Borgward ha dichiarato bancarotta, di nuovo.

Mario Roth
05/12/2022

Borgward ha dichiarato bancarotta, di nuovo.

Borgward, che ai bei tempi era al quinto posto tra i costruttori tedeschi, è in bancarotta, ancora una volta. Secondo Automotive News, Borgward è ora in attesa dell’approvazione del tribunale per liquidare tutti i suoi beni.

Una storia travagliata, quella di Borgward, fatta di alti e bassi, di rinascite e di capitomboli. Fondata nel 1929 da Carl Friedrich Wilhelm Borgward a Brema, negli anni ’50 aveva inanellato una serie di modelli molto interessanti, uno su tutti la Isabella.

Difficoltà finanziarie ed una critica spietata da parte dei media tedeschi, decretarono un fallimento del tutto anomalo nel 1961, con l’azienda messa in liquidazione dai creditori. Carl Borgward morì nel luglio 1963, continuando a sostenere che l’azienda era tecnicamente solvibile. Ciò si rivelò vero nel senso che, dopo il pagamento completo dei creditori, rimasero in cassa ancora 4,5 milioni di marchi.

BORGWARD BX7 LIMITED EDITION

Il marchio torna in vita nel 2008 a Lucerna, dove viene fondata la Borgward Group AG, poi trasferita a Stoccarda. Con investimenti e produzione da parte di Beiqi Foton Motor, una società del gruppo cinese BAIC, Borgward ha iniziato a vendere SUV nel gennaio 2017.

I cinesi di Foton hanno sviluppato quattro crossover a benzina a marchio Borgward: BX3, BX5, BX6 e BX7, quest’ultimo delle dimensioni di BMW X3 e Audi Q5, per poi presentare una versione elettrica della BX7.

Nonostante gli sforzi, Borgward non è mai stata redditizia, non riuscendo a raggiungere le cifre di vendita previste. Il modello più venduto è stato il BX7, con 30.000 unità consegnate nel 2017 e 45.000 nel 2019, anno in cui è stato raggiunto il record di vendite con 55.000 unità in totale. Numeri davvero piccoli per il mercato cinese, che si sono ulteriormente ridotte a 8.703 nel 2020 e a 3.600 nel 2021.

Nonostante abbia anche cercato di entrare anche nel mercato europeo, Borgward ha perso 564 milioni di dollari tra il 2016 e il 2018. Nel 2019 Foton ha deciso di vendere il marchio alla start-up cinese Ucar Inc. Ma anche Ucar non è riuscita a rivitalizzare il marchio, perdendo ben 669 milioni di dollari solo nel 2021. Secondo i media cinesi, i debiti con i fornitori ammontano ora a 618 milioni di dollari.

In Germania, oltre alla sede di Stoccarda, c’era in programma di aprire nel 2019 uno stabilimento a Brema, città nella quale era stata fondata. L’obiettivo era di produrre 10.000 auto all’anno, ma complici i problemi della pandemia e mancanza di liquidità, il progetto non è mai partito.

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