Hyundai Ioniq Hybrid: come va il 141 CV ibrido [Video Test Drive]

Fila che è una meraviglia!

15 settembre 2020 - 21:00
Cx Aerodinamico
0,24
Motore
1.5 hyb 141 CV
Prezzo
da 29.500 €

Auto come la Hyundai Ioniq Hybrid meritano sempre “un discorso a parte” rispetto a vetture più tradizionali. Infatti, non sono automobili pensate solo per essere belle, ma sono pensate per ridurre al minimo il coefficiente di resistenza aerodinamica, con quindi scelte di design che possono stranire, dividere, e certamente far discutere. La Ioniq, comunque, mantiene un design piuttosto tradizionale, e ha delle peculiarità davvero molto interessanti.

Hyundai Ioniq Hybrid: me la consigli?

Se il piacere di guida è la caratteristica che metti sopra tutte le altre, allora assolutamente sì. E con piacere di guida includo anche il comfort: la Hyundai Ioniq Hybrid è considerabile come una piccola ammiraglia, un’auto che “fila che è una meraviglia”, e con uno sforzo minimo, merito proprio del coefficiente di resistenza aerodinamica molto basso, cosa che si unisce a tantissimo spazio a bordo. Questo non significa rinunciare al divertimento alla guida: rimane infatti la modalità Sport tipica delle Hyundai, che in questa Ioniq si traduce in un cambio automatico a doppia frizione: fidati, giocare con le palette dietro al volante, e muoversi in strade piene di curve con quest’auto può essere molto divertente. Il tutto, con consumi davvero eccezionali e tanta tecnologia a bordo, a un prezzo ragionevole.

Hyundai Ioniq Hybrid: come si guida

Partiamo subito dalla guida della Hyundai Ioniq Hybrid, una delle cose più importanti e più piacevoli della vettura. Ho già ripetuto più volte che l’auto, studiata per competere con la Toyota Prius, è studiata per tagliare l’aria: il suo coefficiente di resistenza aerodinamica è davvero irrisorio, e si attesta a 0,24. È una cosa che ho notato fin da subito: grazie anche alla propulsione elettrica, che è praticamente fissa alle basse velocità, l’auto con il minimo sforzo procede molto bene, e ancora di più a velocità più sostenute e a quelle autostradali, dove l’auto letteralmente taglia l’aria.

L’unica resistenza che si sente, quindi, è quella della modalità ECO, quella che sicuramente si usa di più in quanto nasce per sfruttare al massimo il motore elettrico e quindi per contenere i consumi. Tuttavia, soprattutto ad alte velocità, si sente come in questa modalità il motore sia un po’ più frenato e quindi l’auto anche meno scattante di quanto ci si potrebbe aspettare. Usando la modalità Normal questa sensazione si perde, ma in generale finché si rimane in città il consiglio è di lasciare la modalità su Eco, anche perché (almeno a me) dà una certa soddisfazione riuscire a percorrere la maggior parte del tempo urbano in modalità completamente elettrica, anche arrivando a 60 o 70km/h.

La modalità Sport è il cambiamento più netto: l’assetto si fa leggermente più rigido, mentre le marce si allungano rendendo il cambio semiautomatico. Anche il virtual cockpit cambia grafica, passando da verde a rosso e cambiando il font del contachilometri. In questa modalità si notano sicuramente tutti i 256 N/m di coppia garantiti dalla combinazione del motore 1.6 benzina da 105 CV e del motore elettrico da 45,5 CV, tutti completamente sfruttati. Il risultato è un’auto molto più scattante, che grazie alle marce allungate permette di divertirsi molto. Inoltre, il volante tagliato in basso, insolito su una vettura di questo genere, dà una maggiore sensazione di sportività.

Ho apprezzato anche il cambio: come dicevo sopra, è un automatico a doppia frizione, e fortunatamente non è un eCVT. Sulla Ioniq possiamo quindi scordarci dell’effetto “scooter” spesso presente su altre ibride, particolarmente rumoroso e non sempre piacevole. Qui invece, sia in ECO che soprattutto in Sport, la trasmissione è fluida e lascia sempre l’auto particolarmente silenziosa. Ovvio che spingendo a fondo il pedale dell’acceleratore il rumore entra, ma è poca cosa.

Hyundai Ioniq Hybrid: il design

Il design della Ioniq è la cosa che divide di più, perché la sua forma così studiata e aerodinamica risulta strana e insolita alla vista. Tuttavia, va detto che in questo caso la scelta è stata diametralmente opposta rispetto alla sua concorrente principale, la Toyota Prius. In Hyundai, infatti, sono riusciti a “normalizzare” la vettura, non puntando a un futuristico quanto a una linea che si attenesse il più possibile al family feeling della casa. Devo dire che ci sono riusciti, soprattutto all’anteriore. Ad ogni modo, l’auto ha elementi molto interessanti, su tutti il disegno dei fari a LED anteriori, che sono sdoppiati e a linee verticali, e la grande griglia centrale. Il posteriore secondo me è la cosa più divisiva e particolare, perché scende lungo per poi quasi “troncarsi” all’improvviso, con un aspetto piuttosto massiccio, ma anche in questo caso ho apprezzato molto la ricercatezza stilistica per quanto riguarda i LED dei gruppi ottici.

