cambiare ammortizzatori

Cambiare gli ammortizzatori: quando e come fare

Facciamo luce su un componente dell'automobile nascosto ma dalla grande importanza per la sicurezza alla guida.

15 settembre 2021 - 16:00

Perchè cambiare gli ammortizzatori? Per avere un veicolo sicuro è importante controllare sempre gli ammortizzatori, una componente dell’automobile assolutamente importante per la tenuta di strada del veicolo.

Quanto si consumano? Qualcuno consiglia in ogni caso di cambiarli ogni 100.000 km oppure dopo cinque anni. In termini di tempo c’è da dire che se si fa un uso prevalentemente urbano oppure su strade di campagna, gli ammortizzatori saranno molto più sollecitati rispetto ad una guida prevalentemente autostradale.

Se è vero che gli ammortizzatori svolgono un ruolo importante per la sicurezza, è anche vero che si usurano lentamente. Questo non significa che la questione possa essere presa sottogamba: quando la guida diventa poco stabile, è bene controllare lo stato degli pneumatici e ovviamente l’usura degli ammortizzatori.

Quando gli ammortizzatori sono usurati, alla guida si avvertono forti vibrazioni. Allo stesso modo se nel momento in cui si frena l’automobile risponde come se stesse sobbalzando, significa che l’ammortizzatore ha perso il suo effetto smorzante. Gli ammortizzatori andranno perciò  sostituiti in modo professionale e con gli attrezzi corretti.

Com’è fatto l’ammortizzatore e a cosa serve

L’ammortizzatore serve ad per attutire urti e vibrazioni. L’ammortizzatore ha quindi l’importante compito di assorbire i movimenti delle ruote durante la guida. Questo  permette all’auto di mantenere la propria direzione di marcia evitando di sbandare.

Esistono diverse tipologie di ammortizzatori che si sono evolute nel tempo. Oggi quelli più diffusi sono quelli telescopici e idraulici, ma esistono anche gli ammortizzatori pneumatici che vengono controllati da centraline elettroniche per una milgiore gestione del confort, o della sportività durante la guida.

Le auto moderne montano generalmente ammortizzatori a gas, un sistema che offre eccellenti prestazioni, ma che rende l’ammortizzatore stesso non riparabile. In questo caso non c’è scelta: quando si usurano devono essere sostituiti.

In altre parole, l’ammortizzatore serve per controllare e smorzare le oscillazioni della sospensione dell’automobile. E proprio grazie alla sua elasticità contribuisce in modo determinante a rendere sicura e confortevole la marcia del veicolo.

Vediamo allora com’è fatto un ammortizzatore. Le componenti principali sono:

  • tre tubi coassiali
  • un’asta cromata
  • un pistone con pacco lamellare
  • una valvola compensatrice di fondo
  • una guida per l’asta cromata
  • guarnizioni interne di tenuta olio
  • estremità di ancoraggio

Tenendo presente quanto detto più sopra, l’ammortizzatore deve smorzare la forza elastica del movimento della sospensione. Questa operazione viene effettuata grazie alla forza di attrito tra il pistone e l’olio. Per questo motivo nella parte interna c’è un cilindro con un’asta cromata. Alla sua estremità è fissato il pistone, con le valvole di compressione, le molle, e tutto il resto della componentistica.

E’ proprio con lo scorrimento dello stelo che il pistone dell’olio può spostarsi da un’estremità all’altra, e di conseguenza anche l’olio può spostarsi da una camera all’altra. Quindi, in estrema sintesi, l’olio passa dal cilindro interno al serbatoio esterno. E’ proprio il movimento dell’olio, che è forzato a fluire attraverso una serie di passaggi calibrati e di valvole specificatamente tarate, che genera proprio quell’attrito che a sua volta costituisce la taratura dell’ammortizzatore. A seconda della tipologia della vettura potrà essere più rigido, come sulle auto sportive, oppure più morbido, come sulle auto da usare tutti i giorni.

Cambiare gli ammortizzatori: come fare

Attenzione prima di tutto alla sicurezza. La molla a spirale degli ammortizzatori viene compressa con tensioni decisamente alte. La fase di decompressione, senza la necessaria conoscenza di tutte le fasi dell’operazione, può causare lesioni serie che possono essere mortali. Sebbene sia possibile cambiarli autonomamente, non si tratta di una procedura alla portata di tutti. Se non avete dimestichezza con questa operazione, fate sostituire gli ammortizzatori presso un’officina specializzata.

A questo punto un’altra raccomandazione importante: gli ammortizzatori devono essere sostituiti sempre in coppia sullo stesso asse, per evitare scompensi tra una ruota e l’altra.

Per sostituire gli ammortizzatori sull’asse posteriore è necessario sollevare la vettura, rimuovere le ruote e svitare l’ammortizzare. L’operazione può essere eseguita unicamente quando i supporti della sospensione non sono installati sull’asse posteriore come una singola unità. E’ decisamente più complicato sostituire gli ammortizzatori sull’asse anteriore, perché possono essere dotati di supporti della sospensione nei quali è integrato l’elemento smorzante all’interno della molla a spirale.

L’ammortizzatore è montato sulla sospensione della ruota con due bulloni. Per procedere alla sostituzione, è necessario scollegare il tubo del freno e il sensore ABS. Per non separare il circuito frenante è possibile svitare la pinza freno e metterla da parte. Ciò permette di facilitare lo smontaggio degli ammortizzatori.

Devono essere smontati anche l’asta d’accoppiamento e il fuso a snodo. A questo punto è possibile spostare lateralmente il disco del freno, e l’ammortizzatore sarà libero. Adesso l’ammortizzatore è collegato alla carrozzeria con il cuscinetto. I coperchi si rimuovono con il cofano aperto, il che permette di svitare i bulloni da sotto.

Per accedere all’ammortizzatore bisogna stringere la molla. Le coppette a molla vengono svitate e in seguito è possibile tirare fuori l’elemento smorzante. La sostituzione dell’ammortizzatore include la sostituzione del cuscinetto.

 

Fonti:

https://www.autoparti.it/ammortizzatori

https://www.wikihow.it/Sostituire-gli-Ammortizzatori

 

 

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