Metzeler Cruisetec: il test drive di QM

Metzeler Cruisetc testato in condizioni proibitive, tra temperature invernali e pioggia. Con noi c'era anche Max Pezzali.

2 aprile 2019 - 10:00

Presentato solo pochi mesi fa, il nuovo pneumatico Cruisetec di Metzeler promette prestazioni eccellenti sulle moto custom, paragonabili a quelle di una sport tourer, su asciutto e su bagnato. Non c’è che un modo per verificarlo: provarlo su strada nelle peggiori condizioni, cosa che, nostro malgrado, abbiamo fatto per due giorni decisamente poco primaverili.

Delle caratteristiche tecniche del Metzeler Cruisetec, dedicato alle cruiser e in particolar modo ai modelli Harley-Davidson dal 1999 (ma le misure disponibili si adattano anche a modelli più anziani), ne abbiamo già parlato in occasione della sua presentazione a dicembre al Custombike-Show di Bad Salzuflen e di quella a gennaio durante Motor Bike Expo.

Ora è il momento di testarlo in prima persona. Grazie all’invito ricevuto da Pirelli ci siamo recati in Sicilia, dove l’azienda di pneumatici ha un centro di sperimentazione a Giarre, tra Catania e Messina. È gestito da Salvo Pennisi che, con un team di validi collaboratori, si occupa di sviluppare e collaudare in ogni condizione tutti i pneumatici del gruppo destinati alle due ruote.

L’obiettivo di questo test è far provare Cruisetec direttamente sulle moto per cui è stato creato, sia sull’asciutto sia sul bagnato. Obiettivo purtroppo centrato, in quanto il meteo non sarà molto clemente in questi giorni.

Un ospite d’eccezione: Max Pezzali

Siamo in buona compagnia, visto che oltre a un ristretto numero di giornalisti in rappresentanza delle testate del settore custom, ci sono anche blogger come Paolo Ghiringhelli di Duecilindri, customizer molto noti come Giorgio Galli di Asso Special Bike, Lorenzo Nisi di Bad Boys Garage, Emiliano Damia di ED Special, Alessandro Piacentini di DynaMite Garage, ma anche Cristian Tomasini del dealer Harley-Davidson Brescia. A proposito di concessionarie Harley, quella di Brescia è una tra le poche a essere rivenditore ufficiale Metzeler, dato che purtroppo c’è ancora la convinzione che le gomme di primo equipaggiamento marchiate Harley-Davidson siano le migliori. Tra poco ci accorgeremo di quanto questa affermazione sia lontana dalla verità.

Tra gli invitati anche rappresentanti del mondo motociclistico femminile, come Giulia Arzuffi di Gallery Motorcycles e Ilaria Gelain, una delle organizzatrici del Women Motors Bootcamp. All’elenco si aggiunge un ospite d’eccezione: Max Pezzali, questa volta non in veste di cantante ma bensì di dealer Harley-Davidson Pavia, altra concessionaria H-D che è anche rivenditore Metzeler. Max si rivelerà un ottimo compagno di viaggio, oltre che il primo a “tuffarsi” senza remore in mezzo alla pioggia per oltre 100 chilometri di fila. A dimostrazione di ciò ho ancora la sua tuta antipioggia marchiata H-D che mi ha lasciato come indelebile ricordo di questa avventura insieme…

Un test completo

Dopo la presentazione della sera, tenuta presso lo Zash Country Boutique Hotel di Archi-Riposto (CT) dall’ingegner dall’ingegner Silvio Frare, Head Of Product del comparto Moto Pirelli, il giorno successivo ritiriamo le moto presso il centro di Giarre, dove incontriamo i collaudatori di Salvo Pennisi che ci guideranno per le strade delle province di Catania e Messina. In testa al gruppo sempre il valido Vincenzo Bonaccorsi che, su strade che conosce a memoria, tiene un ritmo allegro ma mai eccessivo.

