Fiat Abarth 750

Fiat Abarth 750: l’auto dei record che arrivava dal futuro

Scopriamo tutti i record della Fiat Abarth 750, l'auto che sembrava arrivare da un film di fantascienza.

18 novembre 2020 - 12:00

Viene chiamata anche Fiat Abarth 750 Record, in virtù del fatto che fu la prima auto dello scorpione a segnare un importante record su pista, dando il via a una vera e propria serie. Ma da una vettura del genere non ci si potrebbe aspettare altro: progettata da Carlo Abarth in persona, e disegnata dalla carrozzeria Bertone, quest’auto è poco conosciuta ma merita invece di entrare nell’elenco delle auto più iconiche di sempre.

Fiat Abarth 750: che design!

Come può non essere iconica una vettura con un design del genere? Basta guardarla per capire che è un’auto che fin da subito doveva dichiarare velocità, tagliare l’aria, e soprattutto non passare inosservata. La Fiat Abarth 750 fu presentata al Salone di Torino del 1956, come progetto disegnato da Francesco Scaglione per la carrozzeria Bertone.

Una monoposto, con vocazione da pista, che aveva come obiettivo quello di sbalordire il pubblico, in tutti i sensi: sia a livello estetico, per i motivi che abbiamo già accennato; sia perché nasceva per stabilire nuovi record sia in velocità sia in durata nella classe H, la categoria per vetture con una cilindrata tra i 500 e i 750cc (da qui il nome della vettura).

Il design è in pieno stile futuristico anni 50, e infatti lo stile è a metà tra una navicella spaziale e una navicella aliena, simile a quanto visto più o meno nello stesso periodo con un’altra splendida auto, l’Alfa Romeo Disco Volante. L’abitacolo monoposto è spostato quasi tutto indietro, e rappresenta una sorta di prolungamento del vano motore: un unico “rigonfiamento” nella parte centrale di un’auto che, per il resto, è quasi completamente piatta.

Il cofano, infatti, è estremamente allungato, e molto liscio, ma non appuntito. L’anteriore della vettura, sottilissimo, è anche piuttosto alto, e progettato per tagliare l’aria. In realtà, la linea sottile e tagliente percorre tutto il perimetro della Fiat Abarth 750, dandole una forma decisamente insolita e talmente futuristica da essere molto moderna ancora oggi. La linea flat della vettura viene spezzata da alcuni “rigonfiamenti”: oltre all’abitacolo e al motore, che costituiscono quello più evidente, ci sono anche i 4 passaruota, bombati e morbidi nelle linee, che sono però indispensabili dal momento che le ruote escono e si vedono solo per metà.

L’auto, in colore grigio metallizzato che non fa che aumentare la sensazione che ci si trovi di fronte a qualcosa di “spaziale”, presenta la parte alta del posteriore molto appuntita, quasi a ricordare un timone, o volendo anche una pinna di squalo. La carrozzeria è interrotta dal tubo di scarico che emerge dal telaio, e dalla griglia di raffreddamento del motore.

I materiali sono leggerissimi: questo design, infatti, è stato pensato per ridurre il più possibile il peso. Obiettivo centrato, dal momento che si tratta di una vettura che sulla bilancia raggiunge il valore di appena 386 kg. Questo grazie anche ad alcuni accorgimenti: l’abitacolo scarno e ridotto all’essenziale, i freni solo sull’avantreno, un cambio a 3 marce con un rapporto al ponte che serve per mantenere costante la velocità massima.

Fiat Abarth 750: un motore da record

L’auto è in grado di viaggiare a poco più di 190 km/h, in maniera costante grazie al cambio di cui abbiamo appena parlato. Il propulsore è quello della Fiat 600, ma come di consueto di derivazione Abarth. Ma molto ha in comune con la 600, anche se dall’estetica non si direbbe: lo sterzo, le sospensioni infatti sono quelle delle compatta torinese. Il motore è un 4 cilindri in linea, messo in posizione centrale, longitudinale, e centrale e in grado di erogare 47 CV a 6000 giri al minuto.

Presentata ad aprile, l’auto viene messa alla prova già due mesi dopo: il 17 e il 18 giugno, infatti, alla presenza di Carlo Abarth e Nuccio Bertone, a Monza si svolge il primo tentativo di battere il record di 24 ore. I piloti, Remo Cattini, Umberto Maglioli, Mario Poltronieri e Alfonso Thiele, percorrono 3.743 km con una velocità media di circa 156 km/h. È già un record. Il primo record dei 133 che Abarth riesce a stabilire.

Tuttavia, il risultato non rende Carlo Abarth particolarmente soddisfatto. Il fondatore dell’azienda dello Scorpione decide quindi di provarci una seconda volta, la settimana dopo, usando stavolta come piloti alcuni giornalisti specializzati molto famosi. Sono Paul Frère (dal Belgio), Walter Honegger (dalla Svizzera), Bernard Cahier (dalla Francia), Gordon Wilkins (dal Regno Unito), Hans Wieselmann (dalla Germania Occidentale) e Giovannino Lurani, italiano. I 6 si scambiano la vettura nelle prime sei ore, aiutati anche dai collaudatori dell’Abarth che continuano a guidare per i 3 giorni previsti battendo record sui 500 km, sulle 500 miglia, sui 1000 km, sulle 48 e sulle 72 ore. 

Ma il record era anche sui consumi: 6 litri su 100 km alla velocità di 150 km/h. Un record anche per i nostri giorni!

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