opel rak record

Quando Opel andava… come un razzo!

La storia di Fritz von Opel e delle auto a razzi, che diventarono un'aeroplano.

14 settembre 2021 - 7:00

Mai sentito dire “andava come un razzo”? Sicuramente conoscete il marchio Opel come costruttore di automobili ma meno nota è la storia di razzi e aerei, proprio perchè va oltre alle quattro ruote.

Intorno al 1920 si era diffusa una notevole fiducia nelle capacità offerte dei razzi, una sorta di mania che vedeva nascere esperimenti di ogni tipo. Molti privati avevano investito tempo e soldi per cercare nuove soluzioni propulsive da applicare ad auto e aerei per vedere che cosa sarebbe potuto succedere. Tra i pionieri coinvolti in progetti simili troviamo nomi illustri come quello di Fritz von Opel, ingegnere e imprenditore, nipote del famoso fondatore dell’azienda automobilistica tedesca, che costruiva anche motociclette.

Fritz amava la velocità ed era egli stesso un pilota automobilistico sportivo. Entusiasta delle opportunità offerte dai razzi decise assieme ad altre due persone, Max Valier, austriaco pioniere dei razzi, e Friedrich Wilhelm Sander, produttore ed esperto in prodotti pirotecnici, di creare qualcosa di nuovo. Già dal 1927 il trio cominciò a lavorare, tutti convinti che ci sarebbero stati interessanti sviluppi, con ripercussioni in qualsiasi settore che vedesse impiegati i razzi per migliorare le prestazioni dei mezzi di trasporto.

Nel 1928 Opel e i due colleghi riuscirono a sviluppare, in gran segreto, un auto spinta da razzi a combustibile solido e nell’ Aprile dello stesso anno il primo prototipo, chiamato RAK 1, fu provato su strada. Il 23 Maggio 1928 Opel guidò il secondo modello RAK 2, davanti ad una folla di 3.000 persone, tra cui molti nomi illustri, scatenando la potenza di un pacco di 24 razzi, fino a raggiungere la velocità di 238 km/h, qualcosa di incredibile per il tempo.

Sappiamo tutti però che gli occhi di stampa, industria e curiosi, erano da qualche anno attratti dal nuovo mezzo di trasporto nato da poco e che faceva sognare tutti: l’aeroplano. Opel galvanizzato dai successi dei razzi sulle auto, decise che si doveva provare ad applicarli anche al volo, e si mise all’opera. Gli inizi furono disastrosi, con alcune esplosioni che portarono alla perdita dei primi prototipi. Ma sappiamo che nessun pioniere degno di questo nome si dà per vinto per qualche fallimento, e la perseveranza porterà Fritz Opel a ritagliarsi un piccolo spazio nella storia dell’aviazione.

La data importante è il 30 Settembre del 1929. Con poca fantasia per il nome, Opel aveva preparato il Sander RAK 1 che questa volta però era un velivolo, pronto a dare sfoggio delle proprie prestazioni davanti al pubblico. Sospinto sempre da un pacco di razzi, il RAK 1, pilotato da Opel stesso si staccò da terra ad un altezza di circa venti metri, coprendo due km in meno di 100 secondi.

L’atterraggio non fu molto buono, e il velivolo fu gravemente danneggiato, ma fortunatamente Opel non si fece nulla e scese dal mezzo entusiasta e felice del successo della dimostrazione. Persino il New York Times dedicò un articolo all’impresa e Opel dichiarò di essersi  divertito parecchio. Anche se tutto ciò non fece nascere una Opel aeronautica, dobbiamo proprio a Fritz la prima dimostrazione pubblica della possibilità di utilizzo dei razzi anche per gli aerei.

E se non vi dovesse sembrare niente di troppo particolare, sappiate che i razzi trovarono largo impiego durante la seconda guerra mondiale e, i primi aerei a superare la velocità del suono in volo livellato, sfruttavano proprio questa spinta esplosiva.

 

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