Toyota Motor North America torna al Super Bowl LX 2026 con due spot da 30 secondi: “Superhero Belt” e “Where Dreams Began”. Il primo, firmato Saatchi & Saatchi, segue il legame tra nonno e nipote: un giro su una RAV4 del 1997 diventa un ricordo ricreato quasi trent’anni dopo con la nuovissima RAV4 2026, a ruoli invertiti. Il secondo, con Puka Nacua, Oksana Masters e Bubba Wallace, immagina i campioni che si allenano accanto ai loro sé più giovani.
Due spot da 30 secondi: “Superhero Belt” e “Where Dreams Began”

I due film si intitolano “Superhero Belt” e “Where Dreams Began”. Entrambi lavorano sullo stesso filo: le origini influenzano ciò che diventiamo, anche quando il contesto cambia.
Nel primo spot, la RAV4 è l’oggetto che accompagna un legame familiare lungo quasi tre decenni. Nel secondo, il racconto passa dallo sport professionistico all’infanzia: l’idea è che ogni campione, prima dei trofei e della notorietà, sia stato un ragazzo con un sogno e una disciplina quotidiana da costruire.
“Superhero Belt”: la RAV4 come filo tra nonno e nipote
“Superhero Belt” esplora il rapporto affettuoso tra un nonno e un nipote e come quel legame cambi forma nel tempo senza perdere intensità. La storia parte da un episodio preciso: il nonno porta il nipote a fare un giro sulla sua Toyota RAV4 del 1997. Quel passaggio, racconta lo spot, diventa un ricordo così profondo da spingere il nipote a ricrearlo con orgoglio quasi 30 anni dopo.
C’è un dettaglio che regge l’intera struttura del film: nella scena “di ritorno”, i ruoli si invertono. Stavolta è il nipote a guidare e il nonno a sedere a bordo, su una nuovissima RAV4 del 2026. Toyota gioca sul cambio di prospettiva, sottolineando che la disposizione dei posti può variare, mentre l’affetto — e le battute — restano.
“Where Dreams Began”: i campioni e l’incontro con il proprio io bambino
Nel secondo film, “Where Dreams Began”, Toyota immagina cosa significhi “essere grandi” fin dal primo giorno. Il cast include tre atleti del Team Toyota: Puka Nacua (wide receiver NFL), la paralimpica statunitense Oksana Masters e il pilota NASCAR Bubba Wallace.
Lo spot riporta lo sguardo a un’epoca precedente alla gloria sportiva: ogni campione viene affiancato dal proprio sé più giovane. Non è un semplice flashback: i “mini allenatori” spingono, motivano e ricordano agli atleti perché avevano iniziato. Wallace scambia un high five con il suo io bambino, come promemoria che ogni percorso ha un inizio concreto.