Con Area B, Milano incassa 1,8 milioni di euro in multe all’anno

A pensar male ci si azzecca sempre (cit).

14 marzo 2019 - 13:00

Volete sapere il motivo per il quale a Milano è stata introdotta l’Area B? L’inquinamento? Forse, ma se fosse così il Comune di Milano avrebbe dovuto bloccare l’accesso a tutti: auto private, mezzi pubblici e mezzi commerciali.

Andiamo avanti, perchè se il problema fosse l’inquinamento, il Comune dovrebbe vigilare attentamente anche sugli impianti di riscaldamento. Se il diesel è così pericoloso quando si utilizzano le automobili, perchè si attende il 2023 per far diventare illegali le caldaie a gasolio in città? Pare siano 3.500 caldaie condominiali che funzionano a tutto regime per tutto l’inverno, proprio quando l’inquinamento si fa più evidente. Sull’efficacia del divieto, e sulla capillarità di come verrà fatto rispettare, è una questione che vedremo più avanti, appunto.

Più facile mettere telecamere e bersagliare chi a Milano ci viene a lavorare. O meglio ancora, è più facile mettere un divieto e incassare un bel mucchio di soldi. Ne abbiamo già parlato a suo tempo con l’Occhio di Aquila e le multe a strascico. Ebbene, sapete a quanto ammontano le previsioni per le multe in Area B? Ben 1,8 milioni di euro all’anno. Ce lo racconta oggi il Corriere, con dovizia di particolari. Bontà sua, l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli afferma che “Abbiamo voluto fare un avvio soft tanto da prevedere 50 ingressi senza che scatti la sanzione” e che a oggi le telecamere che sorvegliano i varchi d’ingresso della città sono “solo” 15 su 186.

Domanda: l’emergenza inquinamento c’è o non c’è? Perchè se c’è allora dovrebbero scattare immediatamente divieti per le caldaie a gasolio, come già accennato, e si dovrebbe bloccare tutto il traffico. Misure draconiane, certo, ma se un problema esiste così come è stato propagandato, allora si deve fare di tutto per combatterlo.

Il sospetto invece è che il problema esista, ma che venga utilizzato per far pagare un pedaggio a tutti. Solo così si spiegano i “50 abbuoni” dichiarati da Granelli, e telecamere non attive: abituare le persone che devono pagare, un po’ alla volta, così nessuno protesta, un po’ come già accade con Area C. Che poi siano proprio le cosiddette “fasce più deboli” a non potersi permettere il lusso di un’auto elettrica o ibrida, al Comune importa poco: l’importante è pagare, come sempre.

E proposito di pagare, oltre ad aver pubblicato l’elenco degli Autovelox a Milano, nei prossimi giorni parleremo anche dei Parcheggi ATM, dove secondo il Comune gli automobilisti dovrebbero lasciare le proprie vetture per poi prendere i mezzi pubblici. Parcheggi che diventano quasi supermarket per ladri specializzati, dove i furti sono ormai abitudine e dove, guarda caso, di telecamere ce ne sono ben poche.

 

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