Sim Racer

Che differenza c’è tra un pilota classico ed un “Sim Racer”?

Andiamo alla scoperta degli allenamenti di preparazione dei sim racer.

10 ottobre 2021 - 11:00

Chi corre nei videogiochi è un vero pilota? E un pilota classico ce la può fare anche nei videogiochi? Si, il mondo dello sport è in continua evoluzione, ed il fenomeno degli “E-Sports“, gli sport videoludici, è il fenomeno del momento. Ne consegue che anche la figura del Sim Racer, ovvero il pilota del sim racing (simulazione delle corse automobilistiche), è in crescita, e sempre in sviluppo.

Di recente, abbiamo avuto modo di capire la giornata tipo del  Sim Racer grazie ad Alpine, il marchio sportivo del Gruppo Renault, molto impegnata in queste attività e che, tramite Richard Arnaud, ci ha spiegato come si preparano i piloti di Alpine Esports Team, di cui Arnaud è Team Principal. E, vi dirò: non cambia così tanto dai piloti di formula 1!

No, il sim racer non è come lo immagini

Lo stereotipo più diffuso (anche io ne sono stato “vittima” in passato) è che il gamer passi la sua giornata davanti al computer o alla sua console, mangiando continuamente mentre gioca. Tuttavia, le cose non stanno così: almeno il Sim Racer, e i gamer professionisti e semi-professionisti impegnati negli E-Sports, devono soddisfare dei requisiti molto rigidi, con una preparazione da vero pilota.

Certo, un Sim Racer non deve arrivare fino alla faticosa preparazione fisica dei piloti di formula 1, né essere sottoposti alle forze che gravano sul collo dei piloti F1. Ma, rivela Richard Arnaud, serve tanta concentrazione, a un Sim Racer, durante le prove ufficiali del campionato, stressante ed emozionante tanto su una vettura reale che su una virtuale.

Non a caso, Alpine, insieme a Race Clutch, ha realizzato. una struttura apposita per la preparazione dei Sim Racer in vista della stagione del 2021, il cui primo evento è l’F1 Esports Series Pro-Championship del 13 e 14 ottobre. Si tratta di una gara fondamentale nel sim racing, perché organizzata dallo stesso ente che organizza il campionato Formula 1 e che si basa sul videogame ufficiale dell’evento, in questo caso F1 2021.

Dopo il lancio a luglio, Arnaud e i suoi hanno convocato i tre Sim Racer dell’Alpine Esports Team (Fabrizio Donoso, Nicolas Longuet, Patrick Sipos) per cominciare la preparazione. I tre vivono insieme, e tutti i gironi si recano alla sede di Alpine Esports per seguire il ricco programma di allenamento.

300 ore di gioco, anche di più

Si comincia dall’ottimizzazione del veicolo, naturalmente diversa in quanto i prototipi virtuali, differentemente da quelli reali, hanno tutti la stessa fisica, per cui spetta al team scegliere il settario più adatto in base alla gamma proposta.

I tre Sim Racer, poi, passano diverse ore al giorno ad allenarsi su F1 2021: circa 300 ore, da quando il gioco è stato lanciato a luglio. C’è chi fa di più, ma Arnaud ritiene che superare una certa barriera non solo non sia utile, ma anche dannoso.

Oltre al gioco, Arnaud lavora con Julien Southon, uno psicologo dello sport specializzato in training neurovisivo che ha sviluppato un doppio protocollo, che si focalizza da una parte sull’elaborazione dell’informazione, dall’altra sulla coordinazione motoria, dato che nelle qualifiche la griglia si concentra tutta in 2 decimi.

C’è del lavoro anche fisico: similmente ai piloti, ci si concentra sulla parte alta del corpo, per ottimizzare la flessibilità e stabilità dei polsi e della caviglia.

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