A disposizione una buona rappresentanza di modelli Harley-Davidson più recenti, messi a disposizione dalla concessionaria Harley-Davidson Catania di Gaetano Prudente ma anche i modelli Scout e Scout Bobber di Indian Motorcycle, arrivati direttamente dalla Germania.

Tra i modelli della casa di Milwaukee sono a disposizione Sportster Iron 883 e 1200, un Softail Slim 2017 Twin Cam 103, Softail 2018 Milwaukee-Eight Heritage Classic 114 e Fat Bob, mentre per la famiglia Touring un Road Glide 2018 con motore Milwaukee-Eight. Quanto basta per farsi un’idea delle prestazioni di questa gomma.

Cruisetec su Harley-Davidson e Indian

L’inizio del test comincia con il mezzo meno adatto alla mia stazza: la Indian Scout Bobber. Altezza sella di 649 mm, manubrio ravvicinato e pedane alte non sono, almeno per me, il massimo del comfort e mi impediscono di sfruttare a fondo i 100 cavalli del bicilindrico da 1.133 cc, ma nonostante questo la direzionalità e l’appoggio in curva del Cruisetec impressionano fin da subito.

Va un po’ meglio con la Scout standard, con la quale riesco a piegare un po’ di più e a testare il limite di tenuta di questi pneumatici, che non raggiungo nemmeno su questo modello più “sportivo”. Lillipuziano anche l’Iron 883 con il quale però ho più confidenza e in curva si arriva presto a limare i piolini dei poggiapiedi.

Sceso dall’883 Euro 3 e salito sull’Iron 1200 Euro 4 noto subito che le nuove norma antinquinamento hanno mietuto diverse vittime: del carattere brioso del “vecchio” small block 1200 è rimasto ben poco. A questo si aggiunge una frenata all’anteriore poco pronta e molto spugnosa, invitandomi quindi per questi motivi ad andature più tranquille. In questa occasione riesco a saggiare le doti di comfort del pneumatico.

Successivamente salgo anche, nell’ordine, su Heritage Classic 114, Road Glide e su uno Slim Twin Cam del 2017, lasciando il Fat Bob, la mia Softail preferita, per ultima e ritrovandomi a guidarlo sotto una pioggia battente.

Metzeler Cruisetec: sull’asciutto

Su fondi asciutti le differenze rispetto al già ottimo ME 888 Marathon Ultra, pur se non eclatanti, almeno per chi come me le monta già, si notano comunque. Il profilo, come per il Marathon Ultra, è più arrotondato rispetto a quelle di primo equipaggiamento e questo comporta una maggiore agilità della moto, fattore determinante soprattutto quando si guida un mezzo da 300 kg che monta all’avantreno un pneumatico da 150 o 160 mm, come nel caso di modelli Softail come Fat Bob e Fat Boy, o un posteriore da 240 mm come su Breakout, FXDR 114 o ancora sui Fat Boy di ultima generazione.

Ottimo feeling

La sensazione di minore stabilità in rettilineo è decisamente solo tale, una semplice sensazione, dovuta al fatto che le coperture OEM hanno un profilo drasticamente più piatto. Bastano pochi chilometri per accorgersi di quanto la gomma Metzeler infonda sicurezza.

Di contro in curva si sente il maggior feeling di questi pneumatici e lo “scalino” di quelli originali è solo un ricordo. Il posteriore bimescola promette un chilometraggio adeguato, seppur inferiore rispetto a quello del Marathon Ultra.

In pratica la mescola centrale resiste all’usura tanto quanto quella del “Triple Eight”, mentre quella dei fianchi e del pneumatico anteriore sono più morbide e dunque l’anteriore soprattutto si consuma prima, mentre il consumo del posteriore è direttamente proporzionale alla vostra capacità di limare le pedane.

