Women Motors Bootcamp: ci sono andato davvero

Un infiltrato maschio a un raduno di sole donne motocicliste. Com'è andata? Bene, anzi benissimo.

18 marzo 2019 - 9:35

Avete presente quando arrivate a una festa senza aver letto bene l’invito che recita “serata di gala” o “cravatta nera”, ma voi arrivate in jeans e giubbotto? E se avete un minimo di dignità vi sentite giustamente a disagio per non aver rispettato i voleri del padrone di casa e aver invaso il suo spazio in maniera poco consona.

Più o meno è quello che ho provato io i primi secondi in cui sono entrato al primo Women Motors Bootcamp e mi sono trovato di fronte più di 400 motocicliste. Avendo avuto poi la bella pensata di andarci con la mia Harley, dotata di scarichi non proprio a norma, di teste (dai capelli lunghi) che si sono girate al mio arrivo ce ne sono state parecchie.

Il mio aspetto non lasciava spazio a dubbi: ero un intruso e, vista la stazza, anche piuttosto ingombrante. Ma l’imbarazzo si è sciolto in pochi secondi e la situazione è stata totalmente diversa da quella poc’anzi descritta.

Come qualcuno di voi sa già, il primo Women Motors Bootcamp non è il classico raduno motociclistico, primo perché non c’erano solo moto, ma anche auto e aerei, e secondo perché era strettamente riservato alle donne.

Come nasce il Women Motors Bootcamp

Gran parte del citato imbarazzo è sparito dopo l’incontro con Domitilla Quadrelli, una delle organizzatrici. Di lei colpiscono, oltre all’evidente bellezza (ha partecipato a Miss Italia vincendo la fascia di Miss Sasch Modella Domani Emilia Romagna, quindi maschietti che pensate di essere fighi sulla vostra moto, datevi una regolata), la sua incredibile passione per la moto (ne possiede cinque) e per il mondo dei motori, oltre che la simpatia e le sue vulcaniche idee, che condivide con le sue amiche con cui ha organizzato questo primo Bootcamp.

Domitilla è promotrice di diverse attività come Officine Vivaldi, che importa le mitiche roulotte made in USA Airstream ma anche Food Truck e scuola bus americani modificati come il suo Cool Bus, con il quale organizza viaggi verso i raduni di tutta Europa come il celebre Wheels and Waves.

La location scelta è decisamente fuori dagli schemi: l’Aeroporto di Boscomantico, a poche centinaia di metri dal quartiere Chievo di Verona. Un piazzale di 29.000 metri quadrati tra hangar di aerei e pista di atterraggio. L’atmosfera da bootcamp americano è amplificata dalla presenza dei numerosi mezzi made in USA forniti dallo sponsor Officine Vivaldi.

Le sue “complici” sono Estelle e Ilaria ma il WMB è un continuo viavai di ragazze che, ognuna a modo suo, esprime la propria passione per il mondo delle due ruote. C’è la grande viaggiatrice, la sportiva, la fuoristradista, la biker, perfino la stunt girl Bianca Malogioglio.

Io che arrivo dal mondo biker, quello dei “duri” delle Harley, mi sento un po’ un dinosauro, nel senso di animale estinto. Certo è che in questa situazione trovare qualcuno con il cromosoma Y è davvero un’impresa.

Vietato l’ingresso… agli uomini

La “selezione all’ingresso” è severissima. A parte giornalisti, fotografi e istruttori, l’ingresso al Women Motors Bootcamp è tassativamente vietato agli uomini. Nel parcheggio esterno intravedo però degli “orfani dei centri commerciali”, pazientemente seduti in macchina ad aspettare le proprie consorti. All’imbrunire sono ancora lì. C’è chi proprio non capisce che una giornata per le donne deve essere tale dal mattino alla sera. Contenti loro.

Il primo giorno del WMB coincide, non a caso, con l’8 marzo e il programma delle ragazze prevede la cena presso lo Special Mr. Martini in via Tombetta a Verona. Non oso immaginare la faccia dell’amico Nicola Martini quando vedrà il suo locale “invaso” da centinaia di fanciulle. La serata di sabato trascorre invece presso il suggestivo ristorante dell’aeroporto.

Il sabato è anche la giornata clou che vede il maggior numero di presenze, che nei tre giorni sono arrivate a ben 445. In questa giornata le tende militari e i gazebo adibiti alle varie attività sono gremiti di fanciulle.

Inutile dire che mi avvicino a tutti, uno alla volta, con lo stesso stile di Pasquale Amitrano in Bianco, rosso e Verdone quando, dopo essere uscito dal cesso dell’autogrill con la maglietta a mezza panza, e un attimo prima di accorgersi che gli hanno fregato le borchie dell’Alfasud, si avvicina timidamente alla comitiva di tedeschi per ascoltare le loro battute e ridere sguaiatamente. Per mia fortuna non suscito gli stessi sguardi di sdegno tra le partecipanti e mi limito a seguire le “lezioni”.

