Per la primavera estate 2026 Blauer presenta la nuova campagna e, per la seconda stagione di fila, rinnova la collaborazione con Bruce Weber. Lo shooting si svolge a Montauk, paesaggio che riflette l’anima luminosa e dinamica del brand. Weber firma un racconto corale: una “famiglia allargata” di persone reali. La chiave è una riflessione tratta da “All-American”: l’esplorazione come strada verso vite nascoste e la ricerca di connessione in un mondo disconnesso. Tra i protagonisti: Danilo Lo Monaco, Rachel Harty, Bram, Rachel Roberts con Ava Niccol, Vera e Grayson Yurkewitch.
Blauer primavera estate 2026: la campagna che parla di legami

Ad aprire il progetto è una riflessione di Bruce Weber tratta dal libro “All-American”, scelta come bussola emotiva dell’intera campagna: per lui l’esplorazione è un percorso verso le vite nascoste degli altri; l’avventura ha senso quando avvicina a storie inaccessibili e i momenti descritti sono tentativi di connessione in un mondo disconnesso.
La campagna si sviluppa come una famiglia allargata, composta da persone reali incontrate di recente da Bruce Weber. Non un cast progettato a tavolino, ma una comunità eterogenea fatta di affinità, legami, percorsi personali. Molti protagonisti non sono modelli professionisti: vengono scelti per ciò che sono e per ciò che portano con sé, con una varietà di età ed esperienze che rende il racconto più vivo.
In un momento in cui molte campagne inseguono la perfezione levigata, Blauer sceglie la direzione opposta: volti e corpi che raccontano qualcosa, non solo un’immagine. Ne esce una narrazione che si guarda come un album di incontri, dove ogni scatto è una scena e ogni scena è una storia in miniatura.
Montauk: una geografia affettiva per Bruce Weber
Montauk non è soltanto lo sfondo: è una fonte costante d’ispirazione nel percorso umano e creativo di Bruce Weber. All’estremità orientale di Long Island, questo ex villaggio di pescatori a tre ore da New York, negli anni Sessanta e Settanta era un luogo remoto e quasi incontaminato, abitato da personaggi eccentrici e appassionati. In quel periodo diventò anche rifugio per fotografi e artisti come Richard Avedon, Andy Warhol, Peter Beard e Julian Schnabel.
Weber arrivò lì in quegli anni, attratto da una comunità creativa libera e da una natura potente, fatta di oceano, vento e orizzonti aperti. Con il tempo Montauk è diventata una beach town iconica, senza perdere lo spirito originario di libertà e autenticità. È proprio quell’energia a risuonare nella campagna: avventura, connessione e scoperta diventano linguaggio visivo, senza bisogno di artifici.
Lo stile dentro il racconto: capi che seguono il movimento

I capi Blauer della collezione primavera estate 2026 accompagnano corpi e movimenti senza imporsi, diventando strumenti di espressione personale più che semplici elementi estetici. Indossati e interpretati, gli outfit si adattano alle diverse personalità e restituiscono un’idea di stile autentico, libero e funzionale: pensato per chi attraversa il mondo con curiosità e consapevolezza.
Tra i volti immortalati, Weber sottolinea l’energia di Danilo Lo Monaco, primo ballerino del Czech National Ballet di Praga. Il suo senso del movimento e della performance ha aiutato il resto del cast a sciogliersi, rendendo l’atmosfera sul set spontanea e fluida: un dettaglio che dice molto su come nasce la fotografia quando il corpo “parla” davvero.
C’è poi Rachel Harty, poeta oltre che modella; Bram, scoperto in modo moderno attraverso i social, colpisce il fotografo per la dedizione sportiva e per un fascino descritto come “un attore uscito da un film di Bergman, ma in versione hippie”: rigore e naturalezza nello stesso fotogramma.
Tra i ritorni, Weber ritrova Rachel Roberts, top model storica e oggi attrice, con cui aveva lavorato per la prima volta nel 1997 per Vogue Italia, insieme a sua figlia Ava Niccol. Lo sguardo si posa anche sui più giovani: Vera, figlia dell’artista ucraina Zoya Cherkassky e Grayson Yurkewitch.