Lynk&Co 01 PHEV

Lynk & Co 01 PHEV: come va l’auto in streaming “da vlogger”

Finalmente abbiamo guidato la Lynk & Co 01!

12 settembre 2021 - 11:00
Motore
Plug-in Hybrid 262 CV
Autonomia in EV
70 km
Prezzo
40.700€

Dopo averne parlato a lungo, anche con il CEO Alain Visser,  abbiamo finalmente provato la Lynk & Co 01 PHEV, la seconda e ultima delle due varianti con cui questa vettura viene proposta nel vecchio continente. Ecco com’è andata la nostra prova con l’auto del marchio che ha introdotto lo “streaming della mobilità“.

Lynk&Co 01 PHEV: me la consigli?

Vero, il design può essere divisivo, ma la sua formula non è niente male. Per chi desidera comprarla, l’auto è venduta full optional di serie (40.700 euro per la plug-in della nostra prova, 35.000 per la full hybrid), e questo significa non perdersi nella sempre più lunga lista di optional che, in altri casi, possono essere aggiunti o tolti. E se non la vuoi comprare, l’iscrizione alla membership, gratuita se non usi l’auto in modo fisso o con canone fisso ma senza impegno, può essere una soluzione per non pensare alle attività di manutenzione, e per godere di servizi che vanno anche oltre l’automobile. Lynk & Co 01 è un’auto da condividere in tutto e per tutto, soprattutto con amici o colleghi con i quali è possibile dividere il canone e, quindi, abbattere le spese. Te la consiglio, quindi, se in generale ti piace l’idea di avere un’auto sicura, potente e rilassante da guidare, ma non vuoi perderci troppo tempo. E, soprattutto, te la consiglio se ti piace viaggiare in compagnia, e condividere i tuoi viaggi anche online: con il suo ottimo sistema audio, lo spazio, il vetro panoramico e una telecamera inclusa, lei è l’auto per eccellenza per le gite con gli amici.

Pro

  • Qualità dei materiali
  • Full Optional di serie
  • Autonomia in EV ai vertici

Contro

  • Selettore del cambio macchinoso
  • Pochi comandi fisici
  • Infotainment un po' lento

Lynk & Co 01 PHEV: 262 CV ibridi e 70 km di autonomia in elettrico

Veniamo al dunque: come va questa Lynk & Co 01 PHEV? In queste prime due ore di test drive, posso dire bene. Ho riconosciuto l’appartenenza al gruppo, e ho apprezzato numerosi elementi, a partire dall’autonomia in elettrico: 70 km, una delle più alte su una plug-in hybrid (per fare un paragone, la XC40 ibrida ne ha 50). Ciò significa fermarsi un po’ meno spesso alle colonnine e, in base all’utilizzo, non doverla ricaricare tutti i giorni. Per esempio, ieri io l’ho usata ininterrottamente per due ore, e quando l’ho lasciata c’era ancora più di metà della carica.

Al motore elettrico si unisce anche uno termico, per un totale di 262 CV e 424 N/m di coppia, che si sentono tutti. L’auto infatti dispone di tre modalità: Hybrid, Electric e Power. Switchando in quest’ultima, la Lynk & Co 01 PHEV diventa subito scattante, senza “pensarci” troppo, come mi è capitato su altre vetture e, quindi, garantendo a chi lo volesse anche una buona dose di divertimento. Questa vocazione un po’ più “sportiva”, se vogliamo, è sottolineata anche dai due tubi di scarico posteriori abbastanza grandi, e dalla linea piuttosto aggressiva del paraurti posteriore.

Lo sterzo della Lynk & Co 01 PHEV è invece leggero, e l’auto in generale molto maneggevole: si apprezza anche la retrocamera (forse troppo) grandangolare per il parcheggio, che ha una definizione ottima. Inoltre, un plauso ai suoni dei sensori, che sono secchi, vuoti, e quindi non fastidiosi. Quando si mette in Power, oltre a migliorare la prontezza dell’acceleratore, anche lo sterzo si fa leggermente più rigido. Ho trovato migliorabile, invece, l’uso del selettore del cambio, un po’ gommoso e che richiede troppi gesti. Ad esempio, per passare da “R” a “D” non basta tenere premuto su o giù, ma occorre fare più movimenti. Si tratta di inezie, naturalmente, ma secondo me migliorerebbero l’usabilità, anche perché il “pomello” è piccolo ed ergonomico, ed è quindi un peccato un funzionamento così macchinoso.

