Informazioni chiave:
- BMW ha ritirato l’abbonamento ai sedili riscaldati, ma mantiene il modello di sblocco software.
- Gli abbonamenti restano per funzioni connesse che generano costi ricorrenti.
- Il nodo critico riguarda l’hardware già installato ma bloccato via software.
BMW ha preso atto di uno degli errori più discussi degli ultimi anni: far pagare l’attivazione dei sedili riscaldati non è stata una decisione felice. Il servizio è stato ritirato, ma il modello che lo aveva reso possibile resta in piedi.
L’idea è nota: al momento dell’ordine il cliente può rinunciare a certe funzioni, spendendo meno. Se cambia idea in seguito, può attivarle pagando. Una logica che, sulla carta, promette flessibilità.
Secondo quanto riferito a Drive, per la casa tedesca alcune funzioni connesse generano costi ricorrenti quando vengono utilizzate. Sistemi legati ai dati, al traffico in tempo reale e a determinate assistenze richiedono infrastrutture e supporto continuo.
In questi casi l’abbonamento non riguarda un componente fisico, ma un servizio. Ed è qui che il pagamento troverebbe una giustificazione tecnica tutto sommato comprensibile.
Il nodo dell’hardware già presente

La questione cambia natura quando entrano in gioco dotazioni fisiche già installate. In alcuni mercati, il negozio ConnectedDrive include sospensioni adattive, assistenti al parcheggio, avviamento remoto e sistemi di visione a 360 gradi.
Qui il cliente non paga per aggiungere qualcosa, ma per rimuovere un blocco software. Il precedente dei sedili riscaldati resta emblematico proprio per questo: una funzione diffusa, tecnicamente semplice, già pagata al momento dell’acquisto. Accanto alle funzioni principali compaiono anche elementi secondari: giochi di luce all’apertura o suoni artificiali diffusi dagli altoparlanti. Il tema non è la singola opzione, quanto invece l’effetto cumulativo. Più cresce l’elenco delle attivazioni a pagamento, più diventa difficile distinguere tra dotazione e accessorio digitale.
I limiti dichiarati

BMW chiarisce cosa resta fuori da questa impostazione: niente pagamenti per potenza aggiuntiva e niente aggiornamenti software per estendere l’autonomia elettrica. Un confine esplicito, utile a rassicurare, ma che non risolve la questione principale: cosa è incluso davvero quando si acquista un’auto?