La sesta generazione della Renault Clio arriva sul mercato con un obiettivo preciso: restare al vertice del segmento B europeo, aggiornandosi sia nel design che nei contenuti tecnologici. Dopo il debutto della quinta serie nel 2019, il nuovo modello riprende l’impostazione di base della piattaforma CMF-B ma lavora su una profonda evoluzione tecnica, stilistica e meccanica.
Il cambiamento è evidente già a colpo d’occhio, con un frontale più scolpito, ispirato al nuovo corso stilistico Renault, e un abitacolo in cui materiali e soluzioni tecnologiche puntano a standard da categoria superiore.
@quotidianomotori Siamo volati in Portogallo per guidare la nuova Renault Clio, vettura che nasce ibrida ma mantiene anche le motorizzazioni benzina e GPL. Novità gli interni curati e con Android Automotive nativo! #renault #renaultclio #testdrive #design #cardesign ♬ original sound – Quotidiano Motori
Non cambia la filosofia: la Clio resta una compatta versatile, adatta alla città ma in grado di affrontare senza esitazioni anche viaggi più lunghi, con un’ampia gamma di motori che include benzina, GPL e un rinnovato sistema full hybrid da 160 cavalli, al centro di questo test.
Nuova Renault Clio: me la consigli?
La nuova Renault Clio è una di quelle auto che ti costringe a fare i conti con le tue aspettative. La vedi da fuori, pensi di conoscerla già, poi sali a bordo, la guidi, e ti accorgi che c’è più sostanza di quanto immaginavi. È la classica compatta che nasce per rispondere alle esigenze quotidiane, ma riesce a farlo con una dose di attenzione in più, quella che ti fa dire “ok, ci hanno pensato davvero!”.
Non è un’auto che colpisce con effetti speciali o con soluzioni di rottura, e probabilmente non cerca nemmeno di farlo. Qui il punto è un altro: dare un prodotto solido, ben costruito, che faccia bene quello che promette, senza sorprese e senza affaticarti. E in questo la Clio riesce ancora a distinguersi. Ha uno stile che può piacere o meno, ma non cerca scorciatoie, né si rifugia nel low cost mascherato. L’impressione è quella di un progetto curato, messo giù con un certo rigore, e con l’intento di durare.

Consigliarla, quindi, è piuttosto semplice, a patto di sapere cosa si cerca. Se l’obiettivo è un’auto compatta, razionale, da usare tutti i giorni senza troppe complicazioni e con una buona dose di contenuti attuali, allora sì. È adatta a chi vuole qualcosa che funzioni subito, che non abbia comportamenti imprevedibili e che non costringa a compromessi troppo marcati né sul fronte pratico né su quello tecnologico. Per dirla terra terra, c’è il display touch ma ci sono anche i pulsanti fisici per il clima: moderna e semplice da usare allo stesso tempo.

Poi certo, se si cercano emozioni forti o un carattere fuori dagli schemi, ci sono scelte più estreme sul mercato. Ma se la priorità è trovare una macchina concreta, equilibrata, che non dia grattacapi e che mantenga nel tempo una sua coerenza, allora la risposta è sì.
Esterni

La nuova Clio è lunga 4,11 metri (6 cm in più del modello uscente), ha un passo di 2,59 metri e mantiene un profilo compatto, ma con proporzioni riviste per aumentare l’abitabilità e il volume del bagagliaio. Il frontale è la parte più rinnovata: fari full LED affilati con una nuova firma luminosa a “C”, griglia centrale più ampia e inserti tridimensionali che danno al muso un’aria più decisa.

Dietro, i gruppi ottici sdoppiati sono ben integrati nel portellone, e nelle versioni più ricche si nota l’assenza di terminali di scarico a vista, sostituiti da un trattamento pulito del paraurti. Alcune versioni (come la Esprit Alpine) montano cerchi da 18” con pneumatici 205/45, mentre le versioni più accessibili si fermano ai 16”.
La qualità percepita delle finiture esterne è buona, anche nei dettagli meno evidenti come le guarnizioni a scomparsa delle portiere o la forma rastremata dei gruppi ottici posteriori.
Interni

Qui il salto rispetto alla precedente Clio è ancora più marcato. Nelle versioni superiori, la strumentazione è interamente digitale con due display da 10,25”, ben integrati in un’unica superficie, con sistema Google integrato per navigazione e assistente vocale. Apple CarPlay e Android Auto sono disponibili sia via cavo che wireless.
Le finiture variano molto a seconda degli allestimenti: nelle versioni Urban e Techno la plastica rigida è predominante, ma lavorata con attenzione. La Esprit Alpine propone inserti in Alcantara, sedili sportivi con cuciture blu e rivestimenti più curati. Non manca l’illuminazione ambientale, con elementi retroilluminati anche nella plancia.

Bene l’ergonomia, con comandi fisici per il clima, due prese USB-C anteriori, una piastra per la ricarica wireless e vani ben distribuiti. Qualche perplessità resta sulla disposizione delle leve al volante: lo storico satellite audio Renault si affianca alla leva tergicristalli e a quella del cambio, tutte troppo vicine tra loro.
Spazio a bordo adeguato, con una seconda fila che accoglie senza problemi anche adulti alti oltre 1,85 m, pur con qualche contatto per la testa nella zona del padiglione.
Motori e batterie

La gamma parte dal 1.2 TCe tre cilindri, disponibile sia in versione benzina 115 CV che GPL 120 CV. In entrambi i casi il cambio può essere manuale o automatico a seconda della motorizzazione.
La protagonista di questa prova è però la nuova Full Hybrid E-Tech da 160 CV, che combina un motore termico 1.8 aspirato a 4 cilindri con una parte elettrica da 205 Nm, il tutto orchestrato da un cambio multimode a innesti frontali con quattro rapporti per la parte termica e due per quella elettrica.

