Triumph Street Scrambler 900: il test ride di QM

9 aprile 2019 - 10:00

Come va su strada

Su strada la nuova Street Scrambler si rivela docile e divertente soprattutto per i neofiti. Un po’ sottodimensionata per i più alti si guida comunque bene.

Ha una posizione di guida piuttosto caricata in avanti, coadiuvata dal manubrio dalla piega larga, e questo implica un maggiore controllo ma di contro un comfort inferiore a quello che ci si potrebbe aspettare dalla lunga e ben imbottita sella. Il passeggero non se la passa meglio sul piccolo strapuntino, che anche esteticamente non è il massimo.

A questo proposito è consigliabile attingere dall’elenco di accessori, optando per il piccolo ma robusto portapacchi in alluminio se si viaggia da soli, o per la bellissime e classiche selle lunghe “bench” (339,33 euro) o Special (325,29 euro), che rendono la linea di questo Scrambler ancora più vintage e accattivante.

Lo scarico alto non infastidisce più di tanto, trasmettendo solo un po’ di calore, ma assumendo la suddetta posizione avanzata in sella si evitano spiacevoli contatti.

Grazie alle pedane ben centrate e alla sella alta 790 mm le gambe non rimangono eccessivamente piegate. Le pedane sono più inclinate in avanti, per favorire anche la guida in piedi.

Sul modello in prova non abbiamo fatto in tempo a regolare la leva del cambio, che nel nostro caso lasciava poco spazio di manovra. Il selettore si rivela comunque preciso e ben spaziato e le cambiate sono aiutate da una frizione decisamente molto morbida, a volte pure troppo quando non se ne sente il bisogno una volta usciti dai tratti urbani.

Migliorie su diversi fronti

Maneggevole grazie alla ruota da 19 pollici che consente veloci cambi di direzione, ben accompagnati dalla indovinata piega del manubrio, Street Scrambler si rivela divertente da guidare, grazie anche a una posizione in sella intuitiva. Le sospensioni piuttosto morbide, sia davanti che dietro, aumentano il comfort di marcia ma limitano un po’ la precisione di guida.

Il motore si rivela elastico e nonostante sulla carta il regime di coppia massima sia aumentato da 2.850 a 3.200 giri riesce a dare il meglio di sé tra i 2.500 e i 5.000 giri.

Anche l’allungo è migliorato, tanto che la zona rossa è stata spostata 500 giri più in alto. Molto piacevole e mai fastidioso il sound allo scarico, a cui non corrispondono vibrazioni.

Nonostante il disco singolo anteriore, grazie alla nuova pinza Brembo la frenata è migliorata perdendo la sensazione di spugnoso avvertibile sulla precedente versione sotto sforzo. Il tutto è ben coadiuvato dal freno posteriore che anche se sfruttato a fondo, fa sentire l’intervento dell’ABS dolcemente.

Sicuramente il difetto più evidente sulle lunghe percorrenze è quello dell’esposizione all’aria, lo scotto da pagare per un avantreno così affascinante e retrò. Attingendo dal ricco catalogo accessori, se non siete degli esteti potete aggiungere protezione con il parabrezza trasparente alto 249 mm (89,04 euro) che offre un’ottima barriera, oppure optare per il compromesso del parabrezza Summer alto 188 mm, disponibile fumé (87,58 euro) oppure in tinta con la carrozzeria (142,09 euro).

Foto Alessio Barbanti, Matteo Cavadini

La pagella

Pregi

Estetica vintage
Motore
Finiture
Possibilità di personalizzazione
Facilità di guida

Difetti

Sospensioni morbide
Abitabilità per i più alti e passeggero

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