Quanto aiuta il Mild Hybrid? Una domanda che mi sono posto quando per la prima volta sono salito a bordo della Mercedes Classe C 300 d, proposta intermedia tra le berline più compatte della Casa della Stella, Classe A e Classe B, e le grandi Classe E e Classe S. Vi racconto come è andata la mia prova e come, rispondendo subito al quesito iniziale, l’aiutino ibrido mi abbia aiutato a risparmiare gasolio in una gita fuori porta.

Mercedes Classe C Mild Hybrid: me la consigli?

Premetto: rispetto alle berline, da sempre, preferisco i Suv per una questione di spazio e di comfort alla guida. Non posso negare però che sulla Mercedes Classe C ho guidato in un ambiente che mi ha ricordato il salotto di casa. In questo, diciamolo subito, il modello rispetto al passato ha fatto un importante passo avanti, avvicinandosi alle berline di taglia superiore.

Detto ciò, non la consiglierei a tutti. Il fatto stesso che la Mercedes Classe C Mild Hybrid della prova sia una berlina limita senza dubbio un po’ il suo raggio d’azione: lo spazio non manca, anche dietro, ma se hai una famiglia con due o tre figli di certo non è abbastanza. In questo caso, tutta la vita una station wagon. Lei, invece, te la consiglierei se sei un giovane sposato con un figlio o, in alternativa, se sei un manager di mezza età che viaggia da solo o con la moglie e che cerca più l’eleganza delle prestazioni.

Sia chiaro, i 265 Cv della C 300 d che ho provato sono in grado di regalarti note di divertimento, specie nelle curve, ma se desideri lo sprint di fascia alta, allora la S è una scelta decisamente più adatta a te. La Classe C, di contro, con il Mild Hybrid ti consente di risparmiare qualche euro di carburante sui lunghi viaggi senza dover ricaricare la batteria come sulla versione ibrida plug-in, e di trascorrere tante ore in macchina comodo e rilassato.

Per approfondire questo concetto, ecco la mia prova consumi, effettuata in una domenica di fine inverno su percorsi misti e autostrade, per un totale di 420 km.

In viaggio con la Mercedes Classe C

Partenza da casa mia, sui colli piacentini, con destinazione Valsassina, in provincia di Lecco. Appena salito a bordo, faccio un piccolo ripasso sui motori della nuova Classe C: il sistema Mild Hybrid a 48 Volt garantisce potenze da 170 Cv a 265 Cv.

Su questa versione, come detto, posso sfruttare l’accoppiata tra il motore 2.0 diesel e l’elettrico di supporto al massimo della cavalleria, in abbinamento all’ineccepibile cambio automatico 9G-Tronic a nove rapporti.

Motore Mercedes Classe C Mild Hybrid

La prova consumi della Mercedes Classe C Mild Hybrid

Bastano pochi km per capire che la Classe C è una vera stradista. O meglio, autostradista. Nel primo tratto di 165 km, con oltre la metà, 85 km, in autostrada e il resto su superstrade e statali veloci, ho consumato 6,8 litri/100 km. Da casello a casello, ho tenuto una velocità costante di 130 km/h grazie all’utilizzo del Distronic Plus, il Cruise Control targato Mercedes.

PERCORSOKM EFFETTUATICONSUMI (IN LITRI)EURO/LITROCOSTI
Colli piacentini-Valsassina (primo parziale)16411,271,94921,97 euro
Anello della Valsassina (secondo parziale)7951,8449,22 euro
Valsassina-Colli Piacentini (terzo parziale)17411,891,85822,09 euro
Totale viaggio417 KM28,16 LITRI53,28 EURO

In Valsassina ho percorso invece circa 80 km tra le curve, sull’anello che dalle montagne conduce a Bellano, sul lago di Lecco, e successivamente di nuovo in valle attraverso il capoluogo di provincia: e qui, schiacciando un po’ di più sull’acceleratore a attivando in alcuni tratti la modalità Sport, che rende la vettura più scattante e briosa, la media è salita a 8,7 litri/100 km.

Test drive Mercedes Classe C Mild Hybrid

Tornando verso casa, i consumi sono tornati ad essere quelli dell’andata, sotto i 7 litri/100 km, anche grazie al sistema Mild Hybrid, che in discesa, con il piede staccato dall’acceleratore, favorisce il risparmio di carburante grazie al supporto della piccola unità elettrica. In totale, dopo 417 km ho consumato poco più di 28 litri di gasolio e speso 53 euro. 

Non male, in generale, considerando la categoria della vettura. Anche se occorre fare una precisazione. Se in autostrada il comfort è ai massimi livelli e la spesa è stata minore di quanto mi aspettassi, tra le curve la Classe C diventa più brillante e aggressiva, ma sempre incollata alla strada. In questa fase, mi sono letteralmente dimenticato di essere al volante di un’ibrida. Con un maggiore aggravio sul consumo.

Se il pro dell’ibrido leggero è quello di non dover ricaricare la batteria, il contro è l’utilizzo limitato del motore elettrico.

Eleganza senza esagerare

Fuori la Mercedes Classe C 300 d è una “Essina”. Tant’è che quando l’ho ritirata in concessionaria ho portato con me una foto della sorella maggiore, per certificarne la somiglianza. Che indubbiamente esiste.

