Boeing 737 Max: gli aggiornamenti

Cosa sta succedendo nella sede di Boeing?

15 aprile 2019 - 8:00

Boeing 737 Max: Boeing ci riprova. Il colosso americano dell’aviazione vuole assolutamente riguadagnare la fiducia dei propri clienti e dei viaggiatori in tutto il mondo. Gli ultimi drammatici incidenti che hanno visto coinvolti i nuovi 737 Max, hanno imposto all’azienda una perdita di immagine ed economica rilevante. A questo si è aggiunta una mole di lavoro consistente al fine di  realizzare un nuovo software per la gestione dell’incriminato MCAS, il cui malfunzionamento dovrebbe essere la causa della perdita di due aerei di linea di Lion Air e di Ethiopian Airlines.

Boeing non ha perso tempo e sin dai primi momenti, chiarite le dinamiche degli incidenti, ha provveduto con una task force specializzata allo sviluppo del nuovo software e al test dello stesso. Al momento con il nuovo aggiornamento, il costruttore di Everett dichiara di aver eseguito 96 voli per un totale di oltre 159 ore di volo. I risultati al simulatore sono stati positivi e, provando diversi scenari e configurazioni del velivolo, il sistema MCAS non ha più dato problemi.

L’aggiornamento è già stato consegnato ad oltre la metà delle linee aeree che utilizzano il Boeing 737 Max. Ora si aspetta la certificazione da parte della FAA, che dovrà valutate le modifiche fatte, tenendo conto dei riscontri ottenuti dalle scatole nere dei due incidenti. Inoltre prima di passare all’approvazione, che permetterà al Boeing 737 Max di tornare a solcare i cieli, la FAA vuole anche sentire i piloti delle compagnie aeree a proposito di cosa essi realmente pensino sul funzionamento del MCAS, e sulla sicurezza in volo del Boeing 737 Max. Cruciali saranno le prossime settimane, attraverso le quali si arriverà al giudizio di idoneità del velivolo per il rientro in servizio.

Nel frattempo Boeing continua senza sosta il lavoro di perfezionamento da un lato, e le relazioni con il pubblico dall’altro lato, per cercare di limitare al massimo i danni derivati del fermo totale imposto a tutti i Boeing 737 Max, pochi giorni dopo l’incidente della Ethiopian Airlines.

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