Audi skysphere

Audi skysphere: la concept car che interpreta la mobilità del futuro

Debutto a Pebble Beach per l’innovativo prototipo elettrico

12 agosto 2021 - 16:00

Grazie ad Audi skysphere concept, la Casa dei quattro anelli interpreta la mobilità del futuro nel segmento di lusso offrendo agli utenti un’inedita esperienza di bordo. Prima di una nuova famiglia di tre prototipi, la roadster a elettroni può contare sull’interasse variabile.

Un’avanguardistica tecnologia che, in abbinamento alla guida autonoma di Livello 4, permette la convivenza di due anime: da GT e da sportiva pura. Alla sterzata integrale e alla gestione attiva predittiva dell’assetto si accompagnano la potenza massima di 632 CV e un nuovo approccio stilistico dall’interno verso l’esterno, volto a definire in primis le linee e le caratteristiche dello spazio attorno ai passeggeri e solo in un secondo momento le forme della carrozzeria.

Audi skysphere: Granturismo e Sport

Per garantire ai passeggeri libertà sinora sconosciute, Audi skysphere concept prevede due configurazioni di guida: Granturismo e Sport. Una caratteristica resa possibile dal passo variabile. Gli ingombri ridotti della propulsione elettrica e la raffinata meccanizzazione della struttura, con i componenti della carrozzeria e della scocca scorrevoli, consentono di variare l’interasse e la lunghezza esterna dell’auto di ben 250 millimetri. Allo stesso tempo, l’altezza da terra è regolabile di 10 millimetri.

Il conducente, premendo un pulsante, sceglie l’esperienza di guida desiderata. Optando per il passo ridotto, guida la roadster elettrica dei quattro anelli in configurazione Sport, con una lunghezza del corpo vettura di 4,94 metri. La sterzata integrale garantisce un’eccellente agilità nonostante le generose dimensioni dell’auto. Alternativamente, il setup Granturismo porta lo sviluppo longitudinale della roadster a 5,19 metri e prevede la guida autonoma, ampio spazio per le gambe e un ecosistema digitale perfettamente integrato. Il volante e i pedali sono a scomparsa; l’abitabilità di Audi skysphere concept è il nuovo riferimento tra le vetture sportive en plein air.

Audi skysphere: infotainment

La configurazione variabile del passo e degli interni costituisce un’avanguardistica interpretazione della mobilità nel segmento di lusso, mentre l’ecosistema digitale di bordo garantisce ai passeggeri esperienze d’entertainment senza precedenti. È ad esempio possibile condividere il viaggio tramite i social media, utilizzando immagini in tempo reale dell’abitacolo e dell’ambiente circostante, oppure svolgere attività quotidiane indipendenti dalla guida: Audi skysphere concept, infatti, oltre ad autogestirsi nel raggiungere la destinazione desiderata si occupa autonomamente anche del parcheggio e della ricarica.

Audi skysphere: la leggendaria Horch 853

Fonte d’ispirazione è una leggendaria vettura d’epoca, pietra miliare della storia Audi: la Horch 853. Anch’essa lunga 5,20 metri, la cabriolet di rappresentanza degli anni Trenta non solo ha ridefinito il concetto di lusso del periodo tra le due Guerre, ma più recentemente, nel 2009, ha anche vinto il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach.

Le linee della Horch 853, caratterizzate da un abitacolo relativamente compatto e da un cofano dal generoso sviluppo longitudinale, hanno ispirato le dimensioni e le proporzioni di Audi skysphere concept. Radicalmente diversa l’impostazione meccanica: l’antenata adotta un maestoso 8 cilindri in linea di 5 litri, mentre la show car dei quattro anelli si affida a un propulsore a elettroni. Tra l’assale anteriore e il parabrezza, anziché un motore tradizionale, trovano collocazione molteplici componenti dedicati alla propulsione elettrica – in primis l’on-board charger – oltre ai servomotori, all’elettronica e ai componenti meccanici per la gestione del passo variabile. Senza dimenticare un ampio vano in grado di accogliere due sacche da golf dedicate.

