BMW Motorrad Se ti abbraccio non aver paura film

BMW Motorrad Se ti abbraccio non aver paura film: il viaggio di Franco e Andrea

BMW Motorrad Italia e Ushuaia Film presentano il documentario "Se ti abbraccio non aver paura", ispirato alla storia di Franco Antonello e del figlio autistico Andrea.

2 aprile 2020 - 15:00

BMW Motorrad Italia è partner di Ushuaia Film nella realizzazione del documentario diretto da Niccolò Maria Pagani “Se ti abbraccio non aver paura”, tratto dal libro omonimo di Fulvio Ervas e ispirato alla storia vera di Franco Antonello e del figlio autistico Andrea.

BMW Motorrad Se ti abbraccio non aver paura film

Il lungometraggio viene presentato oggi in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo. Il film sarebbe dovuto uscire nelle sale cinematografiche, ma la situazione di emergenza sanitaria attuale ha reso impossibile l’organizzazione tradizionale dell’evento, e per questo sia Ushuaia Film, sia Franco Antonello sia BMW Italia hanno scelto di fare un regalo a chi in questi giorni è a casa.

Il legame tra Franco Antonello e BMW Motorrad Italia è andato oltre la passione comune per i viaggi in moto, raccontando l’avventura che Franco insieme al figlio Andrea hanno fatto in sella a una BMW lo scorso anno sulle orme di Marrakech Express.

Franco Antonello ha un figlio autistico, Andrea. Quando Andrea compie 18 anni, padre e figlio decidono di intraprendere un viaggio in moto attraversando tutti gli Stati Uniti, per poi scendere fino al Guatemala. Da quella avventura è nato il libro “Se ti abbraccio non aver paura”, scritto da Fulvio Ervas e pubblicato da Marcos y Marcos.

Nei mesi scorsi, a bordo della loro moto, Franco e Andrea hanno deciso di rimettersi in sella, per attraversare l’Europa e giungere fino in Marocco ai piedi del deserto del Sahara, seguendo la rotta del film Marrakech Express. Da questo nuovo viaggio è nato il film di “Se ti abbraccio non aver paura”, diretto da Niccolò Maria Pagani e prodotto da Ushuaia Film. Un road movie che parla di autismo, di viaggio, e soprattutto del legame tra un padre e un figlio e del coraggio di chi sceglie di non arrendersi mai.

“Viaggiare è sempre stato nel mio DNA fin da piccolo”. Racconta Franco Antonello, che continua: “In moto è come farlo qualche metro sopra tutto e tutti. È come volare. Sono partito dieci anni fa per un folle viaggio in moto di tre mesi con Andrea e questo ha cambiato le nostre vite. Ogni volta che salgo nuovamente in sella è un rinnovare tante emozioni e sensazioni vissute. Il viaggio in Marocco è stato una stupenda e imprevedibile odissea, causa pioggia continua e due uragani incontrati nei giorni del viaggio, ma questo ha reso tutto più vero e reale, con le difficoltà, la tensione e la stanchezza che situazioni così ti propongono. Non una vacanza, ma un viaggio vero, di quelli che segnano il carattere. Ne è uscito un docufilm poco studiato e molto reale, non un viaggio da guardare ma da vivere in sella con noi, dentro fino al collo. In mezzo a tutto questo la sicurezza di una grande moto assieme alla troupe che ci dava continuamente conforto e motivazione ci hanno aiutato davvero tanto. Stavolta, senza questi due importanti elementi saremmo tornati a casa prima senza aver raggiunto il traguardo. Per questo ci tengo a ringraziare BMW e Ushuaia”.

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