach-E, primo modello elettrico del marchio. Secondo quanto dichiarato dalla casa automobilistica, l’F-150 Lightning sarà in grado di ottenere fino a 20 km di ricarica all’ora da un altro F-150, mentre l’e-Transit potrà ottenerne fino a 16 nello stesso tempo. Non grandi numeri, ma che possono fare la differenza per auto rimaste ferme a pochi km dalla stazione di ricarica o abbandonate in un luogo remoto.

Questo vale comunque anche per tutte le altre auto elettriche, nel senso che qualsiasi veicolo può essere ricaricato da un veicolo elettrico Ford, in quanto può utilizzare la presa di corrente da 240 Volt e ottenere energia come se fosse collegato a qualsiasi altra sorgente elettrica.

Anche altri marchi

Ma Ford non è l’unica. Per esempio, la tecnologia V2L una delle cose che ho elogiato nelle prove della Hyundai Ioniq 5 (marchio coreano che ha sempre venduto bene negli States) e della Kia EV6, ma per rimanere nel gruppo coreano anche la Hyundai Santa Fe Plug-in dispone del Vehicle To Load. Così come ne dispongono i Rivian R1T e R1S, altri mezzi americani e, stando a quanto dice Elon Musk, lo avrà anche il Tesla Cybertruck, quando e se mai arriverà sul mercato.

Hyundai Ioniq 5

La V2L, comunque, può essere una spinta fino al momento in cui la rete di ricarica degli Stati Uniti crescerà fino a supportare il numero di veicoli a batterie che arriveranno sul mercato nei prossimi anni, ma comunque è una Feature che potrebbe rimanere anche quando tale traguardo sarà raggiunto (e non sarebbe male).

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