Tesla Cybercab: il taxi senza volante è già reale, ma il software per farlo guidare autonomamente ancora no

Il Tesla Cybercab è un taxi autonomo a due posti senza volante né pedali, con batteria da 35 kWh, ricarica a induzione e autonomia di 322 km. Il primo esemplare è uscito dalla Gigafactory Texas. La produzione in serie è prevista da aprile 2026, a un prezzo inferiore a 30.000 dollari negli USA.

Tesla Cybercab

Informazioni chiave:

  • Il Cybercab usa solo telecamere, senza LiDAR: in caso di malfunzionamento del software il passeggero non può assumere il controllo del mezzo.
  • Il programma pilota Tesla ad Austin ha registrato circa 14 incidenti in otto mesi, un tasso circa quattro volte superiore a quello dei conducenti umani.
  • Tesla deve ottenere un’esenzione dai Federal Motor Vehicle Safety Standards (FMVSS), che impongono la presenza del volante.

Il primo Tesla Cybercab è uscito dalla linea di assemblaggio della Gigafactory Texas qualche giorno fa. L’auto è priva di volante e pedali: funziona esclusivamente con il sistema Full Self-Driving (FSD) di Tesla. Elon Musk ha annunciato su X che la produzione in serie inizierà ad aprile 2026.

Il Cybercab, che abbiamo visto in anteprima a Los Angeles, è un robotaxi a guida autonoma a due posti, con batteria da 35 kWh, ricarica a induzione e un’autonomia dichiarata di 322 km . Il prezzo previsto negli USA è inferiore a 30.000 dollari. Senza LiDAR, Tesla punta su un sistema visivo basato interamente su telecamere, in concorrenza diretta con i robotaxi Waymo.

Che cos’è il Tesla Cybercab e come funziona?

Tesla Cybercab
Tesla Cybercab © Quotidiano Motori

Il Cybercab è un mezzo commerciale a due posti progettato per operare come taxi completamente autonomo, senza alcun intervento umano. La cabina non ha volante né pedali: tutta la guida è affidata al software FSD di Tesla, che utilizza un sistema di telecamere per interpretare l’ambiente circostante. A differenza dei robotaxi di Waymo, il Cybercab non monta sensori LiDAR.

La batteria è da 35 kWh con ricarica a induzione (wireless), per un’autonomia stimata di 200 miglia (322 km). Il prezzo atteso è sotto i 30.000 dollari. Una volta operativo, Tesla prevede di inserirlo su piattaforme di ride-hailing come Uber e Lyft, anche se la vendita a privati resta un’opzione dichiarata.

L’assenza di comandi manuali comporta un limite strutturale: in caso di malfunzionamento del software, il passeggero non può assumere il controllo del mezzo.

A che punto è la guida autonoma di Tesla?

Interni Tesla Cybercab
Interni Tesla Cybercab © Quotidiano Motori

Il programma pilota di Tesla ad Austin utilizza attualmente Model Y al posto dei Cybercab, con un sistema di livello 2 che richiede la supervisione costante del conducente. Il Cybercab richiederà invece un’autonomia di livello 5, cioè senza alcun intervento umano, che Tesla non ha ancora raggiunto.

Nei primi otto mesi del programma pilota di Austin, sono stati registrati circa 14 incidenti, un tasso circa quattro volte superiore a quello dei conducenti umani, secondo i benchmark interni di Tesla stessa.

La produzione di hardware prima della piena maturità del software non è un caso isolato. Nel 2022, Tesla ha eliminato tutti i sensori a ultrasuoni dalle proprie auto, sebbene il sistema sostitutivo basato su telecamere non fosse ancora pronto. Nel 2021, l’azienda ha rimosso il radar da Model 3 e Model Y nonostante le obiezioni dei propri ingegneri, con un aumento segnalato di collisioni, quasi-incidenti e frenate fantasma.

Come verrà prodotto il Cybercab?

Tesla ha sviluppato per il Cybercab un metodo di assemblaggio chiamato “Unboxed”. Invece della tradizionale linea di montaggio sequenziale, il sistema prevede la costruzione di moduli separati in aree diverse della fabbrica, che vengono poi uniti nell’assemblaggio finale.

Secondo Musk, questo approccio è più simile alla produzione di elettronica di consumo che a quella automobilistica classica. L’obiettivo dichiarato è un ciclo di produzione di un’unità ogni 10 secondi. In teoria, il metodo Unboxed dovrebbe ridurre i costi, accelerare i tempi e occupare meno spazio in fabbrica.

Lo stesso Musk ha precisato che le fasi iniziali procederanno in modo “agonizzantemente lento”, il tempo necessario perché Tesla si adatti al nuovo processo produttivo.

Quali autorizzazioni mancano ancora al Cybercab?

Tesla Cybercab vista posteriore
Tesla Cybercab © Quotidiano Motori

Negli Stati Uniti, i Federal Motor Vehicle Safety Standards (FMVSS) impongono la presenza di dispositivi di sicurezza come il volante. Tesla sta chiedendo un’esenzione specifica da queste normative per poter immettere il Cybercab su strada pubblica senza comandi manuali.

A questa questione normativa si aggiunge una disputa sul marchio con un’azienda francese di bevande che detiene diritti sul nome “Cybercab”. Il robotaxi di Tesla potrebbe quindi arrivare sul mercato con un nome diverso.

Quando inizia la produzione in serie del Tesla Cybercab?

Interni Tesla Cybercab
Tesla Cybercab © Quotidiano Motori

La produzione su larga scala è confermata per aprile 2026, con il primo esemplare già completato alla Gigafactory Texas. Il numero di unità prodotte nei primi mesi dipenderà dalla velocità di rodaggio del sistema Unboxed e dall’ottenimento delle autorizzazioni federali.

Tesla non ha ancora dimostrato di disporre di un sistema FSD operativo senza supervisione umana, validato su larga scala e con dati di affidabilità a lungo termine. Il divario tra la produzione dell’hardware e la maturità del software autonomo resta il fattore centrale che determinerà i tempi di effettiva immissione del Cybercab nel servizio di trasporto pubblico.

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