Credo però che la potenza della Lynk & Co 01 PHEV sia pensata per viaggiare senza pensieri, ovvero per avere la giusta spinta in caso di sorpassi, ripartenze in salita, o ripresa autostradale. Prima ho infatti detto che è un’auto da condividere, e questo vale anche per i viaggi. La particolare formula di vendita, lo spazio, e il sistema audio Infinity che suona splendidamente, il tetto panoramico e il bagagliaio capiente, mi hanno fatto subito pensare a quest’auto come quella per fare gite con i propri amici, o in generale con i propri cari.

E non lo dico a caso: la vettura integra infatti una camera, che dovrebbe essere posta dietro o in prossimità dello specchietto retrovisore centrale senza bordi, che permette quindi di riprendere i momenti più divertenti del viaggio. Non la ritengo una caratteristica prettamente utile, ma la ritengo simpatica e in linea con i tempi, specie per chi è particolarmente attivo su YouTube, Tik Tok e Instagram. 

Design svedese che guarda alla Cina

Lynk&Co 01 PHEV è svedese di design, e cinese di produzione. Il marchio, nato nel 2016, è del resto uno dei primi frutti delle sinergie VolvoGeely, e infatti questo SUV (non troppo) compatto nasce sulla stessa piattaforma CMA della Volvo XC40, anche se rispetto alla vettura di Göteborg è leggermente più lunga: parliamo di 4,5 metri, contro i 4,4 della XC40 – differenze comunque minime. Ad ogni modo, per quanto non la definirei un’auto piccola, in foto sembra più grande, mentre vedendola di persona corrisponde in pieno alla tanto apprezzata categoria dei SUV compatti.

Anche l’estetica a mio parere rende di più dal vivo. Continuo a trovare migliorabile la parte anteriore, anche se mi piace la trama LED dei fari a doppia linea parallela e il cofano piatto e bombato nella parti laterali.

Ciò che mi piace, invece, è il design posteriore, molto futuristico e scenografico, soprattutto con poca luce, dove, complice la fascia nero-lucida a cui si integrano, risalta la trama dei gruppi ottici posteriori che omaggiano lo skyline di Shanghai. Piacevole anche il richiamo della parte laterale, e inferiore, dei fari, una sorta di anello ovoidale ripreso dalle razze dei cerchi, due delle quali in blu elettrico, sia per creare dinamismo cromatico, sia anche per sottolineare la propulsione elettrificata di quest’auto.

Come detto, in Europa la Lynk & Co 01 PHEV viene proposta solamente in due colorazioni, scelta votata a semplificare il processo di acquisto/abbonamento degli utenti: il blu scuro della nostra prova, e il nero. Entrambi sono colori azzeccati, sobri ed eleganti e che riprendono l’estetica un po’ underground scelta in generale da Lynk & Co anche per quanto riguarda l’interiore design dei suoi club, o del pop up store aperto a Milano dal 5 al 12 settembre. Ad ogni modo, non mi dispiacerebbe se arrivassero altre tinte in futuro.

Gli interni

Gli interni della Lynk & Co 01 PHEV mi sono piaciuti molto, a partire dallo spazio per gli occupanti. Poche volte mi è successo di non dover impostare il sedile, in quanto già sufficientemente “lontano” dal volante, e alla giusta altezza.

E ancora meno mi è capitato, su auto di questo segmento, di stare seduto comodo al posteriore, con spazio per le ginocchia anche con il sedile davanti a me impostato sulla mia altezza. E io, come ripeto spesso, sono alto 1,94m. Ottima l’abitabilità, e il comfort di seduta è aumentato dal comfort luminoso garantito dalle vetrate sufficientemente ampie, arricchite dal grande tetto panoramico apribile elettronicamente. A proposito di spazio, ottimo anche il bagagliaio: 349 litri di capacità minima, con superficie gommata antiscivolo e un grande pozzetto inferiore dove si possono riporre comodamente i due cavi di ricarica.

