Mazda MX-30

Recensione approfondita della Mazda MX-30 Electric con prova su strada

La prova su strada della prima full electric di Mazda

17 aprile 2021 - 11:00
Motore
136 CV
Autonomia
200 km WLTP
Prezzo
da 34.900 €

Come iniziare una recensione della Mazda MX-30 Electric? Non tutte le auto sono facili da capire. All’apparenza potrebbero essere tutte uguali, ma in realtà alcune nascono con scopi ben precisi, diversi dal solito, che magari non sono immediatamente riconoscibili. Per capire la Mazda MX-30 Electric bisogna prima di tutto guardare alla sigla “MX”, la stessa della MX-5, per esempio, e in passato della MX-81. Una sigla che significa “Mazda Experimental“, e indica tutte le nuove sfide intraprese dal marchio nipponico, in questo caso quella elettrica. Ma gli ingredienti di questo SUV coupé a batteria saranno fortunati come quelli che hanno decretato il successo della roadster più venduta al mondo?

Mazda MX-30 Electric: me la consigli?

Questa volta voglio andare subito al sodo. Se devi percorrere tanti km allora no: 200 km di autonomia dichiarata sono pochi, e personalmente spero che introducano una seconda versione con un’autonomia maggiore. Se invece vuoi una vettura spaziosa, con una buona capacità del bagagliaio, silenziosa e comodissima da guidare in città senza stress, allora sì: la Mazda MX-30 riesce a soddisfare il percorso medio giornaliero di un individuo, compreso tra i 40 e i 50 km. Sono certo che questo SUV coupé così ricercato esteticamente farà la felicità di chi vuole poche rinunce anche con pochi km, grazie a un’estetica e, nel nostro caso, a un rosso davvero piacevoli da vedere. E poi fatemi dire che finalmente hanno costruito un’auto con una definizione full HD per le telecamere in aiuto alle manovre di parcheggio! Non male vero?

Pro

  • Design
  • Qualità materiali
  • Comodità dei sedili

Contro

  • Autonomia
  • Abitabilità posteriore
  • Portiere posteriori

Una comodità difficile da trovare altrove

Per quanto esternamente mi piaccia, preferisco parlare dal punto che più di tutti ho preferito: gli interni, che sono davvero ben realizzati. Oltre alla presenza di materiali più insoliti e particolari, come il sughero che si trova sulle maniglie delle portiere e nella parte bassa del tunnel, abbiamo anche un mix tra pelle, tessuto di qualità, e plastiche morbide. Un vero plauso ai sedili, che sono tra i più comodi che abbia mai provato anche dal punto di vista del sostegno lombare, e che rendono l’esperienza di un’elettrica, già confortevole di suo dal lato acustico, secondo me ancora migliore.

Il volante è piacevole al tatto, così come tutta la plancia, dove c’è una disposizione intelligente della strumentazione. Devo dire che il display centrale – non touch – per quanto mi piaccia nella sua distanza dal conducente perché di strae meno, lo avrei preferito inserito un po’ meglio. Una cosa è certa: la disposizione tipo tablet è tra quelle meglio studiate, e che non risente del classico effetto “cheap”.

Materiali a parte, mi piace molto come gli interni sono stati studiati, perché oltre ad essere ricercati nei materiali sono anche molto pratici. Il tunnel centrale è agganciato alla plancia tramite un secondo display, questa volta touch, che serve per comandare il clima. Niente paura se non siete amanti dei controlli touch, perché la cornice dello schermo è in realtà fatta di tasti fisici, in modo da accontentare un po’ tutti. Inizialmente ammetto che ero perplesso, ma invece dopo due settimane di utilizzo mi ha convinto, e anzi fa una bella figura.

Sotto al display e al tunnel, si trova un grande spazio, un vano capiente con una presa normale (ci si potrebbe attaccare anche un phon, senza adattatore), e due USB. Fin da subito l’ho apprezzata, primo perché trovano posto smartphone di ogni dimensione, secondo perché si può lasciare anche il cavo del telefono senza che sia a vista. La grandezza permette anche di riporre altri oggetti, come il portafogli, a patto che poi ci si ricordi di prenderli. Tornando al livello superiore, il tunnel prosegue con la leva del cambio automatico, il rotore per navigare li menu, e i tasti veloci che rimandano ad alcune funzioni, come per esempio il navigatore. Conclude il bracciolo centrale, sotto al quale si trova un vano porta-oggetti molto profondo.

