Murales milanesi

Alla scoperta dei murales milanesi con Lynk & Co 01

Ecco il nostro "Street Art tour" con Lynk & Co 01

25 settembre 2021 - 13:00

Sicuramente i murales milanesi stanno richiamando l’attenzione sulla street art. Vere e proprie opere d’arte sparse per la città, che assecondano naturalmente una tendenza molto in voga e sempre più diffusa in Europa, volta a rendere le città più colorate e con un’estetica sì modaiola, ma ispirata al mondo underground. Ecco allora che si inserisce Lynk & Co 01, prima e per ora unica vettura del marchio sino-svedese da poco approdato in Europa e in Italia, che fa di questa estetica il suo leitmotiv.

Disponibile sia in versione full hybrid che plug-in, quella che abbiamo provato noi di recente, è disponibile nei colori blu e nero e solo full optional, ed è possibile comprarla, noleggiarla senza impegno, oppure metterla a disposizione come car sharing per chi si iscrive alla membership di Lynk & Co senza acquistare l’auto. Fatte queste premesse, andiamo a scoprire i murales milanesi a bordo dell’auto più social che ci sia!

I Murales milanesi di Millo al giardino delle culture 

Dico social perché è un’auto da condividere, ma anche per fare viaggi in compagnia. All’interno infatti si trova una vera e propria videocamera grandangolare, che riprende tutto l’abitacolo, mentre dal display touch al centro è possibile attivare la modalità karaoke, per cantare tutti insieme. Inoltre, il grande tetto panoramico, del resto ereditato dalla cugina Volvo XC40, dà ancora di più la sensazione di auto da avventura, da amici o famiglia – in tutti i sensi.

Ecco allora che, nel nostro tour, siamo partiti dal “Giardino delle Culture”, in Via Morosini (non distante da corso XXII Marzo). Si tratta di un’area pedonale di 1250 metri quadrati che, in maniera tipicamente milanese, ha recuperato un pezzo di città degradata per trasformarlo in uno spazio pubblico destinato ad attività ricreative e culturali. Il progetto, presentato dalle associazioni Comitato XXII Marzo, È-Vento e Teatro Laboratorio Mangiafuoco, si deve alla giunta comunale di Milano, che ha lavorato insieme al Consiglio di Zona 4, mentre grande sostegno economico si deve al cittadino Lino Faccincani.

L’area quindi comprende giochi per bambini e un programma fitto di iniziative, su uno sfondo urban realizzato da “Millo” (nome d’arte di Francesco Camillo Giorgino), che ha dipinto figure stilizzate e scenari urbani molto minimalisti, ma di grande impatto.

AnthropOceano di Iena Cruz

Proseguendo da Via Morosini verso nord-est, a Lambrate, ci si imbatte in uno dei quartieri più belli per quanto riguarda i murales milanesi: l’Ortica. Tra i tanti che si possono ammirare, uno dei più recenti è “AnthropOceano“, opera di Iena Cruz (Federico Massa) dipinta interamente sulla parete di un palazzo in via Viotti 13 e realizzata con il sostegno di Worldrise onlus, associazione che tutela e valorizza l’ambiente marino.

Anche questo un murales molto vicino a una vettura, la Lynk & Co 01, che fa della sostenibilità uno dei suoi punti chiave (i sedili sono in Econyl, tessuto italiano derivato dalla plastica riciclata dalle reti da pesca). E proprio un grande bidone di plastica, alimentato da una piattaforma petrolifera, è l’oggetto che intrappola lo squalo, la balena e le alghe protagoniste dell’opera di Iena Cruz, il quale rivela che si tratta di una riflessione che parte dallo sfruttamento incondizionato di risorse della terra da parte dell’uomo, che ha dato vita all’era dell’ “Anthtropocene”. Il nome quindi prende da questa epoca geologica, unita all’inquinamento marino di petrolio e plastica.

Il tempo della bellezza e The Vision di Cheone e Loste

Cheone è un artista del team StreetArtInStore, di cui possiamo ammirare due splendidi murales milanesi. La più recente è in Corso Garibaldi 81, dove insieme a Mirko LOSTE Cavalletto ha realizzato “Il Tempo della Bellezza”, un murales che celebra la Venere di Botticelli, una delle opere più celebri del Rinascimento, in chiave street e modaiola.

La Venere, infatti, ha accessori 3D realizzati dallo stesso Cheone, e il periodo di realizzazione non è casuale: Il Tempo della Bellezza arriva quando ritornano la Design Week e la Settimana della Moda. Tantissimi gli elementi tridimensionali, come i fiori della corona sui capelli, gli orecchini e la conchiglia in polistirolo, il bracicio che sovrasta il muro e via dicendo. Un’opera unica e in grado di far parlare di sé.

La Venere riadattata arriva dopo il successo di “The Vision“, in Corso di Porta Romana e grande omaggio a Gaudì da parte di Cheone del team StreetArtInStore, che in questo caso ha lavorato da solo. Lo si nota dallo stile del palazzo finto rappresentato sul miro di quello vero, che richiama gli edifici dell’artista iberico e, di conseguenza, ricorda da vicino Barcellona.

Uno dei murales milanesi che più gioca con la percezione, caratteristica del resto tipica dell’arte di questo autore.

Eternesea di Robico

In Via Marco d’Aviano, sul quartier generale di Banca Fineco, si trova un’opera molto particolare. Si chiama “Eternesea” ed è stata realizzata da Robico, nome d’arte di Roberto Collodoro, sempre per StreetArtInStore.

Sono due nonne che guardano il mare, ed è una celebrazione del tempo che passa. Il tempo è infatti raccontato da Maria e Nené, che contemplano il futuro (e non l’orizzonte) indossando degli visori VR, tra i gadget elettronici più apprezzati e gettonati di questo decennio.

Un’opera degna per concludere il nostro tour a bordo di Lynk & Co 01, che non è solo ricercata nel design, che a sua volta guarda alla modernità con i fari che richiamano i grattacieli di Shanghai, ma è ricca di tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Un’auto giovane, per sentirsi giovane e che ha lo scopo, da parte di chi la produce, di cambiare il mondo della mobilità, a partire dalla formula di vendita che lascia tante libertà.

Con la propulsione plug-in hybrid, che gode di 70 km di autonomia in full electric, girare per Milano è stato molto piacevole. Unico neo, certo, le dimensioni: in questo, la 01 non è proprio una cittadina. Ma è il compromesso da accettare, con piacere, per unire viaggi artistici, come quello di questo articolo, a esperienze fuori porta, magari nel weekend e con il tetto panoramico aperto, fino a lunghe vacanze, data la capienza del bagagliaio.

Ricordiamo che Lynk & Co 01 è acquistabile a 35.000 euro (full hybrid) o 40.700 euro (plug-in), full optional di serie, o disponibile a noleggio senza impegno a 500 euro al mese, comprensivi di manutenzione, auto sostitutiva e pratiche burocratiche. Tutti possono iscriversi alla membership Lynk & Co e scaricare l’app, cercando vetture disponibili in car sharing, le cui tariffe e gli orari d’utilizzo saranno stabiliti dai proprietari che l’hanno comprata o noleggiata – anche gratis, se siete amici o parenti!

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