Mario Kart: divertimento per tutta la famiglia!

Pronti ad arrabbiarvi?!

11 aprile 2020 - 21:00

Mario Kart: chi non conosce la saga che ha fatto impazzire intere generazioni? Le scorse recensioni su videogiochi a tema automobilistico riguardavano titoli molto complessi, con vetture e ambientazioni prese dal mondo reale. Oggi, invece, preferisco concentrami su un titolo che ha segnato l’infanzia mia e di miliardi di persone in tutto il mondo, perfetto per passare un po’ di tempo in questa quarantena che ci costringe in casa tutti insieme.

Sto parlando di Mario Kart, non un titolo specifico ma una serie di videogiochi nata ormai 30 anni fa, se non di più, e sviluppata da Nintendo fin dalle sue prime console. Non importa, infatti, quale console della casa nipponica voi possediate; anzi, come ho potuto far notare nell’articolo sui giochi per Apple, non è più necessario avere una console Nintendo, ma solo tanta voglia di divertirsi e… barare!

Mario Kart: cambia la generazione ma non la sostanza

Come ho detto, non importa dove ci si giochi perché nella serie di Mario Kart non è tanto importante il cambiamento tra un titolo e l’altro. Certo, sicuramente nel tempo ci sono state aggiunte in termini soprattutto di personaggi e funzionalità dei kart, ma non è a questo che punta il gioco. Al contrario, quello che conta è avere un qualsiasi titolo e prepararsi a giocare, perché il succo del gioco, il concept iniziale è rimasto invariato.

Mario Kart nasce per usare tutti i personaggi del mondo di Mario, che nel tempo sono aumentati, alla guida di circuiti spesso esilaranti e più difficili man mano che si procede nel gioco, anch’essi ambientati nei vari mondi che Mario affronta negli altri titoli: ogni titolo presenta la sua versione del Castello di Bowser, l’acerrima tartaruga spinata che rapisce sempre Peach, una sua versione del Circuito di Mario o Luigi, mentre altri sono specifici di una singola versione, come per esempio il circuito di Yoshi in Mario Kart DS. Ma la cosa che accomuna tutti è sempre il circuito più difficile, ovvero la Pista Arcobaleno. Un circuito ambientato nel cosmo, e letteralmente un arcobaleno privo di bordi da cui si può continuamente cadere, tutto aggrovigliato su sé stesso.

Il gioco si divide in due campionati, se così vogliamo definirli: quello con tutti i circuiti originali e sviluppati per un dato titolo (che si conclude, appunto, con la pista arcobaleno), e quello, invece, che si svolge sui circuiti dei titoli passati, e che solitamente ha come conclusione un Castello di Bowser – anche se nei titoli più recenti si svolge sulla pista arcobaleno di un titolo vecchio. Da piattaforma a piattaforma cambiano anche le caratteristiche dei veicoli: si è passati dai classici Kart, a più tipi di Kart per ogni personaggio (Nintendo DS), a Kart indirizzati a categorie di personaggi suddivise per la loro taglia (Nintendo Wii), a kart che potevano essere assemblati a piacimento e che potevano andare sott’acqua o pianare (Mario Kart 7 per Nintendo 3DS), e infine a kart in grado di viaggiare anche sottosopra (Mario Kart 8 e Mario Kart 8 Deluxe rispettivamente per Nintendo Wii U e Nintendo Switch).

Nel tempo si sono aggiunti anche tanti altri personaggi e, da Wii in poi, anche la possibilità di usare il proprio Mii, l’avatar cartoonesco che è possibile creare su ogni console Nintendo delle generazioni recenti. Diverso è il discorso per Mario Kart Tour, il titolo sviluppato per iOS e Android, che non prevede un gameplay locale ma solo globale, e che però mantiene tutti i personaggi Nintendo e la possibilità di personalizzazione del Kart, nonché alcuni dei circuiti di altre console aggiunti a dei nuovi tracciati basati su città realmente esistenti, come Parigi, Tokyo e New York.

Mario Kart: una gara non regolare

Il vero valore aggiunto della serie di Mario Kart, oltre alla totale e voluta assenza di realismo tipica di un mondo cartoonesco come quello di Mario, è la tipologia di gara: quando usiamo il nostro kart nei vari circuiti non dobbiamo aspettarci di fare una gara, come si dice, pulita. Al contrario, prepariamoci a una vera e propria guerra all’ultimo grido: nel circuito sono cosparsi dei cubi oggetti che su modello delle slot machine ci danno ogni volta un oggetto diverso, che possiamo usare contro gli altri o per proteggere noi stessi.

Nel corso della gara, infatti, capiterà non di rado di essere colpiti da armi di varia intensità e tipologia: chi è alle ultime posizioni di solito riceve quelle più potenti, quali sono il missile, il fungo che ci rende giganti, o il fulmine che colpisce tutti quelli davanti a noi rendendoli più piccoli e, di conseguenza, più lenta. Nelle posizioni a metà invece può capitare il temutissimo guscio azzurro, un guscio volante che va a colpire il concorrente in prima posizione, come una sorta di bomba aerea. E se si è fortunati (o sfortunati, dipende dal punto di vista!), può capitare che primo, secondo e anche terzo siano tutti insieme a contendersi il posto e che quindi il guscio azzurro colpisca nello stesso momento tutti e 3!

Altre armi sono il guscio rosso, che punta l’avversario davanti a noi colpendolo (ci si può difendere tenendo una buccia di banana) o il guscio verde, che invece non segue una traiettoria specifica ma colpisce letteralmente a caso, anche noi stessi se non stiamo attenti. Più semplici sono la banana e il falso cubo: la prima può essere tenuta come arma di difesa da gusci rossi o verdi, o per far inciampare su di noi chi ci sta alle calcagna, o ancora può essere lasciata in pista per far inciampare qualche disattento. Il falso cubo riprende le sembianze dei cubi oggetti, facendo rotolare chi lo scambia per un cubo vero. Attenzione, però, perché è a doppio taglio: tenerlo aggrappato a noi, non ci difenderà da eventuali attacchi!

Insomma, un gioco semplice ma molto divertente, che si può usare tutti insieme fino a 4 persone (su Wii) o 8 (su DS/3DS) o anche per connettersi online e sfidare amici lontani!

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