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Auto con targa svizzera “antimulta” sequestrate in dogana

I soliti furbetti che usano auto con targa estera per evitare le multe

4 giugno 2021 - 13:00

Il trucco della targa straniera utilizzata per non pagare le multe prese in Italia è un fenomeno che dura da decenni e che non sembra avere soste nonostante le “toppe” messe a livello legislativo durante gli anni. Ricordiamo allora che secondo quanto stabilito dal decreto Sicurezza 113/2018, è vietato a chiunque abbia stabilito la propria residenza in Italia da oltre 60 giorni guidare un veicolo con targa non comunitaria.

Come riportato da Luinonotizie, alla dogana di Lavena Ponte Tresa, sul confine Italia Svizzera a poca distanza da Lugano, sono parcheggiate le auto immatricolate soprattutto in Canton Ticino, con un cartello relativo al loro sequestro amministrativo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli dell’ufficio di Varese e della sezione operativa di Ponte Tresa.

C’è da dire che la legislazione in merito è particolarmente complessa ed articolata, anche per la sovrapposizione di questioni comunitarie o extracomunitarie, con ASAPS che ha scritto un interessante articolo visualizzabile in PDF qui. Anche il quotidiano locale La Prealpina, fa il punto della situazione, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Istanbul del 26 giugno 1990, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge n. 479/95. Quindi “i mezzi di trasporto immatricolati fuori del territorio doganale comunitario, a uso privato e intestati a persone stabilite fuori dal detto territorio, possono circolare nel territorio dell’Unione europea in regime di ammissione temporanea senza dover assolvere le formalità doganali previste (dazi e Iva), per un periodo massimo pari a sei mesi, anche non consecutivi, a decorrere dal primo ingresso nel Paese“. Una volta scaduta la deroga, come testimonia il caso di specie, scattano provvedimenti amministrativi e multe per chi cerca di aggirare la legge.

C’è anche da aggiungere che il veicolo (che non può essere impiegato per un uso diverso da quello privato) può essere utilizzato esclusivamente 1) dall’intestatario ovvero da un suo congiunto entro il 3° grado parimenti stabilito fuori dal territorio doganale
comunitario 2) da altra persona stabilita fuori del territorio doganale purché debitamente autorizzata dal titolare, 3) da una persona stabilita nel territorio doganale comunitario, a condizione che il titolare od un suo congiunto entro il 3° grado, parimenti stabilito fuori del territorio doganale comunitario si trovi a bordo del veicolo.

Ecco allora che dovrebbe essere più difficile sfruttare il trucco delle auto con targa svizzera per evitare di ricevere i verbali delle contravvenzioni, anche alla luce degli ultimi sequestri avvenuti in dogana.

 

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