Tag Heuer Monaco 50 anniversario: la celebrazione di un’icona da Ruote da Sogno

Nel 1969 Heuer lanciava Monaco, un segnatempo accattivante divenuto famoso per il suo design unico e per la sua tecnologia di ultima generazione. Cinquant’anni dopo, TAG Heuer celebra questo modello iconico con nuove versioni, eventi in tutto il mondo e un libro dedicato.

6 aprile 2019 - 16:00

Tag Heuer Monaco 50 anniversario – Un viaggio speciale a Modena, da Ruote da Sogno, alla scoperta di un segnatempo non convenzionale che ha introdotto per primo due novità mondiali all’avanguardia nell’orologeria del 1969: la prima cassa quadrata impermeabile e il primo movimento cronografico automatico.

Il Tag Heuer Monaco fu il risultato della visione e dello spirito pionieristico di Heuer. Mezzo secolo più tardi, questo modello iconico viene celebrato con eventi in Europa, negli Stati Uniti e in Asia per tutto il 2019; una serie di nuovi modelli in edizione limitata saranno lanciati nel corso dell’anno per celebrare il cronografo che per la prima volta attirò l’attenzione del mondo 50 anni fa.

Come accade per molte icone classiche del design, l’Heuer Monaco (all’epoca TAG non faceva parte del nome dell’azienda) scatenò pareri contrastanti al primo impatto. Quando fu presentato in occasione delle conferenze stampa simultanee di New York e Ginevra, il 3 marzo 1969, ogni aspetto del design dell’orologio appariva rivoluzionario: il quadrante blu metallizzato, le lancette rosse e azzurre, la cassa quadrata e la posizione della corona sul lato sinistro.

Il design audace del Monaco lo rendeva immediatamente riconoscibile ed era il complemento perfetto alla tecnologia avanzata presentata contemporaneamente dalla manifattura svizzera: il Calibre 11, il primo movimento cronografico a carica automatica. Il Calibre 11 fu il risultato di tre anni di stretta collaborazione tra i marchi di orologi Heuer, Breitling e Hamilton, e divenne il primo movimento cronografico automatico al mondo. L’allora CEO di Heuer, Jack Heuer, riteneva che le innovazioni rivoluzionarie dovessero esibire un design che richiedesse una certa attenzione. È esattamente quello che accadde con il Monaco.

Jack Heuer era inoltre convinto che le corse automobilistiche fossero il modo migliore per promuovere l’orologeria. Volle che gli orologi (e i timer da cruscotto) prodotti dalla sua azienda rimandassero ai nomi e ai luoghi legati alle grandi corse. Il Monaco dovette il suo nome al celebre Gran Premio di Monaco di Formula 1, un circuito dal fascino unico. Oggi, TAG Heuer è l’orologio ufficiale della collezione del Museo dell’Automobile di Monaco e ha stretti legami con l’Automobile Club di Monaco.

Nel 1971, il Monaco condivise le luci della ribalta con Steve McQueen nel film Le 24 ore di le Mans. A metà degli anni ʽ70, il Monaco subì un restyling. In quegli anni il nero stava diventando un colore di moda, così il Monaco fu racchiuso in una custodia nera anodizzata. Conosciuto come il Signore Oscuro, questo fragile e raro modello diventò ricercatissimo e oggi è ambito dai collezionisti. Il primo capitolo della storia del Monaco si conclude alla fine degli anni ʽ70.

Heuer divenne TAG Heuer nel 1985, nel 1998 la storia del Monaco continuò con un modello di rilancio ispirato all’originale. Negli ultimi due decenni, il Monaco è stato strettamente legato all’alta orologeria e prodotto in altre versioni che presentano nuove complicazioni, design e materiali. Nel corso della sua evoluzione, il Monaco ha mantenuto lo spirito rivoluzionario che lo aveva reso allo stesso tempo celebre e ambito.

In occasione del cinquantesimo anniversario del TAG Heuer Monaco, la manifattura svizzera pubblica un libro che cattura la storia e lo spirito di un’ icona non convenzionale. Paradoxical Superstar documenta l’intera storia del Monaco con estratti d’archivio, immagini in anteprima e schizzi dei design e dei movimenti.

Tag Heuer sceglie Ruote da Sogno per celebrare il 50 anniversario, una realtà unica nel suo genere ed una location fantastica, 8.000 mq popolati da auto che hanno fatto la storia del motorismo mondiale. Dall’Alfa Romeo SZ del 1961 che venne realizzata dalla Carrozzeria Zagato in un totale di 210 unità alla Lamborghini Espada del 1970, alla Ferrari 512 TR del 1994.

Non è facile raccontare a parole Ruote da Sogno. Si tratta di un luogo unico al mondo con al suo interno oltre 800 moto vintage (dal 1916 agli anni ’80) e un centinaio di auto classiche, tra cui pezzi di grande valore. La particolarità del luogo sta nel fatto che, pur sembrando un meraviglioso museo, in realtà non lo è, perché ogni mezzo esposto è in vendita, funzionante, certificato e garantito.

Negli ampi spazi dedicati alle auto si possono vedere e provare Alfa Romeo, Ferrari, Maserati, Lamborghini, Porsche e numerose altre automobili classiche, accarezzando la verniciatura sexy di una Ferrari Dino 256 GT 1972, oppure facendosi tentare da automobili più recenti, ma non meno affascinanti.

Auto classiche come vere star di avanguardistici spazi polifunzionali, dove il fascino di questi mirabili oggetti del passato, spicca sull’uniformità cromatica del nero degli ambienti. Uno spazio magico per i cultori del genere, difficile da raccontare nel suo essere così elegantemente lussuoso e così autenticamente assurdo da non credere ai propri occhi. Esemplari di rara bellezza e di inestimabile valore mantengono inalterata l’ammirazione del visitatore per come hanno attraversato le epoche e surclassato le mode.

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