Pininfarina H2

Un’hypercar italiana a idrogeno: ecco la Pininfarina H2 Speed a MAC 2020

Quanto è bella...

27 settembre 2020 - 9:00

Non solo auto d’epoca, leggende iconiche che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Milano AutoClassica 2020, in cui si celebrano i 90 anni di attività di Pininfarina, ospita anche classici moderni. Veri e propri concentrati di design e di tecnologia, che stanno segnando il cambiamento e che servono a innovare e cambiare anche le auto di serie. Così Pininfarina H2 Speed, una concept car del 2016, ha portato nel mondo la visione all’italiana di auto ad alte prestazioni con propulsione a idrogeno.

Pininfarina H2 Speed ha un design che grida velocità

Impossibile non ammirare il design bianco e candido (letteralmente) di questa straordinaria vettura. Un’auto la cui forma è chiaramente quella di un hypercar del livello di Pininfarina Battista (versione da strada e “in serie”), con delle soluzioni stilistiche eccezionali. Concentriamoci, per esempio, sull’anteriore: è perfetto. Bianco, pulito, persino le due nervature aerodinamiche a “V” del cofano sembrano dire che non vogliono fare troppo rumore, cofano che tra l’altro avvolge lo stretto parabrezza brunito, che a sua volta avvolge l’ancor più stretto tettuccio caratterizzato da una presa d’aria con tinta arancio fluo. Quest’ultima percorre tutta la parte superiore della pinna di squalo che dalla presa d’aria arriva allo spoiler posteriore.

Ma guardando all’anteriore, in un primo momento si pensa che l’auto sia priva di fari: non sono nascosti, perché non ci sono le sagome, e non sono sul cofano. L’unica cosa che spicca è infatti la grande griglia inferiore il cui nero è ripreso dagli inserti che poi la dividono, quasi creando una sorta di scudetto spezzato all’apice, e la cui base è anche in questo caso di azzurro fluo. In realtà, i fari ci sono eccome, ma si notano solo quando sono accesi in quanto stanno proprio sotto i due inserti in nero opaco metallizzato.

Anche di profili non si nota nulla, se non il disegno della portiera e la presa d’aria creata dal movimento dinamico della carrozzeria, che sembra essere stata creata da un fulmineo movimento dell’aria. I cerchi sono nerissimi e lucidi, come i vetri bruniti dei finestrini, in modo da risaltare il giallo fluo del bullone centrale e delle pinze dei freni. Giallo Fluo ripreso anche dalle palette laterali dello spoiler.

Il posteriore ha la stessa filosofia dell’anteriore: un arco bianco, sul quale si trova la scritta Pininfarina, che circonda il complesso di scarico in cui sono nascosti i fari, anche in questo caso una lunga e sottile striscia a LED. In basso, invece, un secondo spoiler, in nero lucido, che serve anche in questo caso per migliorare l’aerodinamica.

Pininfarina H2: a tutta velocità in modo ecologico

La Pininfarina H2 non è solo un piccolo gioiello estetico, ma anche un mostro di velocità che però vuole rispettare l’ambiente. H2 Speed non è un nome scelto a caso: H2 è il simbolo dell’Idrogeno in chimica (Hydrogen), mentre “Speed” indica  le alte prestazioni della vettura. L’auto, pensata per essere da pista, si basa su una tecnologia a idrogeno rivoluzionaria sperimentata in pista da GreenGT, una società franco-svizzera che a partire dal 2008 ha progettato e sviluppato sistemi di propulsione puliti ed ecosostenibili.

Naturalmente, come ogni Pininfarina che si rispetti, nasce come auto d’élite e quindi si rivolge ad appassionati di velocità, performance e innovazione che vogliono sentirsi esclusivi con un veicolo a produzione limitata (ne sono stati realizzati veramente pochi). Il suo design particolare le ha fatto vincere il Premio Best Concept al Salone di Ginevra del 2016, dove fu rivelata, e anche il Premio Concept of the Year.

 

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