Sulla carta il Cruisetec si presenta, almeno dalle dichiarazioni della Casa costruttrice, poco meno confortevole del Marathon Ultra ma a noi non ha dato questa impressione. Anzi sui tratti di strada dissestati la sensazione è quella di un perfetto assorbimento delle asperità, considerando anche che le sospensioni originali delle Harley sono quasi tutte a corsa corta, mentre sulle Indian il compito dei pneumatici è decisamente facilitato da un comparto meno rigido. Sulle lisce strade che portano all’Etna invece si rivelano confortevoli e trasmettono pochissime vibrazioni.

La discesa in piega è dolce e graduale e si raggiungono angoli impensabili, tanto che arriva molto prima il limite della moto di quello dei pneumatici. Vi basti guardare come abbiamo conciato non solo le pedane, ma anche i poggiapiedi del passeggero, di un povero Softail Slim passato di mano a tester di ogni genere, dai più tranquilli ai più scalmanati.

Metzeler Cruisetec: sul bagnato

Dopo qualche ora di tempo clemente arriva il primo acquazzone. Sul bagnato le cose cambiano… in meglio. Se sull’asciutto è molto difficile con una pesante Harley mettere in crisi qualsiasi tipo di pneumatico, l’assenza di qualsiasi tipo di Traction Control (e su molti modelli pre-2104, pure dell’ABS), l’elevata coppia dei bicilindrici e il peso non indifferente sono tutte variabili che su fondi scivolosi mettono a dura prova la tenuta dei pneumatici.

In strada…

Riusciamo a provare i Cruisetec anche a temperature invernali, visto nei pressi del Rifugio Quota 1000 di Randazzo, dove effettuiamo una provvidenziale sosta pranzo, la temperatura è inferiore ai 10 gradi e salendo ancora sull’Etna tocchiamo i 2 gradi e c’è anche una fitta nebbia, oltre che asfalto perennemente bagnato. Per fortuna in questa occasione sono a bordo di un comodo Road Glide, moto solitamente piuttosto impegnativa da guidare sul bagnato, ma in questo caso il mio unico impegno è quello di selezionare la playlist giusta dall’impianto di Infotainment: Smoke On The Water dei Deep Purple mi sembra indicato alla situazione.

… in pista…

L’occasione per provare i Cruisetec in tutta sicurezza sul bagnato ci è offerta utilizzando la Pista Santa Venera Circuito dell’Etna, bagnata artificialmente, dove nel pomeriggio del primo giorno testiamo su due modelli identici (Softail Slim) le differenze tra le coperture originali e le Cruisetec. Differenze che sono tutt’altro che marginali, visto che il comportamento dinamico sembra quello di due moto differenti.

L’entrata in curva è sicura e si può arrivare a pinzare anche in maniera vigorosa prima di sentire in azione l’impianto ABS. Accelerando in uscita di curva la trazione è salda e la traiettoria rimane quella impostata.

Anche spalancando il gas la perdita di aderenza è graduale e perfettamente controllabile. Cambiando moto, al confronto sembra di stare su un cavallo imbizzarrito, ma quello che cambia è anche la sensazione psicologica di sicurezza.

Sul kartodromo si sfidano due tra i customizer più veloci: Emiliano Damia di Ed Special e Lorenzo Nisi di Bad Boys Garage. Il primo ha corso in pista con le Aprilia RSV 1000 e attualmente predilige customizzazioni su modelli V-Rod con elaborazioni fino a oltre 200 CV, Lorenzo invece è stato il primo customizzatore italiano a modificare una Indian Scout Sixty con la sua Project 20, nonché il primo a salire in sella al prototipo della FTR 1200 Custom, con la quale ha vinto la gara di accelerazione Sultans of Sprint in occasione di The Reunion 2018 a Monza.

Inutile dire che non c’è gara tra i due. Nel senso che entrambi riescono ad avere la meglio sull’avversario solo quando guidano lo Slim con montati i Metzeler, mentre perdono preziosi secondi con quelle OEM, in ingresso curva con una frenata anticipata e una velocità inferiore, in uscita cercando di controllare le vistose sbandate del retrotreno. Date un’occhiata alle foto comparative (Cruisetec a sinistra) e vi farete un’idea.

