Kawasaki Z1100 2026: Sugomi Awakens, la nuova Supernaked

Kawasaki Z1100 2026 porta il concetto Sugomi al vertice della gamma Z aspirata: 1.099 cm³, IMU 6 DOF, TFT 5” e versione SE con Brembo e Öhlins.

Kawasaki Z1100 2026

Kawasaki Z1100 2026 e Kawasaki Z1100 SE portano il concetto Sugomi al vertice della gamma Z con motore aspirato: quattro cilindri 1.099 cm³ da 136 CV, ciclistica in alluminio e un pacchetto elettronico con IMU 6 DOF, ETV, cruise control e quickshifter bidirezionale. La SE alza il livello con freni Brembo ad attacco radiale, tubazioni in treccia e mono Öhlins S46 con precarico remoto, mentre entrambe adottano pneumatici Dunlop Sportmax Q5A e TFT 5” con navigazione e connettività.

La famiglia Z ha sempre raccontato Kawasaki attraverso una combinazione precisa: linee tese, posizione raccolta e una reazione immediata al comando del gas. Nel 2026 questo linguaggio torna al centro con Z1100 e Z1100 SE, due Supernaked che mettono in fila stile e tecnica senza disperdere l’identità. Il concetto Sugomi, introdotto nel 2014 con Z1000, qui viene portato a una dimensione più matura: frontale aggressivo con fari full Led, sovrastruttura inferiore con pinne e una presenza che punta su spigoli, volumi compatti e dettagli funzionali.

Il quattro cilindri 1.099 cm³ cerca corposità ai medi e allungo

Il cuore della nuova Kawasaki Z1100 2026 è un quattro cilindri in linea da 1.099 cm³, accreditato di 100,0 kW (136 CV) e 11,5 kgm di coppia. L’obiettivo è dare più sostanza nell’uso quotidiano e mantenere brillantezza quando si sale di giri. Per farlo Kawasaki interviene con condotti di aspirazione aggiornati, camme e molle valvola riviste, pistoni aggiornati, rapporti del cambio ottimizzati e un volano più pesante, soluzione che tende a rendere più piena la risposta nelle riaperture. Lo scarico 4-2-1 con pre-camera completa l’insieme, con un disegno che lavora su stile e alleggerimento percepito dell’insieme posteriore.

Ciclistica in alluminio

La base telaistica ruota attorno a un telaio in alluminio ad alta rigidità a doppia trave, abbinato a forcella SFF-BP e a una sospensione posteriore con schema horizontal back-link. È una configurazione che mira a tenere la moto composta quando si alza il ritmo e più leggibile nei trasferimenti. L’impianto frenante standard prevede pinze monoblocco e dischi da Ø310 mm, con una risposta pensata per essere diretta al primo tocco e progressiva nella parte finale della leva.

Z1100 SE sposta l’attenzione su freni e sospensione posteriore

La Z1100 SE nasce come versione “premium” e lo fa intervenendo su due aree decisive. Davanti arriva un impianto Brembo con pinze monoblocco ad attacco radiale, dischi dedicati e tubazioni in treccia d’acciaio, combinazione che tende a dare più coerenza al feeling nelle staccate ripetute. Dietro, il mono è un Öhlins S46 con precarico regolabile a distanza: una soluzione pratica per cambiare assetto quando si passa da uso urbano a uscita nel weekend, o quando si viaggia con un diverso carico. Per entrambe le versioni, Kawasaki monta pneumatici Dunlop Sportmax Q5A per il 2026.

Ergonomia

Il lavoro sulla posizione di guida passa da un dato semplice: il manubrio è più largo di 22 mm e più avanzato di 13 mm rispetto al passato. In termini pratici significa più leva nelle correzioni e una postura che rende più naturale gestire il carico sull’anteriore, utile sia a bassa velocità sia nei cambi di direzione più rapidi.

TFT 5” con navigazione e comandi vocali

La strumentazione è affidata a un display TFT a colori da 5” con navigazione turn-by-turn, connettività smartphone e comandi vocali tramite Kawasaki Rideology the App Motorcycle. È un’impostazione ormai centrale sulle naked di alta fascia: informazioni chiare, funzioni pratiche e integrazione pensata per l’uso quotidiano.

Elettronica

La dotazione elettronica è uno dei punti più rilevanti. Le nuove valvole a farfalla elettroniche ETV affinano la gestione del motore e aprono la porta al cruise control. Il quickshifter KQS bidirezionale di ultima generazione permette cambi marcia senza frizione in salita e in scalata, utile sia nel traffico sia quando si guida con un ritmo più sostenuto.

Al centro c’è una IMU a 6 DOF che abilita sistemi come KCMF (Cornering Management), KTRC (Traction Control) e KIBS (frenata integrata). La gestione si completa con Power Modes selezionabili e Riding Modes integrati: Sport, Road, Rain e Rider (personalizzabile). La logica è dare al pilota una moto “coerente” in condizioni diverse, dal bagnato cittadino alla strada asciutta, mantenendo sempre un controllo leggibile.

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