Hyundai XCIENT Fuel Cell

Hyundai XCIENT Fuel Cell: il camion a idrogeno arriva in Europa

Sarà la rivoluzione dei mezzi commerciali e industriali?

9 luglio 2020 - 19:00

Le prime dieci unità del Hyundai XCIENT Fuel Cell sono in arrivo in Svizzera e rappresenteranno l’approdo europeo del primo camion a celle combustibili, un vero cambiamento nel settore nonché proposta alternativa ai camion elettrici, decisamente complessi nel loro funzionamento, e di cui per ora abbiamo visto solo un modello di camion dei pompieri.

Hyundai XCIENT Fuel Cell: la rivoluzione dei veicoli industriali

Secondo i vertici della casa coreana, il nuovo Hyundai XCIENT Fuel Cell è già una realtà attuale, e non un prototipo o addirittura un progetto. Questo è del resto l’esempio concreto della volontà di Hyundai di creare una rete globale di idrogeno, per ridurre l’impatto ambientale e in cui tutte le esigenze di trasporto commerciale siano soddisfatte in modo esaustivo da vetture come questi camion, portando quindi a un cambio di standard volto a togliere le emissioni di ogni tipo dall’ambiente. Quindi non solo camion, ma proprio tutto il parco auto dei suoi veicoli.

In pochi sanno, forse, che Hyundai di recente ha presentato anche la prima auto a celle combustibili al mondo, la Hyundai ix35 a idrogeno, mentre con la seconda generazione del NEXO il produttore asiatico ha concretizzato i suoi decenni di esperienza in questa tecnologia. Era quindi inevitabile che anche il primo camion di questo tipo arrivasse da un produttore che in pochi anni ha rivoluzionato sé stesso e che da decenni contribuisce notevolmente all’evoluzione del settore.

Ecco, quindi, che dopo le prime 10 unità spedite in Svizzera, la casa sudcoreana ha intenzione di mandare altri cinquanta esemplari di Hyundai XCIENT Fuel Cell e di lanciarne 1600 in totale entro il 2025.

Hyundai XCIENT Fuel Cell: come funzionano le celle a combustibili

Il camion Hyundai XCIENT Fuel Cell è alimentato da un sistema di celle a combustibile a idrogeno da 190kW che comprende due batterie a celle combustibili da 95 kW. A questo si aggiungono sette grandi serbatoi di idrogeno, per una capacità totale di stoccaggio combinata di più o meno 32 kg, che permettono un’autonomia di 400 km.

Dati per ora abbastanza riduttivi per paesi delle dimensioni dell’Italia, la cui unica città con distributore di idrogeno attualmente è Bolzano, mentre a San Donato Milanese c’è n’è un’altra utilizzata unicamente per i mezzi pubblici. Autonomia che ben si adatta invece alla Svizzera, Paese piccolo e dotato di diversi distributori. Il vero asso nella manica, per cui è interessante vedere anche come si svilupperà, è che un pieno di idrogeno si fa dagli 8 ai 20 minuti. Tempi decisamente più vicini a quelli di un pieno di gasolio, e molto lontani dalle ore (spesso anche 10 o 12) che servono per ricaricare le batterie elettriche, che già sulle auto sono lente, e diventano ancora più problematiche nei camion.

Oltre a questo, la casa si sta impegnando nello sviluppo di un autocarro in grado di percorrere fino a 1000km con una singola carica, anche in questo caso dotato di celle a combustibili ma potenziate. Una tecnologia di cui sicuramente Hyundai farà tesoro per aumentare anche l’autonomia del Hyundai SCIENT Fuel Cell, rendendolo appetibile anche per gli altri mercati europei.

Hyundai XCIENT Fuel Cell: un futuro a idrogeno

Hyundai quindi guarda al futuro, suo e del globo, futuro che pare sì a emissioni zero, ma con una decisa virata verso il mondo dell’idrogeno, che per l’azienda pare essere più conveniente e in uno stadio di sviluppo più avanzato di quanto si creda. Questo non vuol dire un abbandono dell’elettrico, anzi.

Infatti, oltre al camion Hyundai XCIENT Fuel Cell e al SUV NEXO, ora di seconda generazione, Hyundai punta a vendere 670.000 veicoli elettrici ogni anno entro il 2025, di cui almeno 110.000 con tecnologia a celle combustibili. Un progetto reso noto nel 2018 come Fuel Cell Vision 2030, che segna appunto l’impegno ad accelerare lo sviluppo di una società a idrogeno.

Sarà sicuramente interessante vedere se il produttore sudcoreano riuscirà nelle sue ambizioni, e se persevererà nel portarle avanti. E anche come il mercato e l’Europa reagirà all’arrivo dei primi camion a celle combustibili.

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