… e di nuovo in strada

Il giorno successivo invece a “bagnare la pista” ci pensa Giove Pluvio con una pioggia incessante che non lascia tregua per quasi tutta la giornata. Ottima situazione per testare Cruisetec sul bagnato, anche se la location siciliana ci a ispirava temperature più miti e un meteo più clemente.

E finalmente salgo sul Fat Bob, in questo caso equipaggiato del Milwaukee-Eight 107 da 87 CV e 145 Nm di coppia, e non, come speravo, del più esuberante 114 c.i. da 94 CV e 155 Nm di coppia. Ma l’ottima ciclistica, la compattezza generale e una posizione di guida per me ottimale, ne fanno la moto con la quale riesco a essere più veloce.

Prova estrema

Il fondo è completamente bagnato e dopo un percorso misto stretto, durante il quale l’avantreno si rivela molto rapido negli inserimenti in curva e con un appoggio sicuro, decido di fare la “manovra ignorante”, che però a quanto pare fanno spesso anche i collaudatori di pneumatici, da quanto mi dicono. In un tratto di strada deserta, durante l’ultimo photoshooting mi piazzo con entrambe le ruote sulla riga di mezzeria, spalanco il gas, lascio la frizione e… il Fat Bob anziché far girare a vuoto la ruota da fermo, manco fosse quella di un criceto, parte di scatto con il retrotreno che innesca delle controllabilissime, e piacevolissime scodate, ma riprende trazione dopo pochi metri.

Questa è ovviamente una situazione estrema, che ho voluto provare sulla moto che mi dava più confidenza, ma rende l’idea di quanto il Cruisetec sia superiore alla concorrenza sul bagnato. Test effettuati dalla casa costruttrice su una Ultra Limited (416 kg in ordine di marcia) affermano che sul bagnato in frenata a 85 km/h, Cruisetec si ferma 4 metri prima del miglior prodotto della concorrenza.

Da quello che verifico pinzando con forza il doppio disco anteriore da 300 mm, ormai senza alcun timore, credo che i dati siano arrotondati per difetto. In ogni caso una tale misura in città significa la differenza tra tamponare un’auto o tornare a casa indenni.

Considerazioni

Il segreto dei Cruisetec è una formula vincente di disegno battistrada e mescole. Tutte le caratteristiche tecniche le trovate qui.

L’unico senso che rimane forse poco appagato dai Cruisetec è quello visivo, ma solo su determinati modelli. Se il disegno del battistrada, derivato da quello delle sport touring e del Marathon Ultra, si sposa benissimo sugli Sportster, sui moderni Softail così come sui Dyna da sparo Club Style e sulle Touring come il Road Glide, l’impatto estetico su modelli più datati è sicuramente meno gradevole, ma quando si parla di pneumatici sicurezza batte estetica a mani basse, non si discute.

E con questi Cruisetec potete veramente sentirvi tranquilli e sicuri con ogni condizione atmosferica. Gli unici limiti sono quelli della ciclistica e il vostro.

Come accennato, sul fronte dei consumi è la Casa stessa che dichiara una percorrenza inferiore a quella del Marathon Ultra, dedicato ai grandi viaggiatori. Personalmente sul mio Dyna ho già percorso con gli 888 già più di 10.000 km e sono ben lontani dal necessitare una sostituzione.

Considerando che in passato ho montato pneumatici specifici di altre marche con cui ho percorso tra gli 8.000 e i 20.000 km, senza avere altrettanta trazione sul bagnato, al momento Cruisetec sembra davvero un prodotto vincente su tutti i fronti.

Foto: Fabio Grasso, Salvo Di Bella

La pagella

Pregi

  • Prestazioni sull’asciutto
  • Stabilità
  • Comfort
  • Tenuta sul bagnato
  • Silenziosità
  • Prezzo

Difetti

  • Disegno troppo moderno per le “old school”
  • Scarsa disponibilità presso concessionarie ufficiali Harley-Davidson

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