eFuel Alliance

eFuel Alliance: per Mazda la sostenibilità non è solo elettrica

Mazda è il primo costruttore ad entrare nella eFuel Alliance

2 luglio 2021 - 8:00

Anche Mazda, come ormai la maggior parte dei produttori, entro nel 2030 punta ad avere una versione elettrificata di tutti i propri veicoli in gamma, ma la eFuel Alliance è la sua dimostrazione che l’elettrico non è l’unica strada verso la sostenibilità.

Il progetto, infatti, prevede che molte delle sue auto continueranno ad avere un motore a combustione interna, nell’idea che “non è il motore ad essere sporco”, ma ciò che lo fa bruciare.

Ecco quindi che Mazda è la prima azienda ad entrare nella eFuel Alliance, il suo approccio ai biocombustibili. Carburanti a bassissimo impatto ambientale, se non nullo, che derivano da materie prime alimentari, rifiuti, ma anche da elementi ad alto contenuto di carbonio, quali le alghe e il biometano.

eFuel Alliance vuol dire non trascurare niente

Secondo Mazda, l’industria automobilistica ha la responsabilità di ridurre il più possibile emissioni, senza precludersi nessuna delle vie messe a disposizioni. Da qui l’impegno verso ibrido ed elettrico, idrogeno e biocombustibili, ad essere il primo costruttore ad aver aderito alla eFuel Alliance, l’associazione che promuove l’idrogeno e tutti quei combustibili neutri in termini di CO2.

Combustibili sostenibili che hanno un vantaggio anche sull’elettrico, il quale certo resta una valida via alla sostenibilità. Per Eni, che ha espresso il punto di vista tramite il Direttore Generale Energy Evolution Giuseppe Ricci, i biocarburanti sono una tecnologia disponibile e già utilizzata, la quale non ha bisogno di nuove infrastrutture e costruzioni in quanto utilizzabile sugli attuali motori e presso i distributori già esistenti.

In più, l’uso dei biocombustibili derivati dai rifiuti in Italia è particolarmente indicato: il Bel Paese, come noto, è povero di materie prime e si deve affidare a servizi e discariche estere per smaltire rifiuti, cosa che potrebbe non fare, o fare di meno, destinando tali carichi alla produzione di biocarburanti.

Più familiari

Sull’elettrico c’è poi la questione della mentalità. Roberto Pietrantonio, Managing Director di Mazda Motor Italia, spiega che c’è ancora diffidenza verso una tecnologia ancora poco familiare, e che richiede un cambio di mentalità; e, in più, le infrastrutture sono ancora poche, in contrasto a prezzi di listino elevati.

I biocombustibili sono quindi più familiari, perché di fatto “cambia poco” nell’utilizzo del consumatore finale, e verosimilmente anche nel prezzo, che rimarrebbe uguale o leggermente inferiore.

La transizione energetica, come dimostra Mazda con la sua partecipazione alla eFuel Alliance, è un tema complesso, ed è bene che emergano altre soluzioni alla via dell’elettrico, i cui benefici, in toto, non sono ancora, e sempre, chiari.

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