Retro Mercedes Classe C Mild Hybrid

L’aggiornamento dello stile, promosso nel 2021, ha comportato un aumento della lunghezza, fino a 4,75 metri, e del passo, che raggiunge i 2,8 metri. Le linee sono decisamente più sinuose e sportive, con un frontale elegante, dominato dai fari affilati e dalla trama che fa da contorno al grande logo della Stella, ma non esagerato.

Mi ha convinto un po’ meno, invece, il posteriore, con il doppio terminale di scarico utile soltanto per l’estetica, e la coda rialzata, che limita la visibilità nelle manovre. Per fortuna, è il caso di dirlo, c’è una bella retrocamera che aiuta.

Mercedes Classe C Mild Hybrid sedili anteriori

All’interno, invece, la seduta di guida è ottima: regolando il sedile automaticamente con i tastini posizionati sulla portiera, sono riuscito a trovare la posizione più adatta alle mie esigenze. A livello di comfort, il sedile sportivo è comodo e non affatica la schiena. Dal punto di vista del design, il contrasto tra l’arancione e il nero e le cuciture molto curate offre un bell’effetto. Dietro, infine, si sta comodi: due persone di taglia robusta affrontano anche un lungo viaggio senza problemi, con il giusto spazio tra le ginocchia e le sedute anteriori, mentre se si è a bordo in cinque, inevitabilmente ci si deve un po’ stringere.

La plancia della Classe C è molto elegante, con le tre bocchette posizionate al centro in maniera armoniosa, la trama a righe che circonda gli schermi e la parte superiore del cruscotto ben rifinita. Ho trovato decisamente piacevole, guidando la sera, l’effetto soft delle luci blu, che fa contrasto con le nitide immagini dei dislpay digitali. Quasi come stare in un salotto, con la tv accesa…

Interni Mercedes Classe C Mild Hybrid

Tecnologia e Adas di Mercedes Classe C

A questo proposito, vorrei dedicare un capitolo a parte alla tecnologia, che mi ha suscitato sensazioni contrastanti: l’ultima generazione della Classe C adotta la seconda generazione del MBUX, il quadro strumenti digitale, denominato widescreen cockpit, e una serie completa di Adas, dal Distronic Plus, che comprende anche la Frenata d’emergenza all’Active lane keeping assist, fino allo Speed limit assist. Durante la guida, ho apprezzato tutti questi sistemi, in particolare il già citato Distronic in autostrada e il fatto di poter leggere i limiti di velocità sull’Head-up display.

Chiara e utile è anche la disponibilità dei dati navigazione sull’Head-up display, mentre il sistema multimediale mi ha convinto a metà: l’assistente vocale, che risponde al comando “Hey Mercedes”, rispetto al passato beneficia certamente del plus dell’intelligenza artificiale, per cui è in grado di rispondere ad un maggior numero di richieste, ma di contro nel mio test drive non sempre ha riconosciuto al primo colpo le destinazioni, specie quando si parla di paesi piccoli e dal nome complesso come il mio, Agazzano. La scelta del tablet verticale in luogo dello schermo unico della Classe A, inoltre, non mi ha convinto, perchè costringe ad abbassare lo sguardo per consultare le informazioni sul video e utilizzare le funzioni touch.

Schermo Mercedes Classe C Mild Hybrid

Peccato, perché il Video con Realtà Aumentata, novità di questa generazione, è interessante: una telecamera rileva l’area davanti all’auto e le relative immagini vengono visualizzate sul display centrale unitamente alle indicazioni sulla navigazione. Un mix tra reale e virtuale certamente scenografico, ma non fine a se stesso.

Nessun dubbio, infine, sull’impianto audio, che merita un volto altissimo: alzando il volume, si ha la sensazione di venire letteralmente invasi dalla purezza del suono. Un dettaglio di comfort impagabile, che completa la dimensione da salotto regalata dalla Classe C.

Prezzi e allestimenti

L’ultimo punto importante della nostra recensione sulla Mercedes Classe C riguarda prezzi e allestimenti: la Classe C 300 d Mild Hybrid parte da 58.309 euro e arriva a 65.951 euro della versione 4Matic top di gamma. Un prezzo che, specie se confrontato con le sorelle di classe superiore e se di rinuncia ad alcuni optional come il tetto panoramico, è in linea con la categoria del modello. Se si opta per qualche cavallo in meno, con la C 200 d Mild Hybrid Business si scende a 51.641 euro.

Buona la varietà degli allestimenti della 300 d: Premium, Premium Plus e Premium Pro, quella della mia prova. In generale, la gamma della Classe C offre tanta scelta: berlina o station wagon, Mild Hybrid o ibrida plug-in, le versioni 4 Matic e altri allestimenti oltre a quelli citati: Business, Sport e Sport Plus. Come dire: a ognuno il suo salotto…

—–

Vi invitiamo a seguirci su Google News su Flipboard, ma anche sui social come FacebookTwitter, PinterestInstagram. Non esitate a condividere le vostre opinioni e le vostre esperienze commentando i nostri articoli.

telegram