I sedili sono rivestiti in tessuto EcoNYL, italiano, ricavato riciclando le plastiche delle reti marine,  e adottato anche su altre vetture, tra cui la stessa Volvo XC40 Recharge P8, e qui riprendono i colori dell’auto, con tinte blu e grigie a contrasto. Peccato che il poggiatesta sia integrato, ma devo dire che io non ho sentito la necessità di regolarlo, segno che comunque per quanto mi riguarda si trova alla giusta altezza.

Per il resto, l’impostazione della plancia è abbastanza armonica: il cruscotto è interamente digitale (un plauso alla scelta dello schermo opaco, che riflette meno la luce ed è più visibile), mentre al centro si trova un grande display touch orizzontale, a dire il vero con troppi pochi comandi fisici. Ricorda un po’ iPad con l’unico tasto circolare al centro, che serve per tornare alla home.

Ad ogni modo, il sistema è fondamentale sulla Lynk & Co 01: da qui si accede al proprio profilo, ed è possibile interagire con gli altri utenti nonché con il sistema centrale, per segnalare problemi, o per lasciare la vettura ad un altro membro della membership di Lynk & Co. Ci sono naturalmente anche gli altri software tipici di una vettura odierna, come la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, il navigatore integrato, e le impostazioni. Lo schermo, comunque, non è fluttuante ma integrato nella plancia, e secondo me alla giusta altezza: non troppo in alto, non troppo in basso, e quindi semplice da utilizzare. Solo, forse il sistema a volte è si impunta , almeno così mi è sembrato nelle due ore in cui l’ho guidata.

La community di Lynk & Co

Visto che si è introdotto il lato software, ne approfitto per approfondire il funzionamento di questo sistema “cloud” su cui si basa tutto il concept europeo del marchio sino-svedese. Insieme alla Lynk & Co 01 PHEV, erano presenti due smartphone con due versioni demo dell’applicazione, elemento imprescindibile per chi volesse sottoscrivere l’abbonamento. Nel primo, l’app aveva un profilo che definirei “user”, ovvero chi è abbonato ma non proprietario della vettura; nel secondo, il profilo era quello di un proprietario dell’auto.

Chi non la compra, quindi, sfrutta l’app più o meno come quelle del car sharing, ha cioè l’accesso alla mappa completa della città, per vedere dove si trovano delle vetture, con dettagli anche sulla motorizzazione, sul colore, e naturalmente sul proprietario, nonché sul club fisico e sugli eventuali eventi in programma, quando presenti. Quando desidera utilizzare la Lynk & Co 01 PHEV o Full hybrid che sia, può scegliere quella a lui più vicina e/o congeniale, e inviare una richiesta di prenotazione, che sarà approvata dal proprietario, il quale deciderà anche a che prezzo. Questo vale, quindi, per coloro che scelgono di sottoscrivere una membership gratuita, e pagare solo quando utilizzano l’automobile (indicando per quanto tempo gli serve, indicativamente), proprio, o quasi, come nel car sharing.

L’altro smartphone era “loggato” invece sul profilo di un proprietario, ovvero chi ha comprato l’automobile o chi ha scelto di pagare il canone di 500 euro al mese. In questo caso, l’interfaccia utente si presenta diversa, e simile a quelle classiche delle attuali app dei costruttori. L’utente ha cioè modo di verificare lo stato della vettura, la carica della batteria, di sbloccarla o bloccarla, ma anche cose un po’ più simpatiche (e forse non particolarmente utili, ma a Milano non si sa mai) come suonare il clacson da remoto. Il proprietario può quindi decidere quando e a chi dare in uso la vettura, ma anche può decidere di dividere l’abbonamento con altri membri della community, che possono essere i suoi familiari, coinquilini, amici o anche colleghi. È inoltre lui a stabilire il prezzo (può anche prestarla gratis, se lo ritiene opportuno), indicando sull’applicazione i giorni e gli orari in cui la mette a disposizione.

L’obiettivo è quello di risolvere il cosiddetto problema dell’auto inutilizzata per la maggior parte del tempo, e abbattere i costi. Se, da soli, 500 euro possono sembrare tanti, in due o in tre diventa un canone anche conveniente – tolto che questo dipende dalle proprie disponibilità e possibilità.

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