MV Agusta F4 Claudio, tributo all’estro e al genio italiano

Tributo alla "moto più bella del mondo" nata dall'estro di Massimo Tamburini e dall'intuizione di Claudio Castiglioni

24 aprile 2019 - 9:00

MV Agusta F4 Claudio è il punto più alto di una storia straordinaria, capace di cambiare radicalmente la concezione stessa di moto sportiva. Frutto dell’estro di Massimo Tamburini e dell’intuizione di Claudio Castiglioni, che ha voluto definirne personalmente ogni dettaglio, la MV Agusta F4 è stata presentata al pubblico nel 1997, divenendo subito “la moto più bella del mondo”.

Il lancio ha segnato il trionfale ritorno sulle scene di MV Agusta, il marchio che più di ogni altro è sinonimo di vittorie straordinarie, epopee iridate rimaste nella memoria collettiva. MV Agusta F4 Claudio, che la casa Varesina ha svelato lo scorso autunno, è il tributo a un uomo che ha dedicato la sua vita alla bellezza, modellando prima nella mente e poi con il lavoro una moto inimitabile per stile, prestazioni e cura dei dettagli. MV Agusta F4 Claudio è l’espressione più alta – e finale – di un sogno realizzato.

La base tecnica della MV Agusta F4 Claudio è costituita dalla F4 RC, l’evoluzione estrema e di stretta derivazione racing del progetto F4. I punti di contatto con la moto che difende i colori di MV Agusta nel Campionato Mondiale Superbike sono molto numerosi, ed entusiasmanti si confermano essere le prestazioni.

MV Agusta F4 Claudio: motore

Il regime di intervento del limitatore è fissato a 14.200 giri/min; le bielle sono in titanio, in modo da offrire il miglior rapporto tra resistenza e peso. L’albero motore è stato specificamente bilanciato e alleggerito per questo propulsore Corsa Corta, che celebra orgogliosamente l’originalità del progetto grazie alla catena di distribuzione centrale, perfettamente equilibrata, e alle valvole disposte radialmente nella camera di combustione. La potenza massima in configurazione pista è di 212 Cavalli (158 kW) all’albero a 13.450 giri/min, con la coppia che si attesta a 115 Nm (11,7 kgm) a 9.300 giri/min. In questa configurazione estrema la F4 Claudio monta lo scarico racing completo a doppia uscita SC-Project in titanio con centralina dedicata. In allestimento standard, omologato per l’utilizzo stradale, la potenza massima raggiunge i 205 cv (151 kW).

La dotazione elettronica attinge largamente all’esperienza accumulata in anni di competizioni nel Campionato Mondiale Superbike. Le mappe, la cui selezione è istantanea grazie alla pulsantiera racing destinata in esclusiva alla F4 Claudio, sono 4: alle tradizionali Normal, Sport e Rain si affianca la Custom, che permette di personalizzare ulteriormente i parametri di intervento, come ad esempio la risposta del comando gas e il freno motore. Il controllo di trazione, che si avvale di una evoluta e completa piattaforma inerziale, contempla otto livelli d’azione, ingrado di assecondare le esigenze del pilota in tutte le condizioni di guida, dalla pista con asfalto ad alta aderenza, alla strada confondo bagnato o sdrucciolevole. Di serie è montato il cambio elettronico MV EAS 2.0, con assistenza elettronica Up&Down.

La MV Agusta F4 Claudio può contare su una ulteriore dotazione: oltre alle pulsantiere racing a destra e a sinistra, è montato il cruscotto AIM con acquisizione dati, GPS integrato e software specifico. Soprattutto in pista permette di monitorare con estrema attendibilità il comportamento dinamico della moto, a vantaggio delle prestazioni e del divertimento nella guida. Questo componente è stato personalizzato in esclusiva per MV Agusta e offre una grafica dedicata.

MV Agusta F4 Claudio: ciclistica

La prima F4 ha introdotto lo schema del telaio con struttura mista, che prevede cioè un elemento a traliccio in tubi di acciaio CrMo e due piastre in lega di alluminio. La F4 Claudio ripropone questa soluzione, che affianca all’originalità concettuale e stilistica un’indubbia efficacia, considerati gli eccellenti valori di rigidità. Sulle piastre trova alloggio il perno di fissaggio del monobraccio: quest’ultimo è realizzato in lega di alluminio e consente un’escursione della ruota pari a 120 mm. Le raffinate unità ammortizzanti Öhlins garantiscono la massima efficacia, anche nell’utilizzo in pista.

La forcella USD tipo NIX 30 con trattamento superficiale TiN e steli di 43 mm di diametro dispone della regolazione manuale separata in compressione (lato sinistro) e in estensione (lato
destro), nonché della regolazione del precarico molla. Oltre al fatto di essere una unità dalle caratteristiche tecniche eccellenti, ha un aspetto esclusivo e dedicato alla F4 Claudio, come si evince dai foderi neri. Stesse opportunità di intervento ma tramite registri in alluminio anodizzato sull’ammortizzatore TTX36 con serbatoio piggyback.

Una nota sugli pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa, nelle misure 120/70 ZR17 anteriore e 200/55 ZR17 posteriore: la spalla è caratterizzata dalla colorazione dorata, un’altra soluzione
estetica riservata alla F4 Claudio. Le quote della ciclistica descrivono perfettamente l’attitudine supersportiva di questo modello: interasse di 1.430 mm, avancorsa di 100,4 mm e altezza sella di 830. La capacità del serbatoio carburante è di 17 litri. Eclatante il peso a secco: 183 kg in configurazione standard, 175 con scarico SC-Project e centralina dedicata.

MV Agusta F4 Claudio: impianto frenante

L’impianto frenante sfrutta la massima evoluzione tecnica che Brembo, leader mondiale nel settore, mette a disposizione per modelli di altissima gamma. Le pinze radiali monoblocco Brembo Stilema a 4 pistoncini (diametro 30 mm) sono azionate da una pompa anch’essa radiale. I due dischi anteriori (diametro 320 mm) si avvalgono della tecnologia Brembo Racing con sistema T-Drive, fascia frenante in acciaio e flangia in alluminio. Più in dettaglio, l’accoppiamento tra fascia e campana – qui alleggerita da lavorazioni CNC – avviene senza nottolini, con il risultato che la coppia frenante viene trasferita in modo più efficace e al contempo cresce la resistenza agli stress termici e meccanici. Il T-DRIVE permette al disco di flottare sia in senso radiale sia in senso assiale e riduce il peso complessivo del disco.

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