Santha debutta a Pitti Uomo 109: la “Not for Skate” riporta la sneaker alla sua grammatica più essenziale

Danilo Paura, Manolo Clementi e Marco Raparo presentano sneaker essenziali tra memoria skate anni ’90, materiali vissuti e la nuova Love Cut.

Santha Not for Skate

A Pitti Uomo 109 debutta Santha, nuovo brand di sneaker fondato dal designer Danilo Paura insieme a Manolo Clementi e Marco Raparo. E lo fa con una dichiarazione precisa, già dal nome della collezione: Santha Not for Skate autunno inverno 2026 2027. Un progetto che nasce dal desiderio di rileggere la cultura urbana con uno sguardo consapevole, asciutto, lontano dalle logiche della spettacolarizzazione: qui la sneaker non alza la voce, ma costruisce un’identità attraverso proporzioni, materia e memoria.

La collezione autunno inverno 2026 2027 “Not for Skate” prende forma da un’immagine nitida e volutamente laterale: la scena skate underground degli anni ’90 rimasta fuori dal racconto patinato. Non quella celebrata dal mainstream, ma quella fatta di crew di quartiere, spot improvvisati, cemento dimenticato, rampe costruite a mano, videocassette segnate dal tempo. Un ecosistema grezzo e autentico che diventa materia progettuale: non nostalgia da cartolina, piuttosto un archivio emotivo da tradurre in linee e volumi.

Un debutto a Pitti Uomo 109 che parla di cultura urbana

L’esordio di Santha a Pitti Uomo 109 è costruito su un’idea chiara: la cultura urbana non è un costume, è un linguaggio. E come ogni linguaggio, ha bisogno di misura, coerenza e intenzione. L’autunno inverno 2026  2027 si muove esattamente su questa traiettoria: essenziale, “diretta”, pensata per restare addosso senza diventare un manifesto urlato.

In questo racconto, la sneaker torna a essere oggetto quotidiano e identitario insieme: presenza reale, non totem. È un punto di vista che rifiuta l’effetto vetrina e lavora invece su una sensibilità controllata—quella che riconosce il valore delle cose vissute, delle superfici consumate con dignità, della patina come firma personale.

“Not for Skate”: il ricordo degli anni ’90 come materiale progettuale

Santha Not for Skate sneaker
Image: Santha

Il cuore concettuale della collezione è nella memoria di una scena precisa. Le immagini evocate sono concrete: cemento, rampe fai-da-te, luoghi marginali, supporti analogici “rovinati dal tempo”. Il risultato è una sneaker che assorbe l’idea di autenticità e la traduce in una postura: discreta, sicura, intenzionale.

“Not for Skate” non è una provocazione fine a sé stessa. È piuttosto una presa di distanza da un certo uso superficiale dei codici street: qui l’heritage skate entra come memoria culturale. La collezione non rincorre l’effetto nostalgia: lo attraversa e lo distilla, lasciando che siano i dettagli e l’equilibrio delle forme a parlare.

Evoluzione di linee e proporzioni: dalla Model 1 a volumi più affusolati

Dopo le prime nuove silhouette introdotte nella primavera estate 2026, Santha prosegue il proprio percorso di sviluppo. La Model 1 resta un pilastro identitario del brand, ma l’autunno inverno 2026 2027 apre lo spazio a volumi più affusolati e diretti, costruiti su linee pulite e su un equilibrio delle proporzioni che non sacrifica comfort e morbidezza.

È un passaggio interessante: non si tratta di cambiare pelle a ogni stagione, ma di lavorare per sottrazione, affinando il disegno. Le forme si asciugano, la struttura si fa più netta, l’impatto visivo diventa più controllato. In questo modo la sneaker mantiene presenza, ma evita l’eccesso: resta riconoscibile senza cadere nella retorica del “pezzo che deve farsi notare”.

La palette: terre calde, profondità e materia vissuta

La palette della collezione si muove su toni caldi e profondi—marrone, caramello, terre bruciate—valorizzati da materiali vissuti capaci di raccontare il tempo. Anche qui, il punto non è l’effetto “vintage” come scorciatoia estetica: è la volontà di far entrare l’idea del tempo dentro la materia, come se ogni superficie fosse già predisposta a diventare personale.

Il colore, così impostato, lavora bene con l’approccio di Santha: non è un colore “gridato”, è un colore che costruisce atmosfera. Le sfumature calde dialogano con la dimensione urbana evocata dalla collezione e con la sua componente più tattile: quella che invita a guardare da vicino, a leggere i materiali, a immaginare come cambieranno con l’uso.

Love Cut

Se la Model 1 resta un riferimento identitario, al centro della collezione emerge la Love Cut, descritta come l’interpretazione più immediata del dialogo tra heritage skate e sensibilità contemporanea. La sua forza sta nella sintesi: essenziale nella forma, decisa nell’attitudine, allineata alla filosofia di Santha.

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