Le luci della pista di atterraggio e decollo: i sistemi che le regolano

luci della pista di atterraggio

7 dicembre 2018 - 16:05

Le luci della pista di atterraggio e decollo: sono loro a rendere l’aeroporto un posto affascinante. Un senso di efficienza unito ad un effetto scenico notevole, contribuiscono ad aumentare la bellezza degli aeroporti.

Se torniamo indietro nel tempo ci accorgiamo subito che agli albori del volo non c’erano affatto! Atterrare in un campo, con la sola preoccupazione di fermarsi, costituiva il nucleo della manovra di atterraggio. Ma a mano a mano che i velivoli diventavano sempre più performanti, trasportando sempre più persone, anche gli aeroporti si ingrandivano e dovevano adeguarsi a nuovi standard di sicurezza, cercando di agevolare il traffico crescente.

Alla fine degli anni 20 vennero introdotte le prime luci della pista di atterraggio per aiutare i piloti ad orientarsi e, nei primi anni 30, sono apparsi i primi sistemi luminosi  pensati appositamente per l’approccio alle piste.

Oggi i colori delle luci aeroportuali e, le loro posizioni, sono ben regolamentate da norme internazionali, ma ciò che vorrei approfondire meglio con voi, riguarda le luci della pista di atterraggio che guidano fino alla pista un aereo in avvicinamento.

Cosa guardano i piloti nelle ultime fasi dell’avvicinamento? Se avete notato dalla testata della pista si dipartono parecchi gruppi di luci disposte in modo da formare una sorta di sentiero allineato con la stessa. Si tratta del sistema Calvert. I piloti impegnati nella discesa, grazie al sistema Calvert sono in grado di stimare immediatamente l’assetto del velivolo, la distanza dall’aeroporto e persino il corretto rateo di discesa. Infatti le luci della pista di atterraggio disposte orizzontalmente, di diversa lunghezza, se l’aereo prosegue con velocità e rateo di discesa costante e adeguato, appariranno, per un effetto prospettico, di lunghezza uguale tra loro.

Un altro metodo per guidare i piloti nel modo più preciso possibile ad un buon atterraggio è quello chiamato PAPI (Precision Approach Path Indicator, indicatore per un sentiero di avvicinamento di precisione). Grazie al PAPI un pilota può capire subito se si trova troppo alto o troppo basso.

È costituito solitamente da un gruppo di quattro luci della pista di atterraggio poste di fianco all’inizio della pista. La lettura del sistema è semplicissima. Se sono tutte rosse siamo troppo bassi, se tre sono rosse ed una bianca, siamo un po’ troppo bassi. Se due sono rosse e due bianche stiamo procedendo in maniera corretta. Tre bianche ed una rossa…..siamo appena troppo alti. Quattro bianche…siamo assolutamente troppo alti! In inglese una filastrocca aiuta a ricordare tutti questo:

  • Red on Red you are dead (rosso su rosso, sei morto)
  • Red on White you are right (rosso su bianco, sei giusto)
  • White on White you are High (bianco su bianco, sei alto

Le luci della pista di atterraggio, quindi, in tutti questi anni, non solo hanno illuminato gli aeroporti, ma in assenza di sistemi migliori, ancora oggi costituiscono un prezioso ausilio alla sicurezza per l’atterraggio.

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