La W230 e la Meguro S1 entrano nella gamma Kawasaki 2026. Le due moto condividono un monocilindrico raffreddato ad aria montato su telaio tradizionale, con erogazione lineare e coppia sfruttabile ai medi e bassi, supportata da un contralbero di bilanciamento. Con 143 kg dichiarati e una sella tra le più basse della categoria Retro Sport 250cc, puntano su accessibilità e guida classica: forcella telescopica da 37 mm, doppio ammortizzatore con precarico su 5 livelli, ruote a raggi e doppio contachilometri. Nel 2026 arriva la nuova livrea Metallic Matte Dark Green per W230, mentre Meguro S1 è Ebony.
Le radici della famiglia W
Per capire la W230 bisogna guardare indietro. La gamma W affonda le sue radici nella metà degli anni ’60, quando Kawasaki presentò la sua prima “big bike”, la W1. Un modello che era a sua volta basato su un precedente progetto Meguro, legato all’acquisizione di quest’ultima da parte di Kawasaki.
Molto più tardi, nei primi anni 2000, la famiglia è tornata alla ribalta grazie alla W650, diventata un riferimento per chi cerca una linea classica con contenuti contemporanei. In questo percorso, la W230 si colloca come erede di un filone che punta su proporzioni pulite, stile riconoscibile e componenti che parlano la lingua del motociclismo “di una volta”, senza rinunciare a un’impostazione fruibile.
Meguro: un nome storico che resta presente anche nel 2026

Accanto alla W, Kawasaki porta avanti anche Meguro, uno dei nomi più storici del motociclismo giapponese, che nel 2024 ha festeggiato il centenario. Per il 2026, il marchio sarà ancora presente nel listino Kawasaki, con la Meguro S1 che mantiene viva un’identità fatta di richiami filologici e dettagli di finitura.
Un solo cuore, due caratteri
W230 e Meguro S1 condividono la base meccanica: un motore monocilindrico raffreddato ad aria, montato su un telaio tradizionale. Erogazione lineare e coppia utilizzabile a tutti i regimi, con una particolare efficacia ai medio-bassi. A rendere più scorrevole la progressione interviene un elemento specifico: un contralbero di bilanciamento, che contribuisce a “ripulire” le vibrazioni e ad accompagnare il motore nella salita di giri. Sul fronte del design: tra i dettagli spiccano le alette di raffreddamento in pieno stile retrò.
Peso, ergonomia e accessibilità
Il telaio ha proporzioni compatte e una linea snella che aiuta a toccare terra con facilità. Con i suoi 143 kg si colloca tra i modelli più leggeri della categoria Retro Sport 250cc. A questo si abbina l’altezza della sella, che è tra le più basse della categoria, fattore che rende W230 e Meguro S1 adatte a un pubblico ampio, anche per chi cerca una moto accessibile nella gestione da fermo e nelle manovre.
Ciclistica: forcella da 37 mm, doppio ammortizzatore e ruote a raggi
La ciclistica segue un’impostazione tradizionale, coerente con la filosofia di entrambe. Davanti troviamo forcelle telescopiche da 37 mm, dietro la scelta è quella del doppio ammortizzatore, soluzione che favorisce una sensazione di guida classica. Gli ammortizzatori posteriori offrono una regolazione del precarico su 5 livelli, utile per adattare l’assetto al carico o alle preferenze di guida, restando però su un’impostazione semplice e immediata.
Dettagli che contano
L’autenticità passa soprattutto dai dettagli: parafanghi in acciaio anteriori e posteriori, scarichi “a bottiglia” e un doppio contachilometri old style. W230 e Meguro S1, però, non sono “gemelle” dal punto di vista estetico. Kawasaki punta proprio sulle differenze di finitura per rendere riconoscibile la personalità di ciascuna. Il confronto più evidente è quello del serbatoio:
- W230: serbatoio verniciato e arricchito da un badge W in 3D.
- Meguro S1: serbatoio cromato con pannelli verniciati e un fregio Meguro pensato per dare risalto alla storia del marchio.
Differiscono anche l’aspetto dei contachilometri montati su ciascuna moto e le finiture della sella. In pratica, stessa base e stesso linguaggio generale, ma due interpretazioni: una più “W”, l’altra più “Meguro”.