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Patente deteriorata: cosa fare, sanzioni e ritiro

Gli organi di polizia hanno la facoltà di ritirare la patente deteriorata ormai illeggibile.

7 febbraio 2020 - 8:00

Patente deteriorata, che fare? Se la patente è rovinata ed è diventata illeggibile, possiamo incorrere in multe o al suo ritiro. Vediamo come stanno le cose.

Passano gli anni e la patente di guida è il documento che ci permette di guidare le nostre amate automobili praticamente invecchia con noi. Forse un po’ meno nella sua versione plastificata, più moderna, ma le precedenti patenti cartacee simili alla ormai superate carte di identità, sono particolarmente soggette all’usura, al deterioramento e agli strappi. La versione cartacea, in quanto rilasciata dalla Prefettura, fungeva anche da documento d’identità. Per questo motivo, ben venti anni fa, il Governo ha insistito molto per disporre il suo ritiro quando la patente è rovinata e quindi, come dire, impresentabile.

Patente deteriorata: la circolare del Ministero dell’Interno

Sebbene in Italia non esiste nessuna legge che disponga il ritiro della patente perché deteriorata, il Ministero dell’Interno, con una circolare del 1999 è intervenuto su questa materia per fare chiarezza. Il Viminale ha riconosciuto la legittimazione degli organi di Polizia a ritirare le patenti deteriorate illeggibili perché rovinate ogni volta che il documento non è più in condizione di assolvere alla funzione di certificazione della titolarità dell’autorizzazione.

Un orientamento all’epoca accolto anche dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione e dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, secondo il quale una patente rovinata non è più nello stato materiale di assolvere non solo alla funzione di certificazione della titolarità dell’abilitazione alla guida, ma neanche alla funzione di identificazione personale del conducente.

Patente deteriorata: cosa fare?

Le autorità che ritirano la patente deteriorata devono trasmettere immediatamente alla Motorizzazione Civile l’avvenuto sequestro per dare il via al procedimento per il rilascio del duplicato. Il titolare dovrà presentare un documento leggibile entro un determinato termine, normalmente compreso tra i trenta e i quaranta giorni, tempistica ritenuta sufficiente ad ottenere il duplicato. Si tratta però di una facoltà accordata alle Autorità e non di un obbligo.

La scelta spetterà di volta in volta all’agente accertatore, alla sua “sensibilità” e alla sua valutazione circa il reale stato di deterioramento della patente. Infatti, dal punto di vista giuridico dell’atto, la circolare è un atto interno della Pubblica Amministrazione che vincola i dipendenti soltanto da un punto di vista disciplinare senza imporre alcun dovere, facoltà che spetta, invece, ad una norma di legge.

 

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