Strani risultano anche i cerchi, anche in questo caso pensati per sfruttare l’aria. Non sono quindi i classici cerchi a razze sottili, ma al contrario in questo caso ad essere sottili sono le fessure tra una razza e l’altra, mentre la superficie del cerchio in lega, nel nostro caso argentato, ha una superficie con una lavorazione molto originale, quasi squamata.

Molto buoni anche gli interni, e all’interno dell’abitacolo si percepisce il buon lavoro di insonorizzazione che è stato fatto. In generale, si nota una certa cura ai dettagli, con l’ecopelle posta su tutta la parte alta della plancia, su parte dei pannelli porta, e sul bracciolo. Il resto è plastica dura, però non è male assemblata e non fa effetto cheap. Così come non è cheap il grande display centrale in rapporto 21:9 molto scenico (diversi amici non addetti si sono stupiti quando l’hanno visto) che sì è a mo’ di tablet ma non sporge molto, e quindi si nota meno che su altre vetture, prima di tutto la i30 Fastback che ho provato l’anno scorso. I sedili non sono in pelle, ma in tessuto di buona qualità. L’auto è molto spaziosa: sia davanti che dietro non posso lamentarmi per le gambe, mentre dietro la testa ha poco spazio, ma è normale su una carrozzeria di questo livello. La forma dell’auto, quasi a coupé, va a implicare sulla visibilità posteriore, che è particolarmente scarsa, ma fortunatamente sensori del parcheggio e retrocamera sono di serie.

Due sole cose migliorabili: l’assetto è sempre piuttosto rigido, anche in modalità Eco che dovrebbe essere la più rilassata e quindi le buche si sentono eccome. Inoltre, pur avendo in generale un buon assemblaggio, c’è sempre qualche scricchiolio di troppo che non saprei davvero dire da dove viene e che è un po’ un peccato per un abitacolo con questo aspetto così scenografico e molto curato. Nulla da dire sulla dotazione di porte: ci sono due prese USB, una sotto il controllo del clima, che è anche illuminata di blu e facilmente individuabile di notte, e una dentro il bracciolo; mentre ci sono anche due prese 12 V. Inoltre, è presente il sistema di ricarica wireless dello smartphone.

A livello di tecnologia non ci si può lamentare. Il grande display appena citato include l’ottimo sistema di infotainment BlueLink di Hyundai, sempre costantemente connesso e in grado quindi di fornire informazioni in tempo reale sulle condizioni del traffico, sulle stazioni di servizio e rifornimento, sui luoghi di interesse e punti di ristoro, nonché di avere un’assistenza h24. L’ho trovato molto migliorati sia rispetto alla i30 Fastback provata nel maggio dell’anno scorso, sia anche alla Kona Hybrid dello scorso autunno. L’interfaccia, anche grazie al rapporto di forma del display, è più razionale, fluida e intuitiva. È ovviamente presente anche la connettività Apple CarPlay (anche se solo via cavo, e non wireless come invece altri sistemi di infotainment più recenti) e Android Auto. A proposito di Android Auto, abbiamo notato che – almeno su smartphone Huawei/Honor – se è attivo il sistema di Google non funziona la radio, problema invece inesistente con CarPlay. Completa il pacchetto il sistema audio sviluppato da Infinity: le casse, che sono posizionate nei punti giusti, mi hanno stupito per la qualità dei bassi, davvero impeccabile e in grado di far percepire strumenti che di solito richiedono cuffie di altissima qualità, e che sicuramente nella maggior parte delle vetture non si sentono. Inoltre, il volume è ben dosato e soprattutto ben distribuito, e anche alzandolo molto non gracchia mai.

Hyundai Ioniq Hybrid: i nostri pro e contro

Al termine del nostro test drive, abbiamo stilato alcuni pro e contro di questa vettura, che come detto si è dimostrata una vera chilometrista autostradale, quasi da vera e propria auto ammiraglia.

Pro

  • Consumi da record
  • Piacere di guida
  • Cura del design

Contro

  • Visibilità posteriore
  • Alcuni scricchiolii
  • Connettività CarPlay/Android Auto da migliorare

 

Hyundai Ioniq Hybrid: consumi e prezzi

La motorizzazione ibrida e l’aerodinamica della vettura sono due elementi che permettono dei consumi incredibili: addirittura sono riuscito ad arrivare a 27 km con un litro. Un risultato ottimo, anche paragonato ad altre vetture ibride.

Per quanto riguarda i prezzi, la Hyundai Ioniq Hybrid è la più economica della gamma Ioniq (che include anche la Plug-in Hybrid e la Full Electric): il modello che abbiamo avuto in prova noi, nell’allestimento Prime (il più ricco dei due disponibili), costa 32.150 euro, a cui però sicuramente si possono sottrarre gli incentivi statali ancora vigenti e (pare) prossimi al rinnovo, e i vari sconti dei concessionari.

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