Ford Kuga EcoBlue Hybrid

Ford Kuga EcoBlue Hybrid: la prova del Mild Hybrid diesel da 150 CV

La nostra prova della Ford Kuga EcoBlue Hybrid con motore Mild Hybrid da 150 CV e prezzi da 21.500 euro

6 marzo 2021 - 11:00
Motore
2.0 Mild Hybrid Diesel 250 CV
Bagagliaio
475/1534 litri
Prezzo
Da 21.500 euro

Il diesel è morto? Assolutamente no. Al massimo si può dire che si è reinventato, grazie all’elettrificazione, sia leggera che pesante. Ho avuto in prova per non pochi giorni la nuova Ford Kuga EcoBlue Hybrid con motore Mild Hybrid diesel da 150 CV, C-SUV che si riconferma affidabile e concreto, adatto alla vita quotidiana in più aspetti. Ecco come è andata.

Ford Kuga EcoBlue Hybrid: me la consigli?

Sì, specialmente se per lavoro devi percorrere diversi km al giorno. La piccola batteria da 48V, infatti, Ford Kuga dà una leggera spinta in più in accelerazione e nelle partenze da fermo, sgravando il motore nei momenti più gravosi . Il risultato è che rispetto a una diesel “normale” non c’è (quasi) nessuna differenza, a maggior ragione in quella che ho provato io, con il cambio manuale. Ma i consumi sono ottimi, meglio sia di un plug-in che di un full hybrid, mentre non si devono più temere, almeno per ora, i blocchi del traffico o i divieti di accesso. Il tutto con tanto spazio per 5 persone, tecnologia di ultima generazione e una visuale anteriore davvero ottima.

Pro

  • Visibilità anteriore
  • Abitabilità per 5 persone
  • Consumi

Contro

  • Plastiche inferiori migliorabili
  • Imbottitura dei sedili
  • Visibilità posteriore

Ford Kuga EcoBlue Hybrid: come si guida

Voglio partire subito dalle sensazioni di guida di questa vettura, perché sono ottime. L’auto è, in ogni sua motorizzazione, pensata per chi percorre tanti km giornalmente. Ma il Mild Hybrid secondo me è quello più a fuoco di tutti, perché mantenendo il prezzo uguale a quello di un diesel tradizionale, offre un po’ di prestazioni in più, e aumenta l’efficienza di un motore, quello di Ford, già molto efficiente di suo. E se avete qualche dubbio sulla differenza tra Full Hybrid, Mild Hybrid e Plug-in Hybrid, qui c’è il nostro articolo che spiega bene tutto.

Senza mai venire meno alla vocazione sportiva tipica di una Ford, la nuova Kuga EcoBlue nonostante le dimensioni è agile nel traffico, e molto silenziosa, anche alle basse velocità, dove di solito il diesel si fa sentire di più. Merito di un sistema a 48V che, come già visto nella prova della Puma, spegne tutto già in fase di decelerazione, andando a far risparmiare là dove il gasolio consuma un po’ di più, appunto le ripartenze. In più, il sistema di Ford è studiato a mio parere meglio di molti altri Mild Hybrid che ho provato. In alcuni casi, infatti, lo spegnere il motore in ripartenza e in frenata, significa dover fare i conti con una spinta fastidiosamente ridotta, che ho sempre trovato un po’ un contro senso. Qui, invece, la spinta rimane e, anzi, all’inizio bisogna anche fare un po’ di attenzione!

Ottimi anche i consumi: con il mio piede pesante sono riuscito a registrare valori di circa 4,5 litri ogni 100 km, e nei momenti in cui decidevo di “ascoltare” la vettura, sono stato anche intorno ai 4. Valori ottimi, migliori non solo di un diesel non elettrificato, ma anche di alcuni full hybrid. Volendo anche di molte plug-in Hybrid, ma in questo caso il discorso è un po’ più complesso.

