Tazzari Defender Electric

Tazzari Defender Electric: Il fuoristrada inglese elettrificato (e italianizzato)

Ora raggiunge ogni ambiente, senza inquinarlo

30 maggio 2020 - 11:00

Land Rover Defender è sicuramente uno dei fuoristrada più celebri del marchio britannico, quello più spartano che ha reso celebre l’azienda in tutto il mondo. Certo è che un veicolo di questo genere non rappresenta l’emblema della sostenibilità: ecco perché ci hanno pensato gli italiani, che con il Tazzari Defender Electric hanno restaurato e portato al passo coi tempi questo SUV iconico.

Tazzari Defender Electric: l’auto elettrica all’italiana

Tazzari è un marchio un po’ sconosciuto, ma fondamentale nella storia italiana recente. Nasce nel 1963 dalla volontà di Giorgio Tazzari, che unisce diverse aziende impegnate nel settore automotive. In particolare, fin da subito si profila come azienda orientata alla produzione di vetture sostenibili e ad emissioni zero.

Questa volontà si fa più concreta nel 2006, quando il nuovo presidente Erik Tazzari dà vita al progetto ZERO, ovvero l’obiettivo di creare un’auto elettrica da città con delle con delle caratteristiche inedite per una vettura di questo genere,  quali un telaio ultraleggero e una tecnologia evoluta per la gestione delle batterie. La Tazzari ZERO, nata con cinquant’anni di esperienza del gruppo Tazzari, si è concretizzata nel 2010 e da quel momento l’azienda di Imola ha ampliato la sua gamma, con modelli sempre diversi.

Ma è soprattutto con la divisione Tazzari EV Technologies che questa realtà italiana è salita alla ribalta, perché le ha permesso di condividere le sue tecnologie ed esperienze collaborando attivamente allo sviluppo di veicoli elettrici anche per altri brand. Nonché, come nel caso di questo articolo, alla rielaborazione di modelli iconici come questo Tazzari Defender Electric.

Tazzari Defender Electric: il fuoristrada diventa sostenibile

Sicuramente ambiziosa è stata l’idea dell’azienda emiliana di prendere un vecchio Defender e rifarlo da capo, elettrico. Ma non è solo il motore della vettura ad essere cambiato. Infatti, questo Defender 110 esternamente rimane praticamente identico a come è stato concepito, con il suo corpo vettura regolare e squadrato con gli angoli “smussati”, e le sue imponenti ruote che gli permettono di ottenere i suoi celebri risultati nei terreni non asfaltati. Ma l’impronta di Tazzari si nota quasi subito.

La carrozzeria, blu, è stata arricchita con gli adesivi che certificano la sua nuova vocazione a emissioni zero, ed è cambiata la tecnologia dei fari anteriori che ora sono completamente a LED, e richiamano anche se in piccolo quelli della nuova generazione.

Completamente nuovi sono, invece, gli interni, che di spartano invece non hanno praticamente più niente, anzi appaiono anche piuttosto ricercati. Il cruscotto è rimasto praticamente lo stesso, ma ora la plancia è stata arricchita di un tablet secondo le nuove norme, che più da oggetto di design serve naturalmente a tenere sotto controllo la situazione delle batterie. Anche il volante è stato cambiato e, pur richiamando quello originale, ora include il logo Tazzari (due “Z” sovrapposte, che indicano non solo il nome del marchio ma richiamano anche il tipico suono dell’elettricità).

Completamente nuovi sono i sedili: il materiale, che suppongo sia ecopelle, è di un bel blu elettrico con trama a rombi che ispira comodità. Quelli anteriori sono separati da un bracciolo con due porta-bicchieri, mentre sul poggiatesta compare nuovamente il logo dell’azienda. Rimane una delle caratteristiche peculiari di questa vettura: le due “panche” poste nel bagagliaio, per ospitare 4 o anche 6 passeggeri in più. Anche loro sono state ovviamente rifatte, e ora sono molto comode e anch’esse imbottite, con la stessa ecopelle blu elettrico degli altri sedili. Il pavimento è, invece, in acciaio e fa da contrasto con il colore generale degli interni.

L’impronta italiana di questo Tazzari Defender Electric si nota eccome: non solo è silenzioso grazie al motore elettrico – e sarebbe davvero interessante provarlo soprattutto in fuoristrada, per vedere il comportamento di questa motorizzazione – ma è ora anche notevolmente più curato negli interni e nella scelta dei materiali.

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