 

Le scuole e i corsi

Al Women Motors Bootcamp si va dalle nozioni di Enduro e Motorally, tenute da Lady Enduro Project, con particolare attenzione a lettura del road book, del GPS e della strumentazione da rally, a quelle di meccanica e riparazione pneumatici della Scuola Moto by Pakelo e di saldatura di Saldatrici Arroweld, per passare ai rudimenti di flat track della Di Traverso School fino a quelli di Krav Maga, una forma di combattimento molto efficace di origine israeliana, utilizzata dalle forze speciali e dal Mossad, tenuti da Krav Italia. Poco più in là c’è la scuola di drifting della Pattuglia Acrobatica 75 di Villafranca e dalla parte opposta quella di guida per principianti tenuta da Donneinsella, mentre per chi ha già la patente ci sono i Demo Ride BMW Motorrad o quelli Yamaha guidati da Alberto Cecotti e i Tom Tom Rides per provare i navigatori.

Di fronte l’area relax con divani ma anche un’area massaggi. A rifocillare le signore ci pensano l’Airstream di Rocket Truck e il Citroën Type H d’epoca di Bustaffa, che non smettono mai di sfornare spuntini. Il biglietto d’ingresso dà diritto a cibo e bevande analcoliche non stop, ma guarda caso, con una predominanza schiacciante di donne, non c’è la solita vergognosa ressa tipica dell’happy hour. E per chi non può fare a meno dello shopping c’è anche un piccolo corner dove è possibile acquistare la T-shirt dell’evento e qualche gadget.

Partecipanti da tutta Europa

Molte le ragazze provenienti da diverse regioni d’Italia ma anche dall’estero, come le fondatrici di Camp VC London, altro evento tutto al femminile. Il bello di queste donne è che molte di loro arrivano anche da sole per provare questa esperienza unica, anche se non mancano i gruppi già consolidati. Tra questi, nel pomeriggio di sabato arrivano le Ladies of Harley del Comitato Organizzatore del 1° HOG Ladies National Run, in programma il 28 e 29 settembre sul Lago d’Iseo, capitanate da Francesca Gelmi, un’altra tipa tosta che conosco da anni, neo director del Brescia HOG Chapter, una carica che poche donne hanno ricoperto dal 1983, anno di fondazione dell’Harley Owners Group a livello mondiale.

Nel frattempo conosco anche Ilaria e Giulia, con le quali tra pochi giorni ci ritroveremo in Sicilia a provare su Harley e Indian il nuovo pneumatico Cruisetec, invitate da Metzeler come rappresentanti del mondo femminile su due ruote. Giulia lavora presso il customizzatore Gallery Motorcycles, quanto a Ilaria ve la presenterò tra poco.

Con la testa tra le nuvole

Ma Women Motors Bootcamp non è solo motori di moto (e auto). Se si svolge all’interno di un aeroporto un motivo ci sarà. Nei tre giorni vengono effettuati, dal locale Aero Club Verona, voli turistici in aeroplano sopra il Lago di Garda e anche lanci con paracadute in tandem con Skydive Verona.

C’è anche chi non arriva al WMB in moto. È il caso di Caterina Manzini, un’affascinante morettina che giunge da Reggio Emilia e quando le chiedi “quanto ci hai messo ad arrivare?” risponde sorridendo “una mezzoretta”.

La domanda successiva, a parte la classica “ma con che razza di moto hai fatto 120 km in mezzora?” è l’altrettanto ovvia “ma sei arrivata volando?”. E lei sorridente, come se stesse parlando della sua nuova utilitaria a quattro ruote, mi mostra invece il suo piccolo monomotore biposto, un Mudry CAP 10.

Appena lo vedo mi vengono in mente le parole di P.E. Baracus dell’A-Team: I ain’t gettin’ on no plane! In effetti penso che neppure io ci salirei, ma forse in sua compagnia sì, alternativa ben più piacevole a quella escogitata dal colonnello Hannibal Smith per far volare il muscoloso ma aerofobico sergente Baracus sull’aereo di Murdock il matto, dopo averlo stordito o addormentato. Avrei dovuto capirlo subito che quella tuta da aviatore da lei portata con tanta eleganza non era un vezzo estetico ma la sua seconda pelle.

Infatti Caterina è un pilota acrobatico professionista. E credo sia anche capace, nel caso dovesse portare con sé qualche uomo rompiscatole, di “cappottare” l’aereo a testa in giù, ma preferisco non scoprirlo. Dopo essersi congedata, una volta fatti i dovuti controlli al suo mezzo e aver verificato che lo spazio aereo sopra Boscomantico è libero, Caterina ci saluta con un paio di “voltige” prima di scomparire nel cielo.

Motorsport is dangerous?

L’unico motore che è rimasto in silenzio in questi tre giorni di Women Motors Bootcamp è stato quello dell’ambulanza presente per garantire la sicurezza delle partecipanti. A parte qualche innocua scivolata sulla pista da flat track non c’è stato nessun incidente. Capito uomini malfidenti?

Con le premiazioni del Photo Contest, nella giornata di domenica, finisce anche questo evento di motori tutto al femminile. Tredici sono le ragazze premiate per le loro foto pubblicate sui social tramite l’hashtag #wmbootcamp. In attesa di una seconda edizione lasciamo a tre protagoniste la parola, così finalmente avrete un parere più autorevole su questo WMB 2019. Prima però qualche testimonianza e i numeri di questo evento.

 

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