Ferrari Luce: interni, comandi fisici e display OLED

Ferrari svela a San Francisco il design degli interni e l’interazione pilota-auto della nuova Ferrari Luce, la prima elettrica del marchio.

Ferrari Luce volante

Ferrari presenta gli interni della nuova Ferrari Luce e il modo in cui pilota e auto dialogano. A San Francisco, con LoveFrom (Sir Jony Ive e Marc Newson), il progetto unisce pulsanti e levette meccaniche a tre display digitali pensati per leggibilità e ordine. Il volante a tre razze richiama il Nardi anni ’50-’60 e pesa 400 g in meno; la chiave in Corning Gorilla integra un display E Ink e avvia una sequenza luminosa nell’abitacolo. Materiali e lavorazioni includono alluminio 100% riciclato fresato CNC e vetri altoresistenziali.

Ferrari Luce: interni svelati e un nome che apre una nuova fase

Ferrari presenta oggi il design degli interni e l’interazione tra pilota e nuova Ferrari Luce, descritta dalla Casa di Maranello come l’avvio di un capitolo inedito nella propria storia: una vettura completamente elettrica che porta con sé anche una strategia di naming diversa dal passato. La scelta del nome “Luce” non è un’etichetta tecnica: è il modo con cui Ferrari sintetizza un’idea di futuro in cui progettazione, design e immaginazione procedono insieme, con una forma scolpita dalla funzione e un’energia percepibile nei dettagli.

San Francisco e LoveFrom

La cornice scelta è San Francisco, città legata a doppio filo al design e alla cultura dell’interfaccia. Qui Ferrari ha presentato gli interni insieme a LoveFrom, collettivo fondato da Sir Jony Ive e Marc Newson, che lavora sul progetto da cinque anni. La fase di sviluppo ha visto LoveFrom operare in dialogo con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni. Il lavoro ha rispettato obiettivi funzionali Ferrari, architettura del modello e requisiti omologativi legati a un’auto sportiva stradale prodotta in serie.

Un abitacolo “pulito” e un dialogo chiaro tra input e output

L’abitacolo ha un volume unico, ordinato, con forme semplificate al servizio della guida. Il punto centrale è l’idea di far crescere insieme hardware e software, così da ottenere una coerenza tra architettura fisica e interfaccia.

Gli elementi principali – Binnacle, pannello di controllo e tunnel centrale – sono organizzati attorno alla logica di input (comandi) e output (display). È un’impostazione che punta a ridurre dispersioni: poche aree ben definite, funzioni essenziali, lettura immediata.

Comandi meccanici e display digitali: la scelta della tattilità

La Ferrari Luce dà priorità ai comandi fisici, progettati per invogliare al tocco e rendere le azioni semplici e dirette. Pulsanti, quadranti, levette e interruttori convivono con display digitali multifunzione, evitando l’idea di un abitacolo dominato da grandi touchscreen. L’interfaccia richiama auto sportive classiche e monoposto di Formula 1 nel modo in cui i comandi sono disposti: ordine, chiarezza, accesso rapido alle funzioni ritenute essenziali.

Volante: tre razze, richiami storici e 400 grammi in meno

Il volante della Ferrari Luce è semplificato a tre razze, rilettura dell’iconico Nardi in legno degli anni ’50 e ’60. Le razze in alluminio restano volutamente senza rivestimento, per mettere in evidenza qualità di superficie e lavorazione. La lega è alluminio riciclato al 100% e viene descritta come sviluppata appositamente per la Luce, con un processo di anodizzazione dedicato. Il volante è composto da 19 componenti lavorati CNC e pesa 400 grammi in meno rispetto al volante di gamma Ferrari.

I controlli sono raccolti in due moduli analogici e sono stati sviluppati cercando un equilibrio tra feedback meccanico e acustico.

Chiave in vetro e display E Ink: una “cerimonia” di avviamento

L’avvio della Ferrari Luce è pensato come un momento riconoscibile: si parte dall’inserimento della chiave in Corning Gorilla progettata per resistenza ai graffi. La chiave integra uno speciale display E Ink, che consuma energia solo quando cambia stato/colore grazie alle proprietà bistabili.

Inserita la chiave nel vano del tunnel centrale, parte una sequenza coreografica: il colore passa dal giallo al nero, la chiave si integra con la superficie vetrata del tunnel e, nello stesso istante, pannello di controllo e Binnacle si illuminano, accompagnando la messa in moto.

Tre display e una tipografia dedicata

A bordo ci sono tre display: il Binnacle del guidatore e i pannelli di controllo anteriore e posteriore. Il lavoro sull’organizzazione di input e output è stato centrale anche nella navigazione: l’obiettivo è una consultazione più fluida. La UI adotta un carattere sobrio e personalizzato, con ispirazioni ai primi anni Ferrari e al lettering ingegneristico italiano, così da dare una voce grafica coerente a tutto l’ecosistema digitale.

Binnacle: doppio OLED, movimento solidale al volante e profondità visiva

Il Binnacle è progettato per muoversi insieme al volante, migliorando la visibilità della strumentazione. Il quadro strumenti montato sul piantone dello sterzo è una novità per una Ferrari di gamma. La struttura integra due display OLED sovrapposti, con grafica definita e contrasto regolabile. Il progetto ha richiesto la collaborazione di Samsung Display per creare un pannello OLED ultraleggero e ultrasottile. Tre aperture sul pannello superiore lasciano vedere informazioni generate da un secondo display posto dietro, creando un effetto di profondità. Ogni apertura è protetta da una lente in vetro chiaro e incorniciata da anelli in alluminio anodizzato.

Pannello di controllo orientabile e Multigraph a tre lancette

Il pannello di controllo è montato su un giunto sferico: può orientarsi verso guidatore o passeggero, con l’idea di condividere l’interazione. Un poggiamani aiuta l’azionamento, permettendo di intervenire con meno sforzo e con un uso più naturale, anche senza fissare lo schermo.

All’interno del display vive il Multigraph, un sistema con tre motori indipendenti che muovono tre lancette in alluminio anodizzato su un quadrante essenziale protetto da Corning Gorilla. Le modalità sono quattro: orologio, cronometro, bussola e Launch Control, con transizioni animate ispirate al mondo dei cronografi.

Grafica strumenti: ispirazione storica e lettura rapida

La grafica del quadro strumenti prende spunto dagli indicatori storici e dalla chiarezza dell’aviazione. Anche quando la superficie richiama un’indicazione analogica, la base è digitale: l’obiettivo è creare un ambiente contemporaneo che mantenga familiarità. Per il Binnacle, Ferrari si ispira ai quadranti Veglia e Jaeger degli anni ’50 e ’60 come riferimento per eleganza e leggibilità. L’impostazione mira a ridurre il carico mentale del pilota: informazioni essenziali a colpo d’occhio, attenzione sulla strada.

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