Volvo XC40 Recharge P8

Volvo XC40 Recharge P8. Oltre l’auto c’è di più: cosa abbiamo scoperto a Milano.

Etica a tutto tondo

28 gennaio 2020 - 8:00

Faceva quasi strano pensare che un produttore come Volvo, che fa dell’etica e dell’attenzione all’ambiente uno dei suoi punti di forza, prima di questa Volvo XC40 Recharge P8 non avesse ancora messo in commercio un modello totalmente elettrico, tipologia di motore considerato ad oggi come la più pulita. L’abbiamo vista a Milano, al Volvo Studio, nel corso della presentazione alla stampa europea.

Certo, c’è da considerare che l’azienda svedese ha saputo uscire da una crisi che negli ultimi dieci anni ha visto il suo passaggio dal gruppo Ford a quello cinese di Geely, con conseguente riorganizzazione dell’azienda anche in termini di obiettivi e filosofia. E poi c’è anche da dire che l’elettrico, per come ancora si presenta, va studiato per far sì che sia efficace. E dalle premesse, sembra che in quel di Göteborg abbiano studiato bene al punto dal voler cambiare definitivamente, diventando entro la fine del decennio un produttore di auto elettriche, in diretta concorrenza con Tesla.

Volvo XC40 Recharge P8: oltre l’automobile

Un motore elettrico, almeno secondo il pensiero di Volvo, non significa solamente cambiare tipologia di alimentazione. Significa anche puntare a qualcos’altro, a un’altra esperienza di guida e a una nuova concezione dell’automobile.

L’azienda di Göteborg del resto dimostra la sua attenzione a tematiche più umanistiche rispetto a quella puramente industriale dell’automobile con tutte le attività quasi da “mecenatismo moderno” – passatemi il termine – che promuove e opera al di fuori della stretta promozione delle sue auto. Ne no parlato io stesso quando ho raccontato del suo impegno per la pulizia del Mediterraneo tramite il progetto LifeGate Plasticless; o anche con tutti gli eventi aperti al pubblico che tiene nella sua “dimora milanese”, il Volvo Studio di Via Melchiorre Gioia, come l’assai piacevole concerto corale di Santa Lucia.

La stessa XC40 Recharge pur presentandosi praticamente identica alla sua sorella a motore termico, ne ridefinisce completamente la concezione. Non mi riferisco solamente al fatto che la grande griglia frontale del radiatore sia stata sostituita da un elemento in alluminio in tinta con la carrozzeria, al bianco perlato inedito, ai cerchi più grandi e aerodinamici; né al motore più potente rispetto a quello della versione termica, con i suoi 408CV di potenza uniti a una coppia massima di 660 N/m, spalmati però “solamente” su 180km/h di velocità massima.

Mi riferisco, anzi, proprio a questo, a una potenza così strabiliante che ad alcuni potrebbe quasi sembrare sprecata visto che la velocità non tocca nemmeno i 200 orari. Ma qui non siamo su una sportiva (per quello Volvo ha “scoporato” Polestar), siamo su un’automobile pensata prima di tutto per la comodità e soprattutto la sicurezza sia del conducente sia di chi sta fuori.

Volvo XC40 Recharge P8: la svedese più sicura

Chi conosce bene Volvo sa bene che la sicurezza non è una novità, ma anzi è sempre stato il punto focale dell’etica aziendale. Ecco perché un’auto che pensa al benessere sia del conducente che delle persone deve essere ancora più sicura. Non a caso la batteria, posta al centro del veicolo, è protetta in caso di sinistro da da una sorta di gabbia, e la stessa posizione della batteria riesce a mantenere basso il baricentro della vettura in modo che, se dovesse ribaltarsi, i passeggeri siano meglio protetti.

C’era poi da ovviare al problema dell’assenza del blocco motore – che non è presente nei motori elettrici – e per questo tutta la parte anteriore della Volvo XC40 Recharge P8 è stata rinforzata in modo da rispettare tutti i più severi canoni di sicurezza. Quest’ultima è poi presente anche nel sistema di infotainment, il cui software è stato completamente riscritto ed è diverso da quello di tutti gli altri modelli made in Göteborg.

Il sistema, pur rimanendo ovviamente compatibile con i dispositivi iOS, è interamente basato su Android e include quindi – oltre a delle più superficiali possibilità di personalizzazione – tutti i migliori servizi di Google, come Assistant e Maps, che si possono comandare con la voce sfruttando l’ottima Intelligenza Artificiale di Big G (almeno rispetto a quella di qualunque altro sistema proprietario automotive) e quindi di non distrarsi mai dalla guida.

 Volvo, inoltre, accorcia i tempi di ricarica: la vettura infatti è compatibile con i sistemi a ricarica rapida, che permettono quindi alla Volvo XC40 Recharge P8 di ricaricare la batteria all’80% in circa 40 minuti. Stato delle batterie, della carica e in generale dell’auto sono, naturalmente, controllabili da remoto grazie allo smartphone.

Volvo XC40 Recharge P8: il vero significato di etica

Fin qui ho parlato di etica, di rispetto dell’ambiente e delle persone: un rispetto che non si può garantire solamente presentando un’elettrica sul mercato, o, a livello istituzionale, bloccando l’accesso alle città per chi non ne possiede una. L’etica è ben altro, e la si vede dal processo produttivo, nell’incentivare l’acquisto di un’auto di questo tipo, ma anche nell’incentivare ad usare l’auto con criterio e a un lavoro cooperativo delle persone per ridurre l’impatto ambientale.

Definire il motore elettrico ecologico è vero nel momento in cui si guarda alle sue emissioni, che sono effettivamente nulle. Ma la produzione della batteria non è sempre all’insegna dell’etica, né è sempre detto che la batteria di una vettura elettrica abbia la stessa durata dell’auto che traina.

Volvo ha invece dichiarato di essere al lavoro con miniere ad estrazione di cobalto etica, cosa che può garantire oggi con la block chain; e cosa più importante ha garantito che le batterie sia della Volvo XC40 Recharge P8 sia di tutte le prossime elettriche del marchio avranno la stessa durata dell’automobile, senza quindi che sia necessario sostituirle e con possibilità di andare a operare sulle singole celle qualora dovessero presentarsi dei danni. Il produttore ha poi fatto chiarezza sullo smaltimento di tali batterie, altra nota dolente e per niente chiara agli acquirenti, annunciando che le riutilizzerà per altri scopi (per esempio, come accumulatori per i pannelli solari) e anche che una volta esauste ci sarà la possibilità di estrarne i minerali da composizione.

Ecco perché l’ingresso stranamente tardivo di Volvo nel settore elettrico si spiega con un’attenta analisi di tutte le problematiche, con una soluzione che pare essere in linea con tutta la filosofia aziendale. Queste operazioni si uniscono infatti al progetto dell’azienda di abbassare l’impatto sul clima del 40% entro il 2025, e di renderlo neutro entro il 2050; ma si unisce anche all’impiego di materiali riciclati e naturali per le componenti interne delle sue vetture, che spesso rinunciano alla plastica; o all’impiego di plastica riciclata o ancora meglio carta negli uffici dei suoi dipendenti in tutta Europa.

Volvo XC40 Recharge P8: prezzo e uscita

Il SUV elettrico compatto di casa Volvo arriverà sul mercato nei prossimi mesi, ad un prezzo di circa 60.000 euro. Per incentivare l’acquisto di questo e degli altri modelli elettrificati ibridi plug-in, l’azienda svedese offrirà l’elettricità gratuita per un anno, con un rimborso del costo medio dell’energia.

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