Per quanto riguarda la seduta di guida, non ci si può lamentare. L’auto non sembra solo larga e lunga, ma lo è davvero: dentro infatti ci si sta molto comodi, sia davanti che dietro, grazie alla linea del tetto piuttosto alta. Io ho provato la Connect, ovvero l’allestimento tipico del settore business e, comunque, credo quello che sarà il più gettonato, e mancavano certamente le finiture un po’ più ricercate della Vignale, o più sportiveggianti della ST-Line. E se certo le plastiche delle zone basse erano inferiori alle aspettative, quelle a vista erano morbide e piacevoli al tatto. In più, già in questa versione si gode di fari full LED automatici e adattivi, tetto panoramico e ingresso keyless.

Ecco, in una vettura di questo tipo vedo più a fuoco un cambio automatico, ma non è un male quello manuale: non stufa neanche nel traffico più denso, e la leva è morbida. Piccola critica anche sui sedili: non sono scomodi, ma un po’ di imbottitura in più non avrebbe guastato.

Il design

Posso definire la Kuga che ho provato io sobria e razionale: l’allestimento, come ho detto, era il Connect, il colore un grigio scuro. Una classica auto, con un design che rispetto al passato si fa più tradizionale ed elegante. Il frontale è massiccio e largo, grazie alla grande griglia, che nell’allestimento Connect è cromata, ma cambia di texture in base alla versione. Larghi e piuttosto grandi sono anche i fari, che hanno però una forma regolare, mentre il cofano è piatto ed enfatizza il parabrezza molto ampio.

L’auto è particolarmente squadrata, e questo si nota sia di profilo che al posteriore, dove il design richiama un po’ la Focus, specialmente nel disegno dei fari LED che, come la compatta dell’ovale blu, sono a L rovesciata. La differenza è che qui la L è solo una parte del gruppo ottico, che include anche una “zona bianca” comprensiva degli indicatori di direzione e delle luci di retromarcia. I fari sono quindi regolari, e servono a dare molto risalto a un portellone del bagagliaio molto grande, che quindi permette un ingresso degli oggetti agevole, anche grazie a un’altezza di carico non particolarmente elevata. Nel mio caso, il portellone del bagagliaio era elettroattuato, fortunatamente veloce nelle operazioni di apertura e chiusura.

Gli interni sono tipicamente Ford. Dei materiali ho già parlato, mentre nell’impostazione della plancia non ci sono particolari novità. Il cruscotto è analogico, ma c’è possibilità, volendo, di averlo digitale, mentre al centro c’è il tablet da 8”. Come ho detto in tutti gli altri casi, però, io rimpiango la vecchia impostazione degli interni Ford, con la parte centrale tridimensionale. Aveva dei difetti anche lei, ma il display era, sempre secondo me, meglio inserito nel contesto. Comunque, poco male: il SYNC 4 funziona egregiamente, come su tutte le Ford.

La dotazione tecnologica e di sicurezza è di tutto rispetto: ci sono prese USB sia all’anteriore che al posteriore, la compatibilità con Android Auto ed Apple CarPlay, ma solo via cavo; il cruise control adattivo, l’assistente di corsia, la frenata di emergenza automatica, i sensori di parcheggio sia anteriori che posteriori, il sensore di angolo cieco che avverte anche in uscita dal parcheggio, e anche il sempre ottimo sistema di parcheggio automatico di Ford. Quest’ultimo per me ha quasi un valore affettivo: lo conosco dalla C-MAX del 2016, e da allora l’ho sempre trovato comodo e intelligente. Oltre che veloce nella pratica.

I prezzi

Il prezzo della Ford Kuga EcoBlue Hybrid parte da 21.500 euro, ma con motore 2.0 da 150 CV Mild Hybrid Diesel e tutta la dotazione si arriva a 31.550 euro (sempre in allestimento Connect), che però godono di una promozione quasi fissa di Ford, che fa scendere il listino entro i 25.000 euro.

Per allestimenti più ricchi, come la ST-Line e la Vignale, si parte rispettivamente da 25.550 euro e 34.650.

 

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