Il sistema lavora in modalità serie-parallelo, consentendo alla Clio di viaggiare anche solo in elettrico a basse andature. La batteria da 1,4 kWh, posta sotto il vano bagagli, ha ora una tensione più elevata (280 V) e beneficia di un nuovo sistema di raffreddamento per migliorare efficienza e durata.
Non ci sono ricariche esterne: si tratta di un full hybrid tradizionale, in cui l’energia viene generata, o se preferite recuperata, durante la guida.
Come va su strada

La nuova Renault Clio si guida con naturalezza. Non serve tempo per capirla: si mette in marcia, e nel giro di pochi chilometri diventa chiaro che tutto è tarato per farti sentire a tuo agio. La posizione di guida è leggermente rialzata, non quanto su un crossover, ma quel tanto che basta per garantire buona visibilità e una certa sensazione di controllo. Il volante è leggero nelle manovre e più solido quando serve precisione, con una risposta che non entusiasma, ma fa il suo dovere senza incertezze.
Quello che colpisce di più è la capacità di assorbire l’asfalto. Anche su fondi non perfetti, l’auto resta composta, senza trasmettere vibrazioni fastidiose né rollii marcati. Le sospensioni hanno una taratura che riesce a mediare tra il comfort urbano e la stabilità nei tratti veloci. Non è morbida, ma nemmeno rigida come certi modelli che vogliono darsi un tono sportivo a tutti i costi. Su un’auto del genere è la scelta giusta.
Ottimo la modalità di guida “Smart” che passa automaticamente da Eco a Sport senza dover cambiarla premendo pulsanti o comandi vari: placida quando serve, sprintosa nei sorpassi. In accelerazione si avverte una risposta pronta, soprattutto nei tratti cittadini, dove la parte elettrica dà una spinta immediata e silenziosa. Quando subentra il motore termico, la transizione è abbastanza fluida: a volte si fa notare, specie se si forza il passo, ma resta nei limiti di una guida tranquilla.
L’aspetto più convincente resta però la gestione dei consumi. La Clio consente di viaggiare spesso in modalità elettrica, specialmente nei contesti urbani, dove basta una guida minimamente accorta per tenere spento il termico anche per lunghi tratti. In città si riesce a stare ampiamente sotto i 4 l/100 km con un piede leggero, e anche con uno stile di guida più distratto ci si aggira intorno ai 5. In extraurbano i valori si alzano, ma restano competitivi: tra i 4,5 e i 5,5 litri ogni 100 km a seconda del percorso e del passo. L’autostrada è ovviamente il contesto meno favorevole, ma anche lì la media resta interessante per un’auto non plug-in e con 160 cavalli a disposizione.

La transizione tra elettrico e termico è migliorata rispetto alle versioni precedenti. Il cambio multimodo resta una soluzione unica nel suo genere: lavora in modo efficace, anche se non trasmette la stessa immediatezza di un doppia frizione. Tuttavia, è più fluido che in passato e meno soggetto a incertezze nei passaggi di marcia. La sensazione generale è di un sistema affinato, con una logica ormai matura e ben tarata sul comportamento della vettura.
In curva si muove con un equilibrio che non ti aspetti. Lo sterzo non è affilato, ma accompagna bene e trasmette un minimo di sensazioni. L’assetto tiene la traiettoria, con una certa pulizia nei movimenti e senza mai dare l’impressione di essere fuori posto. Anche nei trasferimenti di carico, la Clio si muove composta, lasciando spazio a una guida piuttosto intuitiva.
Nel traffico cittadino è una presenza discreta, agile quanto basta per infilarsi ovunque senza fatica, e fuori città si comporta come una compatta che può reggere bene anche qualche spostamento più lungo, senza far rimpiangere auto di categoria superiore. Tutto sta nel non aspettarsi doti da sportiva, ma equilibrio e facilità. E su questo la Clio ha fatto un passo avanti rispetto alla generazione precedente.
Renault Clio 2026: listino prezzi

La gamma della Clio 2026 parte da 18.900 euro per la versione benzina 115 CV con allestimento Evolution. La versione ibrida E-Tech da 160 CV in allestimento Techno è proposta a 25.900 euro, mentre la Esprit Alpine full optional arriva a 28.300 euro. Nel mezzo, la GPL 120 CV rappresenta un’ottima alternativa per chi punta su bassi costi di gestione: autonomia dichiarata di oltre 1.400 km grazie al doppio serbatoio benzina/GPL.
Il rapporto prezzo/contenuti è favorevole, specie se si considera la dotazione di serie molto ricca: ADAS, infotainment connesso, strumentazione digitale, illuminazione full LED e comfort da segmento superiore.
Rispetto alla diretta concorrente Toyota Yaris Hybrid, la Clio E-Tech offre più potenza, maggiore fluidità nell’erogazione e un feeling di guida più tradizionale, a fronte di un prezzo molto simile.
E per Renault, questo modello rappresenta un tassello strategico nel percorso di contenimento delle emissioni medie di gamma, insieme alla nuova Renault 5 elettrica e alla prossima Twingo.
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