Porsche e Capcom firmano una collaborazione che porta la Cayenne Turbo GT nel nuovo capitolo di Resident Evil Requiem su PC e console. Nel gioco Leon S. Kennedy sceglie il SUV Porsche come compagno di viaggio, mentre nel mondo reale prende forma una show car presentata a Los Angeles.
Porsche e Capcom scelgono un linguaggio comune — performance, identità visiva, presenza scenica — e lo traducono in una collaborazione che mette la Porsche Cayenne Turbo GT al centro di Resident Evil Requiem. Il nuovo capitolo segue Leon S. Kennedy in un’indagine ad alta tensione in un ambiente misterioso.
Perché la Cayenne Turbo GT funziona con Leon S. Kennedy
Resident Evil è un franchise che ha costruito il proprio immaginario sulla precisione: ritmo, atmosfera, dettaglio. Inserire un veicolo in un universo così codificato significa farlo “parlare” la stessa lingua. La Cayenne Turbo GT viene presentata come il veicolo preferito di Leon proprio per questo: prestazioni, design e presenza scenica diventano un’estensione del personaggio, una scelta coerente con un protagonista che si muove con decisione e non perde controllo nemmeno quando lo scenario cambia.
Dal digitale al reale: nasce una Cayenne Turbo GT show car unica

La collaborazione non resta confinata allo schermo. Porsche sviluppa anche una show car Cayenne Turbo GT in esemplare unico, con componenti aggiuntivi progettati insieme a Capcom e pensati per tradurre in metallo e materiali reali alcune idee di game design. Il risultato è un veicolo che non “simula” il gioco, ma ne assorbe il linguaggio e lo restituisce in forma di show car.
Il racconto prosegue con il cortometraggio prodotto da Capcom e Porsche, con Nick Apostolides, doppiatore e performer motion capture di Leon in Resident Evil Requiem.
Da quasi trent’anni, Resident Evil contribuisce a definire il proprio genere e a parlare a una fanbase globale. In questo scenario, la presenza di un’auto non è un cameo: è una scelta di identità. La Resident Evil Requiem Porsche Cayenne Turbo GT costruisce un ponte tra due mondi che condividono culto del dettaglio e gusto per la scena: il videogioco come esperienza totale e l’automotive come oggetto simbolico, capace di diventare parte della storia.



