bibendum Mirror mascots

Mirror mascots o truckpoppen, i più famosi pupazzetti dei camionisti

Alla scoperta di tutti i pupazzetti dei camionisti, che piacevano anche a noi quando eravamo piccoli.

18 marzo 2020 - 21:30

Un fenomeno molto diffuso tra gli autotrasportatori, soprattutto nordeuropei, in particolare negli anni ’70 ed ’80 del secolo scorso, sono state le “mirror mascots” o “truckpoppen”; rispettivamente mascotte da specchietto, in inglese, o bambole da camion, in olandese. Spesso montate sul tetto della cabina, nella vicinanza del parabrezza, a volte trovano posto sul portapacchi, altre sul parasole o sullo spoiler, qualche volta sono montate persino sulla calandra.

La disposizione più comune è comunque sul tetto, di solito una centrale o due laterali simmetriche, anche di tipo diverso; qualche camionista ne sfoggia la maggior varietà possibile. Spesso le “mirrior mascots” sono illuminate e personalizzate con verniciature dai colori sgargianti. Sono quasi sempre accompagnate da altri accessori quali luci supplementari, più gettonate quelle della tedesca Hella, tabelle luminose, spoiler, tubi di scarico e trombe cromate.

La diffusione delle “Mirror mascots” coincide anche con l’epoca dei primi camion super personalizzati, caratterizzati da decorazioni ad aerografo, a cui spesso viene dedicato il poster centrale in riviste quali “Trucker”. Dagli anni’90, con il miglioramento dell’aerodinamica dei camion e la comparsa di accessori di serie che tolgono spazio a questi simpatici personaggi sui tetti delle cabine, il fenomeno delle “mirror mascots” si è molto attenuato.

Curiosamente alcuni di questi particolari pupazzi non sono correlati al mondo dei trasporti, vediamo quali sono i più noti.

Mirror mascots: il Bibendum Michelin

Sicuramente la più antica, conosciuta e diffusa di queste “mirror mascots” è il Bibendum della Michelin, personaggio umanoide composto di camere d’aria sovrapposte, dovuto alla matita dall’artista francese O’Galoup nel 1898. Non entro nel merito dell’origine del nome e dell’evoluzione grafica dell’emblema della Firma di Clermont Ferrand, dei quali si trovano ampie informazioni in rete.

Dal secondo dopoguerra il Bibendum inizia a comparire in versione tridimensionale, di grosse dimensioni, seduto sul tetto di alcuni veicoli aziendali. Inizialmente si tratta dei mezzi incaricati della distribuzione ai negozi sia della cartografia stradale che delle celebri guide rosse Michelin. Il Bibendum si evolve poi in una versione di dimesioni ridotte; rappresentato in piedi, trova una propria collocazione in prossimità del parabrezza dei veicoli della Firma francese. Da lì ad essere oggetto ambito dai camionisti, francesi prima ed europei in seguito, il passo è breve. Vista la notorietà del Bibendum non può mancare la versione tarocca, ovviamente di qualità inferiore, venduta solitamente presso le grosse aree di servizio autostradali a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80. Il falso nella banda diagonale riporta la scritta “T.I.R.” invece che “Michelin”.

Mirror mascots: Flipje

“Flipje” nasce nel 1935 ad opera dell’agenzia pubblicitaria Van Alfen come testimonial della fabbrica di marmellata “De Betuwe”, con sede nella città di Tiel in Olanda. E’ un lampone umanizzato che porta in testa un cappello da chef ed ha il braccio destro alzato in segno di saluto.

E’ conosciuto anche come “l’omino della marmellata”. La versione per veicoli pesanti di “Flipje” è stata molto diffusa a partire dagli anni ’70, soprattutto tra i camionisti nordeuropei; spesso compare sulle cabine assieme al “Bibendum”, solitamente sono collocati uno per lato in posizione simmetrica.

Mirror mascots: Holland Duck

L’”Holland Duck”, concepita da un’associazione di trasportatori olandese, è particolarmente nota anche in Italia. Si tratta di una papera allungata dotata di sei ruote, col muso bianco ed il corpo decorato con i colori della bandiera dei Paesi Bassi.

Della papera esistono anche le controparti di diversi Paesi europei, come per esempio la “German Duck”, la “Norge Duck”, e tante altre. Sono tutte decorate con i colori della bandiera della rispettiva nazione che rappresentano. Della sola “Holland Duck” esiste anche un formato più piccolo che prende il nome di “Lucky Joe”.

Meno note e diffuse sono le seguenti “mirror mascots”, comunque sempre relegate all’area nord europea.

Il rosso canguro della “BIFI”, che pubblicizza degli snack a base di salamini. Il “Wiking Man” della Volvo, un vichingo che sullo scudo riporta la scritta della Casa svedese. “Tinus Tussengass”, Emblema di un produttore di accessori per veicoli pesanti. Rappresenta un camionista seduto su una ruota con pantaloni blu e camicia rossa o gialla; nella mano destra stringe un volante ed ha il braccio sinistro alzato.

Il tondo “Brummi”, un omone di gomma sorridente e dotato di sei ruote come la papera olandese. Simbolo della tedesca BGL, acronimo di “Bundesverband Güterkraftverkehr Logistik und Entsorgung”, vale a dire: associazione federale di autotrasportatori, logistica e smaltimento.

“Jimmy Junior Truck Driver”, altro omone sorridente che nella posa ricorda il Bibendum. Fornito in vari formati ed in plastica grezza di solito viene personalizzato con verniciature. L’olandesina “Katy” in costume tipico, anch’essa da personalizzare. Il contadino con gli zoccoli di legno della rivista olandese “De boerderij”, in italiano “la fattoria”

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