Audi skysphere: motore

Audi skysphere concept adotta un motore elettrico, collocato al retrotreno, in grado di erogare 632 CV e 750 Nm di coppia. Il peso della vettura, circa 1.800 chilogrammi, è ripartito al 60% al posteriore e al 40% all’anteriore. Forte della trazione posteriore, la roadster a elettroni scatta da 0 a 100 km/h in 4 secondi. I moduli batteria di Audi skysphere concept sono posizionati principalmente alle spalle dell’abitacolo, sebbene alcuni di essi si trovino all’interno del tunnel tra i sedili, a vantaggio del bilanciamento delle masse. L’accumulatore ha una capacità di oltre 80 kWh e garantisce un’autonomia di oltre 500 chilometri WLTP.

Audi skysphere: design ibrido

Ispirata, come accennato, alla cabriolet Horch 853, Audi skysphere concept si distacca nettamente dall’antenata quanto a sviluppo verticale. Mentre la convertible degli anni Trenta è caratterizzata da un’altezza di ben 1,77 metri, la show car dei quattro anelli in configurazione Sport si attesta a 1,23 metri.

Dotata di cerchi in lega da 23 pollici dal design aerodinamico con pneumatici 285/30, Audi skysphere concept può contare su di una generosa impronta a terra, sottolineata visivamente dai passaruota dal design muscolare e dagli sbalzi estremamente contenuti. La zona posteriore, disegnata in galleria del vento, abbina i tratti di due configurazioni di carrozzeria – speedster e shooting brake – solo apparentemente inconciliabili. Sotto le ampie superfici vetrate trovano collocazione due borse da viaggio dedicate.

Al frontale spiccano il single frame, ristilizzato, e il logo dei quattro anelli illuminato, dalla conformazione marcatamente tridimensionale. Tanto la calandra quanto le superfici adiacenti sono concepite come un palcoscenico luminoso: gli elementi a LED bianchi realizzano coreografie di benvenuto e saluto all’apertura e alla chiusura della vettura. Quando viene modificato il passo, tanto nella zona frontale quanto in coda, dove domina una banda luminosa a tutta larghezza, viene attivata una sequenza dinamica specifica. Alle diverse configurazioni d’interasse si accompagna una firma luminosa dedicata.

Al cambiamento del passo, le longarine sottoporta scorrono all’interno dei passaruota posteriori. Le portiere sono fisse, mentre la sezione anteriore dell’auto è mobile. In configurazione Granturismo, l’interasse è in linea con l’ammiraglia Audi A8 L, mentre con il setup Sport, ridotto di 25 cm, evoca Audi RS 5 Coupé. In Audi skysphere concept convivono così due anime: da GT e da sportiva pura.

Audi skysphere: abitacolo

La guida autonoma di Livello 4 comporta che, in determinate condizioni, il conducente possa delegare la gestione dell’auto alla vettura stessa. Frangenti nei quali volante e pedaliera scompaiono garantendo agli occupanti nuove forme di libertà. Privo di elementi di comando, l’abitacolo si presenta come uno spazio ispirato all’universo Art Deco. L’eleganza tipica di un mobile di design caratterizza i sedili rivestiti in microfibra realizzata mediante materiali riciclati. Le sedute, a collocazione variabile all’interno dell’abitacolo, offrono una libertà di movimento in linea con la prima classe di un aereo. Il legno di eucalipto ecologicamente certificato e la similpelle sintetica costituiscono gli ulteriori materiali utilizzati all’interno della “sfera”.

Qualora Audi skysphere concept venga utilizzata in modo convenzionale, l’abitacolo si trasforma in una plancia ergonomica. Il cruscotto, le superfici touch e la console scorrono longitudinalmente. I comandi, compresi il volante e la pedaliera, ricompaiono e sono ampiamente regolabili in funzione delle esigenze del guidatore.

Ampie superfici touch – caratterizzate da uno sviluppo in larghezza di 1.415 mm e in altezza di 180 mm – lungo la plancia e la zona superiore della console permettono di gestire le opzioni vettura e l’infotainment. In configurazione Granturismo consentono la navigazione web, la partecipazione a videoconferenze e la visione di film in streaming.

Pannelli touch di dimensioni più contenute, in corrispondenza delle portiere, sono dedicati alla climatizzazione. Un raffinato sound system garantisce un’esperienza acustica degna di una sala da concerto. Gli altoparlanti sono “annegati” in parte dei pannelli porta, in parte nella paratia posteriore dell’abitacolo.

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