autovelox nascosto

Spagna: auto in panne? No, è un autovelox, e ci sono anche i droni a fare le multe dal cielo.

In Spagna la situazione degli autovelox mobili sta sfuggendo di mano, per davvero.

26 novembre 2020 - 20:00

In Spagna è scattata la caccia all’automobilista tramite autovelox. Se pensavamo di essere messi male in Italia, quello che arriva dalla Spagna è un vero e proprio regime del terrore.

A raccontarlo sono le foto ed i video girati in tutto il Paese, raccolti dall’account Twitter Social Drive che è diventato il punto di riferimento per la denuncia di queste pratiche. Ma quello che più impressiona, come vedremo in questo articolo, è il dispiegamento dei droni per controllare comuni cittadini.

Per dare l’idea di quanto “valgano” le multe in Spagna, sappiamo che la DGT ovvero la Dirección General de Tráfico, ha raccolto nel 2019 ben 386 milioni di euro in multe, dei quali 291 tramite autovelox. Si tratta di 12.600 multe al giorno, ovvero 525 multe all’ora. Numeri impressionanti, che sono permessi dalla  legislazione spagnola, per la quale non è necessario indicare preventivamente la presenza di autovelox, come invece accade in Italia.

Ecco allora che in Spagna gli agenti si lanciano in operazioni degne da servizio segreto, come negli esempi che riportiamo qui sotto. Iniziamo con l’immagine che ha fatto il giro del mondo. Non si tratta di un’auto in panne: in realtà è un autovelox camuffato. Qui sotto il video dell’avvistamento:

Perchè il cofano alzato? Perchè un’auto in panne a lato strada non desta sospetto, un’auto a bordo strada potrebbe essere proprio una pattuglia in borghese: meglio allora lasciare che gli automobilisti viaggino ad alta velocità, per poi multarli grazie alla fotocamera montata nella griglia anteriore.

Il sistema della finta auto in panne, viene usato anche in altre zone del Paese iberico:

 

Ma attenzione: ci sono anche gli autovelox nascosti tra i cassonetti:

 

E quelli nascosti in terreni privati tra le piante di clementine:

 

Veniamo poi agli agenti che con sprezzo del pericolo, si piazzano negli spartitraffico dell’autostrada:

 

Nel dispiegamento di forze e mezzi vengono usati anche camion civetta, per altro malconci in modo da attirare meno attenzione, sui quali vengono montati rilevatori di velocità. Lo stesso camion è stato avvistato più volte dagli utenti in diverse situazioni.

 

Quasi impossibili da vedere, le auto civetta che percorrono le autostrada a caccia di trasgressori, come questa che percorre l’autostrada nella corsia centrale:

 

Il risultato degli agguati può essere ovviamente una frenata improvvisa, con conseguenze catastrofiche:

 

Ma non finisce qui, perché evidentemente il clima di caccia alle streghe porta qualche agente a veri e propri soprusi, nel nome della “legge”.

Ecco allora gli autovelox piazzati su parcheggi per disabili:

 

Qui invece l’auto con l’autovelox sul marciapiede, costringe un disabile a scendere sulla carreggiata e risalire sul marciapiede:

 

Qui un’altra sosta sul marciapiede, ovviamente vietata:

 

L’autovelox drone spagnolo

Veniamo quindi alla nuova frontiera del controllo degli automobilisti: i droni. Da quello che abbiamo potuto capire, in Spagna è già presente una flotta composta da una quarantina di droni, alcuni dei quali sono abilitati alle infrazioni. Secondo i dettagli tecnici forniti dalla DGT, i droni volano ad un’altezza operativa massima di 120 metri , hanno un’autonomia di 20 minuti e sono in grado di controllare un’area con un raggio massimo di 500 metri.

Questi droni sono dotati di telecamere ottiche ad alta definizione. Accanto al drone c’è un operatore che si occupa di ricevere le immagini registrate dal dispositivo e salvate sullo smartphone o tablet usato per controllarlo. Se il drone ha quindi catturato un’infrazione, queste immagini possono essere utilizzate come prove per elaborare i verbali di infrazione. C’è anche un centro di controllo che riceve immagini e dati, per verificare che tutta la procedura venga seguita in maniera corretta.

Ecco allora i droni in azione, come nel video pubblicato su Twitter:

 

A questo punto non resta che dichiararci d’accordo sulla teoria dell’utilizzo dei rilevatori di velocità in Italia, ovvero quando sono utilizzati in un’ottica di sicurezza stradale. Gli autovelox mobili italiani, devono essere segnalati propriamente, perché non devono mai essere un mezzo per “far cassa”. Ovviamente le polemiche ci sono, ma non abbiamo mai visto niente di minimamente paragonabile sulle nostre strade. Le operazioni messe in atto dalla DGT spagnola sembrano invece una sorta di caccia grossa, con un dispiegamento di forze e mezzi che evidentemente  devono poi essere “ripagati” dagli incassi.

Non è da sottovalutare l’effetto psicologico sulla popolazione, che proprio con i droni è ancora più evidente e spiacevole. Se con 1984 Orwell ci aveva proposto un mondo sotto controllo dal Grande Fratello, oggi ci troviamo di fronte alla possibilità di utilizzare mezzi tecnologici per creare veri e propri stati di polizia. E usare i limiti di velocità per iniziare un controllo più generale, potrebbe essere una scusa banale quanto efficace.

 

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