Volo deviato su un altro aeroporto: i soldi che la compagnia ti deve (e che spera tu non chieda)

Un volo deviato su un aeroporto diverso dà diritto all'assistenza obbligatoria della compagnia (pasti, hotel, trasporto) e alla riprotezione verso la destinazione originale. Se il ritardo supera le 3 ore per causa imputabile al vettore, il Regolamento CE 261/2004 prevede una compensazione da 250 a 600 euro in base alla distanza del volo.

Vista aerea di nuvole bianche con motore di un aereo e sole splendente in un cielo blu.
Informazioni chiave:

  • In caso di volo deviato la compagnia deve sempre garantire assistenza (pasti, hotel, trasporto) e riprotezione verso la destinazione originale, qualunque sia la causa.
  • Se il ritardo all’arrivo supera le 3 ore per causa imputabile al vettore, spetta una compensazione da 250 a 600 euro secondo il Regolamento CE 261/2004.
  • In Italia il reclamo va presentato prima alla compagnia, poi su ConciliaWeb dell’ART (obbligatorio dal 28 febbraio 2023) prima di ricorrere al giudice. Il termine è di 3 anni.

Un volo deviato si verifica quando l’aereo atterra in un aeroporto diverso da quello indicato sul biglietto. Maltempo, guasti tecnici, emergenze mediche e chiusura della pista di destinazione sono le cause più frequenti. Il Regolamento CE 261/2004 obbliga la compagnia aerea a garantire assistenza (pasti, alloggio, trasporto) e riprotezione verso la destinazione originale in ogni caso, indipendentemente dal motivo della deviazione.

Quando il ritardo all’arrivo supera le tre ore per causa imputabile al vettore, il passeggero ha diritto a una compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro. In Italia l’ente di riferimento è l’ENAC; il reclamo va presentato prima alla compagnia, poi, in caso di mancata risposta, alla piattaforma ConciliaWeb dell’ART, passaggio obbligatorio prima del ricorso civile dal 28 febbraio 2023.

Perché un volo viene deviato su un aeroporto diverso?

Le cause di una deviazione aerea si dividono in due categorie: quelle fuori dal controllo della compagnia e quelle imputabili al vettore.

Tra le cause esterne rientrano il maltempo grave all’aeroporto di destinazione (nebbia fitta, temporali, neve abbondante), la chiusura della pista per manutenzione straordinaria o incidenti, la congestione del traffico aereo imposta dal controllo del traffico e le emergenze di sicurezza come allarmi bomba o disordini.

Tra le cause imputabili alla compagnia figurano i guasti tecnici all’avionica, ai sistemi idraulici o ai motori e i problemi meccanici che richiedono un atterraggio immediato.

Le emergenze mediche a bordo come ictus, reazioni allergiche gravi, parti improvvisi, costituiscono una categoria a parte: il comandante è tenuto a dirottare il volo sull’aeroporto più vicino dotato di strutture sanitarie adeguate, a prescindere dalla responsabilità.

Qual è la differenza legale tra volo deviato e volo cancellato?

La distinzione è stabilita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla piattaforma Your Europe della Commissione europea. Se il volo atterra in un aeroporto che serve la stessa città o regione di destinazione, ad esempio Bergamo Orio al Serio al posto di Milano Malpensa, la deviazione è trattata come un ritardo.

Se invece l’aereo atterra in un aeroporto che serve un’area geografica diversa, ad esempio Bologna al posto di Venezia, la deviazione equivale a una cancellazione del volo. In questo secondo caso scattano tutti i diritti previsti per le cancellazioni, compresa la compensazione pecuniaria quando il ritardo all’arrivo nella destinazione originale supera le tre ore.

Cosa ha diritto di ricevere il passeggero in caso di volo deviato?

A prescindere dalla causa della deviazione, la compagnia aerea ha l’obbligo immediato di fornire assistenza in aeroporto: pasti e bevande proporzionati ai tempi di attesa, due chiamate telefoniche o accesso gratuito alla posta elettronica, e sistemazione alberghiera con trasporto da e verso l’hotel a carico del vettore se il proseguimento del viaggio è previsto il giorno successivo.

Oltre all’assistenza, la compagnia deve proporre una delle seguenti opzioni: il trasporto verso la destinazione finale il prima possibile, in aereo, treno, autobus o taxi, con tutte le spese a carico del vettore; oppure il rimborso integrale del biglietto entro sette giorni, se il passeggero decide di rinunciare al viaggio.

Quando la deviazione porta il passeggero in un aeroporto alternativo, le spese di trasferimento verso l’aeroporto originariamente previsto sono a carico della compagnia, come stabilisce l’articolo 8 del Regolamento CE 261/2004.

Quando spetta la compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro?

La compensazione pecuniaria è dovuta quando il ritardo all’arrivo nella destinazione originale raggiunge o supera le tre ore e la causa della deviazione è imputabile alla compagnia aerea — guasto tecnico, errore operativo, problemi meccanici prevedibili. Gli importi fissati dal Regolamento CE 261/2004 sono:

  • 250 euro per voli fino a 1.500 km
  • 400 euro per voli intracomunitari oltre 1.500 km e per voli tra 1.500 e 3.500 km
  • 600 euro per tutte le tratte superiori a 3.500 km

Gli importi si riducono del 50% se la compagnia riesce a riproteggere il passeggero con un volo alternativo che arriva a destinazione con un ritardo contenuto rispetto all’orario originale: entro due ore per le tratte brevi, tre ore per quelle medie, quattro per quelle lunghe.

La compensazione è esclusa quando la deviazione è causata da eventi fuori dal controllo del vettore — maltempo grave, chiusura di aeroporto, sciopero del controllo del traffico aereo, disordini politici, calamità naturali — a condizione che la compagnia dimostri di aver adottato tutte le misure ragionevoli per limitare i disagi. L’onere della prova spetta alla compagnia, non al passeggero.

Il Regolamento CE 261/2004 si applica a tutti i voli?

Il regolamento si applica a tutti i voli in partenza da un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro dell’Unione Europea, qualunque sia la compagnia aerea. Si applica anche ai voli operati da vettori comunitari in partenza da aeroporti fuori dall’UE con destinazione uno Stato membro.

Il regolamento invece non copre i voli operati da compagnie extra-UE con partenza da paesi terzi: in quei casi vale la normativa del paese di origine del vettore. Sono esclusi dalle tutele anche i passeggeri che viaggiano con biglietti a tariffa riservata, gratuiti o ridotti, non disponibili al pubblico.

Come presentare reclamo dopo un volo deviato?

Il primo passaggio è inviare un reclamo scritto alla compagnia aerea, allegando tutta la documentazione: carta d’imbarco, ricevute di spese sostenute in aeroporto, comunicazioni ricevute dall’equipaggio.

In Italia, se la compagnia non risponde o rigetta il reclamo, il passeggero può rivolgersi all’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), l’organismo designato a vigilare sull’applicazione del regolamento negli aeroporti italiani. Dal 28 febbraio 2023 è obbligatorio tentare la conciliazione tramite la piattaforma ConciliaWeb dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) prima di procedere per via giudiziaria: questo passaggio è condizione di procedibilità del ricorso in sede civile.

In alternativa il passeggero può rivolgersi a un organismo ADR (Alternative Dispute Resolution) riconosciuto ai sensi del Codice del Consumo. Per i voli internazionali è disponibile il supporto della Rete dei Centri Europei dei Consumatori (ECC-Net), consultabile all’indirizzo ecc-netitalia.it.

Il termine per far valere i propri diritti è di tre anni dalla data del volo.

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