Rottamazione auto con fermo amministrativo: cosa cambia dal 20 febbraio 2026

Dal 20 febbraio 2026 è possibile rottamare e radiare dal PRA le auto in fermo amministrativo. La demolizione elimina il bollo ma non il debito. Attivo anche un database per verificare i richiami auto non effettuati.

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Informazioni chiave:

  • Dal 20 febbraio 2026 Comuni e proprietari possono rottamare e radiare dal PRA le auto in fermo amministrativo.
  • La demolizione interrompe l’obbligo del bollo ma non cancella il debito che ha generato il fermo.
  • Dal 17 febbraio 2026 è attivo un database pubblico per le auto non riparate dopo campagne di richiamo.

Dal 20 febbraio 2026 i Comuni e gli enti locali possono rottamare e radiare dal PRA le auto sottoposte a fermo amministrativo. La norma, introdotta dalla Legge 26 gennaio 2026, n. 14, interessa circa 4 milioni di auto ferme nei registri pubblici, di cui un milione sono carcasse o mezzi fuori uso destinati alla demolizione.

Cambia anche la gestione delle campagne di richiamo: dal 17 febbraio è operativo un database che elenca le auto non sottoposte agli interventi correttivi imposti dalle case costruttrici.

Cosa prevede la nuova legge sulla rottamazione delle auto in fermo

Fino a oggi le auto sottoposte a fermo amministrativo restavano bloccate: inutilizzabili e impossibili da cancellare dai registri pubblici. Questa condizione ha favorito l’accumulo di mezzi abbandonati su strade e terreni, con conseguenze sul degrado urbano e sull’inquinamento.

La nuova norma, che modifica il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, consente sia ai proprietari sia alle amministrazioni locali di richiedere la radiazione (cancellazione dal PRA e da ogni registro pubblico) e la rottamazione (distruzione fisica del mezzo). Come ha spiegato Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, la legge permette ai Comuni di rimuovere con maggiore facilità le auto abbandonate in strada o su suolo pubblico.

Bollo, assicurazione e incentivi: cosa cambia per i proprietari

Per i proprietari di auto in fermo amministrativo, la rottamazione comporta la cessazione dell’obbligo di pagamento del bollo. Fino a oggi, chi possedeva un’auto in fermo era tenuto a versare il bollo e, fino al 2024, anche il premio assicurativo, nonostante il mezzo fosse inutilizzabile. La procedura di demolizione di un’auto è gestita tramite i centri di raccolta autorizzati e il PRA.

La rottamazione, però, ha anche conseguenze da considerare: i proprietari che radiano l’auto in fermo non potranno accedere a incentivi o agevolazioni pubbliche per l’acquisto di una nuova auto. Inoltre, il debito con lo Stato che ha generato il fermo non viene cancellato.

Perché le auto abbandonate sono un problema ambientale

Secondo Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (SIMA), le auto abbandonate rappresentano fonti diffuse di inquinamento. Il rischio principale riguarda incendi accidentali o dolosi, che possono generare emissioni nocive con effetti diretti sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica.

La possibilità di rottamare i mezzi in fermo mira a ridurre la presenza di carcasse nei centri urbani, con benefici sia sul piano della circolazione stradale sia su quello della tutela ambientale.

Campagne di richiamo: il nuovo database e le sanzioni previste

Dal 17 febbraio 2026 è operativa una banca dati nella quale le case automobilistiche devono inserire le auto che, trascorsi 24 mesi dall’avvio di una campagna di richiamo, non sono state portate in officina per gli interventi di messa in sicurezza. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti pubblica già un albo con l’archivio delle campagne di richiamo registrate.

Il database consente a cittadini e organi di polizia di verificare se un’auto è stata sottoposta o meno alla campagna di richiamo prevista dal costruttore.

Le sanzioni per le inadempienze sono:

  • Fino a 60.000 euro per i costruttori, per ciascuna misura correttiva non adottata.
  • 173 euro per i proprietari che circolano con un’auto inserita nell’elenco delle non conformi.

Come ha sottolineato Galli, i richiami delle case costruttrici si moltiplicano con auto sempre più complesse dal punto di vista tecnologico, ma le comunicazioni ai proprietari non sempre risultano tempestive ed efficaci. Il risultato è che migliaia di automobilisti circolano su auto potenzialmente non sicure senza esserne consapevoli.

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