Il posteriore è altrettanto curato, per quanto poco adatto a persone alte come me perché il pavimento è alto a causa delle batterie, e perché comunque in generale piuttosto stretto e con i finestrini che non si possono abbassare. Va però detto che chiunque può trovar posto senza soffrire, visto che di lunghi viaggi, con una Mazda MX-30 Electric, non se ne fanno. La seduta posteriore è stata quindi sacrificata per il bagagliaio, con capienza tra i 346 e i 366 litri. Tra l’altro, a proposito di seduta posteriore, non posso non menzionare le portiere: ci sono, ma hanno apertura controvento e sono a incastro, come sulla RX-8. Scelta appariscente, ma poco pratica, soprattutto nei parcheggi, ma torno a dire che sono rare le volte in cui si trasportano 4 persone per lungo tempo, e se sono bambini forse alcuni apprezzeranno il fatto che non possono scendere prima degli adulti.

Il sistema di infotainment è come detto non touch, ma gestito da un rotore centrale, come le già viste Mazda 2 e Mazda 6. Per quanto qui, grazie alla giusta distanza del display, distragga meno, va comunque detto che è un po’ anacronistica come disposizione, e meno immediata. Ma sono scelte, e sono gusti: qualcuno mi ha anche detto di preferirlo al touch!

Il design esterno

Si può dire tutto di questa Mazda MX-30 Electric, ma non che non abbia un design ricercato. Che poi piaccia o meno, questo è soggettivo, ma si vede il lavoro fatto dai designer per questa vettura. Parliamo di un’evoluzione del già ottimo Kodo Design, che non segue quella delle Mazda termiche o Mild Hybrid: nella Mazda 3, o nella CX-5, per esempio, abbiamo assistito a un ingrandimento della griglia, che qui invece è abbastanza sottile, e mantiene pulito ed elegante il frontale della vettura, insieme ai fari subito di fianco. Guardandola di lato si può vedere, e ammirare, il lavoro fatto sui dettagli: tutto il complesso griglia-logo-fari è arretrato rispetto al paraurti e al cofano, e di lato si vede l’insenatura che crea aerodinamica e, in generale, un bell’effetto visivo.

La Mazda MX-30 Electric è molto bella anche di profilo, grazie alla scelta di mantenere il tettuccio di colore diverso, e grazie alle forme morbide e minimaliste: per esempio il cofano, privo di qualsiasi nervatura, o l’arcata della linea dei finestrini, che dà proprio l’effetto coupé meno straniante, meno grossolano rispetto ad altri SUV di questa categoria, al punto che sembra più una coupé rialzata. Il posteriore è piuttosto inclinato, e anch’esso piacevole, con i fari tutti a vista, piccoli ma d’effetto.

Il tutto però a contrasto con la plastica rinforzata di tutta la parte bassa della carrozzeria, che dà luogo a passaruota robusti e squadrati, e a un paraurti posteriore molto pronunciato, in grado di ben attutire gli urti. È infatti un bene che non sia in colore carrozzeria, perché nel caso di un bellissimo rosso, come quello della nostra prova, si vedrebbe subito il graffio.

200 km di autonomia sono pochi?

In generale, nella guida cittadina la Mazda MX-30 Electric è molto piacevole: sufficientemente scattante, nonostante il peso, e con tutti i sistemi ADAS a tenere sveglio il conducente. Visto che si parla di guida cittadina, sono contento che il sistema di frenata automatica funzioni molto bene: con lei, prendere le classiche toccatine, è impossibile. Inoltre finalmente una videocamera di parcheggio, sia anteriore che posteriore e con anche vista a 360°, in full HD, che si vede bene e nel dettaglio sia di giorno che, soprattutto, di notte.

Mazda MX-30 Electric monta un motore elettrico da 145 CV alimentato da una batteria piuttosto piccola: 35,5 kWh, che garantisce 200 km di autonomia dichiarata su ciclo WLTP. La batteria supporta tutti i tipi di ricarica, anche quella con presa CCS Combo, e il lato positivo è che così si ricarica completamente piuttosto in fretta: io, da meno del 20% ci ho messo poco più di un’ora a portarla al 95%.

Se 200 km di autonomia sono pochi o meno, anche in questo caso va a esigenze. Io però confido nell’arrivo di una Mazda MX-30 Electric range extended, che aumenti l’autonomia e permetta di godersi la comodità e la qualità dei materiali tanto decantata anche in percorrenze un po’ più lunghe.

Allestimenti e prezzi

Come tutte le Mazda, anche la MX-30 viene proposta in 3 allestimenti completi di tutto:

  • Executive, da 34.900 euro;
  • Exceed, da 37.600 euro;
  • Exclusive, quella della nostra prova, da 39.350 euro.

Tutti i prezzi sono al netto degli incentivi, disponibili anche per lei in quanto ha un prezzo inferiore a 50.000 euro.

 

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